Cinema · Freak · qualche pezzo di me

Freaks

Oggi ho avuto un risveglio più freak del solito.
Non freak comunemente conosciuti come gli “sballoni” degli anni ’70.

Freak come la pellicola del 1932 di Tod Browning che suggerisco calorosamente di vedere e tenere nella vostra collezione cinematografica.

Freak come quelli del libro di Leslie Fiedler (prima edizione 1981) che porta questa dedica:
“A mio fratello che non ha fratello a tutti i miei fratelli che non hanno fratello” e inizia con questa prefazione:”Viviamo in un periodo in cui il nome freak viene rifiutato da tutti quegli umani fisiologicamente devianti ai quali è stato applicato per tradizione: giganti, nani, fratelli siamesi, ermafroditi, donne cannone e scheletri viventi.
Lo considerano un marchio infamante, un ricordo della loro lunga emarginazione e del loro sfruttamento da parte degli altri umani, che dando loro questo nome hanno anche definito se stessi come “normali”.
Come tutte le richieste, da parte degli stigmatizzati, di cambiare nome, questa evoluzione si esprime in una sorta di discorso politico…”

Mi fermo qui perché la prefazione è lunga 32 pagine e, in questo contesto, sono sufficienti poche righe per esprimere ciò che io so di essere interiormente.
E non mi sento affatto defraudata di qualcosa se qualcuno non mi considera “normale”.

Freaks

8 risposte a "Freaks"

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