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Perché Evaporata?

E’ la domanda che spesso mi rivolge chi è interessato a ciò che scrivo sul blog o dentro i miei libri.

Da quando ho iniziato a partecipare a eventi in cui si disquisisce su autori o testi di vario genere, compresi i miei, rispondo con una frase romantica quanto prefabbricata.

“L’evaporazione è sublimazione o trasformazione. Passaggio di un corpo dallo stato liquido allo stato aeriforme. Così io mi trasformo e, uscendo dal corpo, percorro sentieri che portano idealmente verso il cielo; da lassù osservo, studio, vivo, imparo, conosco e cerco argomenti nuovi per scrivere i miei racconti.
Questo è il motivo per cui ho scelto lo pseudonimo “Evaporata”.”

Carina e abbastanza soddisfacente come risposta, vero?

E invece non è così.
La realtà è assai meno romantica di quella “sublimazione” menzionata sopra.

E’ vero che, da sempre, ho l’abitudine di vagare con la mente per meditare, rimuginare, ponderare, spiluccare su dettagli che magari per chiunque sono insignificanti, mentre per me diventano un mondo da scoprire – (e questo accade in qualunque situazione e luogo io mi trovi, poiché si tratta di un automatismo mentale) – succede che io sia rapita da una foglia che cade proprio tra i miei piedi, o dal passaggio di un cane con l’ombrello nel bel mezzo di un’intensa conversazione col Papa o con Brad Pitt, non ha importanza, il mio viaggio inizia e non si sa quando finisce.

:-D

Ma credo che questa pratica non sia così rara, chissà quanti si estraniano per pensare ai fatti propri benché non siano in perfetta solitudine.

La mia “evaporazione” deriva invece dalla mutazione di un affettuoso soprannome donatomi dagli amici più stretti in un momento particolare della mia vita: circa venti anni fa, dopo l’ultimo ricovero in un rinomato istituto neurologico, le mie condizioni psichiche non erano granché in forma, diciamo pure che mi trovavo un po’ “fuori di testa” come si usa dire. Pertanto le prestazioni mentali sembravano quanto meno “extravaganti”, ossia il mio cervello se ne andava in giro per il creato a cercar miglior fortuna possibilmente lontano da certi luoghi di cura.

* Cura?

Quindi gli amici più intimi mi avevano affibbiato l’affettuoso nomignolo di “fulmine” o “fulminata”, secondo necessità.
Passato il periodo critico tornai ad essere “La Divina”, “Natti”, “NdN”, e tanti altri soprannomi dettati da ciò che loro vedevano in me: una persona un po’ stramba da amare come si ama quel cucciolo di animale che è un miscuglio di razze talmente varie da diventare una creatura eccezionale.
Quindi per loro ero e sono tutt’ora una creatura “speciale”, benché anomala, con tutte le mie bizzarrie mai celate, né tantomeno negate.

;-)

A me però quel “fulminata” non dispiaceva affatto, e avrei voluto mantenerlo tra i nomi che mi vengono appioppati. Ma “fulminata” era un soprannome già abusato in tante situazioni, mi pareva troppo comune e confondibile, e a me non piace confondermi anche se spesso son confusa.
Mi venne perciò in mente “Evaporata”.
Ecco, EVAPORATA, sembrava proprio adeguato alla mia nobile (sol)levatura mentale, inconfondibile e certamente non ancora diffuso.
Perciò dall’esperienza di profuga, reduce da tre ricoveri per turbe psichiche, nacque Evaporata.

Evaporata è anche nome d’arte e pseudonimo registrato alla SIAE, di proprietà di Nadia Mogni come autrice di testi e scrittrice. Particolare del tutto marginale giacché scrivere è stato sempre il mio “vizio” salvavita.
Questa è la vera storia di Evaporata.

Evaporata
Evaporata

Ultimamente qualche dotto e colto personaggio, ben inserito in campo editoriale, mi ha “suggerito” di abbandonare il mio pseudonimo e rifarmi una reputazione letteraria presentandomi soltanto col mio nome e cognome eliminando quindi Evaporata.
Probabilmente chi è da tanti anni nel settore, e vi ha pure trovato fortuna e notorietà, ha ragione nel suo dire, ma io sono affezionata a Evaporata perciò non intendo abbandonarlo.
Evaporata è una parte di Nadia Mogni, o forse è il contrario: Nadia Mogni è la versione umana di Evaporata. Comunque sia Evaporata c’è e rimane, perché non rinnego nessuna parte di me stessa anche se è una parte difficile da gestire, difficile da tenere in ordine, difficile da comprendere e far comprendere, difficile da portare in giro, da presentare a parolai, a benpensanti, ai sensati, ma soprattutto ai portatori di pregiudizi.
Consapevole che questo modo di “lavorare” è contrario a qualunque tecnica di buon marketing, insisto con l’essere me stessa, e non “chi” qualcuno desidera che io sia.
Anche se alcune parti di me mi fanno spesso soffrire, non le posso eliminare perché dovrei sopprimermi in tutto e per tutto.

e poi le racconto.
😀

46 pensieri riguardo “Perché Evaporata?

  1. Mi ha commosso la storia di Evaporata e ho apprezzato particolarmente le seguenti parole da te scritte:
    “[…]non rinnego nessuna parte di me stessa anche se è una parte difficile […]”.
    Mai rinnegare noi stessi, cosa che purtroppo fanno in troppi!
    Un abbraccio!

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  2. io non ho mai tollerato? chi abbrevia i nomi o chi affibbia nomignoli ho accettato Sal (lunga storia) come diminutivo di Salvatore perché mi piace il suono, ma per tutto il resto ho spesso discussioni su questo e voglio essere chiamato Salvatore è il mio nome e lo ho sempre usato anche in questo mondo virtuale. Perché io, sono io. Sal.

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  3. Ricordo il tuo primo commento su uno dei miei primi post e rimasi interdetta di fronte a quello pseudonimo, non ero abituata alla creatività dei wordpressini. Poi arrivò Kikkakonekka, Newwhitebear e altri nomi fantasiosi e mi sono abituata. Comunque mi chiaristi abbastanza presto che il tuo nome era Nadia. Alcuni invece, di cui conosco il vero nome, preferiscono essere anonimi sul blog.

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    1. Beh, capisco chi vuol mantenere l’anonimato. Io invece, considerando il blog come se fosse la mia casa, ci metto la faccia e anche l’anima e sono abbastanza vecchia e libera da non aver più paura di dire chi sono. 😘

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  4. Continuo a non complendere il complesso meccanismo – per dirla alla Gabbani – che regola l’armonia del nostro mondo editoriale. Non so se riuscirei a fare quel salto, ma se e quando sarà utile per la tua realizzazione, vedrai che chiuderai gli occhi e salterai. Oppure troverai qualcuno capace di accoglierti nella tua meravigliosa interezza. Te lo auguro. 😊

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  5. non vedo perchè le esigenze editoriali debbano influire anche sul nome o soprannome di una persona, prima ancora che scrittore/ scrittrice. C’è un qualcosa di inscindibile in certi appelativi, sia in ambiente strettamente intimo che pubblico. Evaporata ha un bel suono oltretutto, dunque fai bene a conservarlo gelosamente stretto. Un bacione e una buona domenica

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