“Freak show” di Trudie Styler.
Forse contagiata dall’egocentrismo dell’inarrivabile marito Sting, in questa pellicola basata sul romanzo di James St. James, la regista eccede nella messinscena carnevalesca a tratti stucchevole.
Benché l’intendimento dell’artista sia creare una trama contro il bullismo nelle scuole, la sua narrazione è troppo infarcita di citazioni e camei che risultano confusionari e appesantiscono ulteriormente una storia con un capo vuoto e senza coda.
Il film, si salva grazie alla bravura del protagonista Alex Lawther che assume con grande classe tutte le “forme” circensi imposte dal copione.

Ha = a solo a
Il mio correttore ha le traveggole è balbuziente non conosce gli ausiliari scusalo ti prego
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Anche il mio….
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Perdonami ma il mio correttore è più spudorato
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Ahhahhhhha…
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Ti consiglio alla ricerca di jane
Ti piacerà è quel romanticismo che ha noi toste all inizio non piace
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Grazie! 😀
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