Frenesia
Qui tutti fuori di biglia per l’ultima eclissi. Ci brucierà tutti
Qui tutti fuori di biglia per l’ultima eclissi. Ci brucierà tutti
Eh sì, perché adesso le pubblicità che proprio mi pesano sullo stomaco sono la perenne offerta di sconti che propongono quelli delle poltrone con i sofà, non li vorrei nemmeno se qualcuno li pagasse per me; e poi (mi dispiace dirlo perché lei mi era simpatica, ma adesso non la sopporto più) quella dove Elisabetta… Continua a leggere Questo articolo è ancora attuale, cambiano solo i personaggi
Come succede ormai troppo spesso, lo schermo dello smartphone si è trasformato nel ring per la nostra quotidianità digitale. Si rincorrono continuamente notizie di vario genere che attizzano l’opinione pubblica, accendendo discussioni infinite dove sui social si parla, si commenta, ma soprattutto si litiga, rendendo questa conflittualità la normalità. A riempire le pagine dei giornali… Continua a leggere L’estate crudele
Nel mio paese, come un po’ ovunque in questi mesi estivi, si schiatta di caldo; ma c’è qualcuno che riesce a godersi il parco scegliendo l’ombra e le prime ore del giorno per studiare le partite di scacchi. Di sera c’è baraonda perché si beve e si balla con la musica a palla, di mattina… Continua a leggere Passeggiando nel parco la mattina
l’altro ieri, prima del temporale, ho fatto in tempo a fotografare le “esuvie” lasciate dalle cicale dopo la muta. Niente di particolare se non il numero esagerato; su questo tiglio ne ho contate 58. Nel mio paese ci sono centinaia di tigli e il suono prodotto dalle cicale si confonde con i miei acufeni.
Sono una popolana italiana che vive e paga le tasse in questo bellissimo paese in continuo movimento (esondante, franoso, tellurico, rissoso) mentre tutto il resto è sconsolatamente statico. “Statico” proprio nel senso di fisso, fermo, immobile. E mi riferisco ai motivi del nostro unanime scontento. Ma, a quanto pare, a noi CI piace così! Perché?… Continua a leggere Gavettoni per spegnere il caldo che devasta
Primi anni ’90, le mie vacanze estive erano sempre in Trentino Alto Adige; il trekking l’attività preferita. Dopo un’escursione, alla fine della giornata, stavo attraversando un pratone per tornare al rifugio, il sole era quasi al tramonto ma spandeva l’ombra dietro di me; gli voltai le spalle per guardare indietro e le vidi. Le Pale… Continua a leggere La mia sindrome di Stendhal
Dalle mie parti si chiamano Cuculi, il loro nome è Muscari. Non ne vedevo da anni e mi ha dato gioia ritrovarli ai bordi di un fosso.
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