Sola d’estate
Stesa nel letto, con le persiane chiuse per trovare un po’ di frescura, giro e rigiro togliendo anche l’ultimo indumento: pure l’esile slip m’infastidisce.
Stesa nel letto, con le persiane chiuse per trovare un po’ di frescura, giro e rigiro togliendo anche l’ultimo indumento: pure l’esile slip m’infastidisce.
Si chiamerà “incipit”, scriverò le prime due o tre righe di un racconto qualunque dei miei libri, un invito alla lettura. “Il pendolo suonava il primo tocco di mezzanotte. Una piccola lampada colorava con discrezione la stanza. Giulio e Sara si erano amati intensamente fino a pochi attimi prima. Lui le accarezzava i capelli guardandole… Continua a leggere Nuovo #Tag
La solitudine cosmica è congenita, incisa nel DNA. E’ quella che ti fa pensare che vorresti non essere mai nato e nessuno può togliertela. La solitudine umana, spesso, non è un problema, sfiora soltanto ed è lieve come un velo morbido che avvolge le spalle; ma, talvolta, si bagna di pioggia sporca e diventa una… Continua a leggere S come
Scaccia la paura e la paura della paura. Per qualche anno le cose basteranno. Il pane nel cassetto e il vestito nell’armadio. Non dire mio. Hai preso le cose solo in prestito. Vivi nel tempo e capisci che poche cose ti servono. Accasati. E tieni pronta la valigia. È vero quello che dicono: ciò che… Continua a leggere La “Ricetta” di Mascha Kaléko
Si tratta del mio libro “Storie senza mutande”, il primo in cui mi addentro in un argomento per me nuovo dal punto di vista letterario: l’erotismo. Sì, questo è un libro di brevi racconti erotici. Non l’erotismo solito cui si è abituati, ma l’erotismo a modo mio. Essendo “a modo mio” è quindi un libro… Continua a leggere Storie senza mutande – Istruzioni per l’uso
Banale fa rima con letale ma anche con pitale che fa un po’ meno male se non ti arriva in testa e ti salva un zampa lesta che veloce lo fa volare di rimbalzo in mezzo al mare ma dentro al mare inquina ed io che son virtuosa faccio una bella cosa raccolgo quel pitale… Continua a leggere Che combinazione, Io e Young
La luna maestosa baciò una rosa
Si chiamava Hanna, dopo l’amore s’addormentò tra le sue braccia. Di lei non rimase traccia. Lui si chiamava Hannibal
Le era successo più volte di finire in un vicolo cieco, sbattere il muso contro un muro facendosi molto male, ma riuscendo a tornare indietro per cambiare strada. Aveva tempo per farlo. Quell’ultimo vicolo cieco era lungo ma vedeva che il muro davanti era granitico e faceva paura. Guardò indietro e vide che un altro… Continua a leggere Cielo cieco
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