Scrittura

Rubare? E che ci vuole… #Scrittura28

Lo faccio da tempo.

L’importante è FARSI scoprire!

 

INCONTRI IMPROBABILI N. 1

– Annibal, dal romanzo “Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris.
– Riccioli d’oro (Shirley Temple) dal romanzo “Curly top” di I. Cummings.

“Finalmente insieme, piccola cara. Dolce creatura, tenera e morbida.
No, non temere, non ti mangerò. Tu non sarai il mio pasto.
Per te ho altri progetti.
Da anni peregrino per gli studi cinematografici in cerca di te. Per anni ho bramato questo incontro.
Da piccolo vedevo i tuoi film. Vedevo come riuscivi ad entrare – piccolo tarlo velenoso – nel cervello degli uomini.
Tu: morbosamente consapevole di riuscire ad insinuarti nei loro pensieri, evocando depravate fantasie.
E ti divertivi, leggendo negli occhi il disagio, mentre tentavano di nascondere la sconvolgente perversione che si stava impossessando di loro.
E tu, ti eccitavi tremendamente e stringevi le gambette gommose per procurarti un sadico orgasmo.
Ma ora sei qui con me, ed io t’insegnerò altre forme di piacere.
Piaceri più raffinati, piaceri da grandi.
Tesoro: è ora che tu cresca.
T’insegnerò a godere leggendo il terrore di chiunque si troverà alla nostra mensa. T’insegnerò a godere mentre osservi il tuo nuovo amico consumare il suo pasto vivo.
Sono certo che ti piacerà.
E non ne avrai mai abbastanza. E mi vorrai veder morire per indigestione”.

Annibal
Annibal
Riccioli d'oro
Riccioli d’oro

 

INCONTRI IMPROBABILI N. 2

– LEGOLAS, dal romanzo “Il Signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien.
– SIDDHARTA, dal romanzo “Siddharta” di Herman Hesse.

Per Legolas non fu una sorpresa trovare un uomo addormentato sotto l’albero; succedeva spesso che i viandanti si fermassero a riposare.

Aprendo gli occhi, Siddharta rimase sbigottito vedendo quella creatura eterea e lucente, ma inspiegabilmente reale e tangibile.
Si chiese come mai il bosco avesse mutato aspetto improvvisamente. Tutto era diverso: la vegetazione, gli animali, i profumi; e lui stesso, lui dentro, era diverso. Diverso dal Siddharta di poco prima.

Il giovane elfo gli tese una mano e, con l’altra, gli porse una ciotola d’acqua.
“Bevi Siddharta. Non temere, non corri alcun pericolo. Se lo desideri, puoi tornare al luogo in cui eri, dal quale ti ho evocato.
Quando hai aperto gli occhi ti ho riconosciuto. Siddharta, finalmente qui con me.
Tante volte ti ho desiderato, chiamato, ed ora il mio desiderio si è realizzato.
Vedi, qui tutto è possibile. Nel mio mondo può succedere che un elfo s’innamori di un giovane lontanissimo da lui, soprattutto spiritualmente; lo desideri a tal punto da evocarne la presenza.
Nel mio mondo è possibile…è la magia.
Tu sei libero di fare ciò che vuoi. Ti chiedo solo di provare a rimanere con me; potrebbe essere questa la tua strada, potrebbe essere qui ciò che cerchi, forse è me che tu vuoi.
Dammi la mano, lascia che ti sfiori i capelli, le labbra.
Abbandonati mio amato, e accogli la tua pace”.

Siddharta sollevò il capo, avvicinò il naso alla bocca di Legolas, ne annusò il respiro, affondò lo sguardo nell’azzurro dei suoi occhi. Gli porse la lingua. Legolas la leccò, mescolando la propria saliva a quella dell’uomo, iniziò a succhiarla lentamente.
Siddharta gli sfiorò il petto con la punta delle dita, si distese sulle foglie umide, sul soffice muschio, e poi aprì le braccia per ricevere il suo amore.

Siddharta
Siddharta
Legolas
Legolas

INCONTRI IMPROBABILI N. 3

– Alice, dal romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di L. Carroll.
– L’uomo Illustrato, dal romanzo “Il gioco dei pianeti” Di Ray Bradbury.

“Che noia mortale”. Pensava Alice mentre, appoggiata al davanzale, guardava la luna.
“Fortunatamente posso scambiare quattro chiacchiere con la luna ogni tanto, altrimenti impazzirei in mezzo a questi essere umani così banali.
Sempre le stesse facce, le stesse parole, gli stessi discorsi; senza un briciolo di fantasia o voglia di sognare.
Zero, assolutamente zero voglia di rimuovere la monotonia, la ripetitività delle azioni compiute quotidianamente per vivere in questo mondo.
Vivere…si fa per dire, se devo continuare a vivere così per il resto dei miei giorni…no grazie, preferisco sparire…almeno potessi tornare nel paese delle meraviglie…
Probabilmente sono io sbagliata, eh sì…se tutti si comportano allo stesso modo e stanno bene, sono io fuori luogo…sono una disadattata.
Certo, mi sembra tutto diverso da quando sono tornata dal mio viaggio.
La mamma continua a ripetermi che ormai sono grande, non devo più fantasticare, è ora che pensi a trovarmi un fidanzato…e chi lo vuole un fidanzato come quei tipi che mi ronzano intorno; io vorrei un uomo, non ricco o importante o…però dovrebbe essere straordinario, ricco sì, ma di idee per stupire ogni giorno la mia mente “bacata”, come la definisce zia Emma.

Toh, ci deve essere una cane tra quei cespugli; ora scendo a vedere”.

“Ciao, pensavo fosse un animale a muovere le foglie.
Io mi chiamo Alice, e tu chi sei? Cosa fai seduto lì, hai qualche problema?
Posso aiutarti? Se vieni in casa ti faccio assaggiare la mia torta di mele”.

“No, sto bene. Non ho bisogno di nulla, mi stavo solo riposando. Scusami se ti ho spaventata, ora me ne vado…”

“Oh, non sono affatto spaventata, anzi…ma vieni almeno…”

“No, non mi toccare, lascia stare il mio mantello…”

“Hei, cos’hai in faccia…e nelle mani e…” Disse Alice, scostando la stoffa che copriva il petto dell’uomo.

“Ti prego, non mi guardare, lasciami; non voglio farti inorridire…io sono un mostro”.

“Ohhh, che meraviglia! Che belli questi disegni, e..sono dappertutto? Su tutto il tuo corpo?”

“Sì, purtroppo sì, la mia pelle è completamente coperta da queste figure.
Si tratta di un maleficio, questi non sono semplici tatuaggi: li ha disegnati una strega cattiva, sono animati, essi vivono le loro storie su di me, si muovono e cambiano continuamente, tormentandomi e costringendomi ad una vita randagia e solitaria, perché tute le persone che mi vedono fuggono spaventate o disgustate dal mio aspetto…devo sempre coprirmi o nascondermi.
Ti ringrazio per non avermi scacciato, evidentemente sei più comprensiva, oppure la pena che provi per me supera il disagio dettato dalla mia presenza…”

“Ma quale pena, e quale disagio. Per me sei favoloso, sei proprio una meraviglia e…dici che tutte queste figure si animano e raccontano storie, cambiano sempre e ti tormentano.
Questo succede perché nessuno le sta ad ascoltare, nessuno gli dà spazio, perché contrarie alla ragione.
Non le rifiutare, lasciale libere di vivere nella tua fantasia; vedrai, si accheteranno e starai bene anche tu.
Vieni, andiamo via da qui; andiamo nella fantasia, là c’è posto per tutti, anche per quelli come noi che non rispecchiano, interiormente o esteriormente, ciò che il senso comune definisce: persone normali”.

Alice
Alice alla finestra
L'uomo illustrato
L’uomo illustrato
Miscela di Evaporata
Miscela di Evaporata

😉

MA

Non ho finito!

Ora tocca a tre sconosciuti incontrati per caso.

Navigando dentro il mio guscio di noce, nel mare d’inchiostro, sono uscita dal mio territorio e ho solcato l’azzurro del mare coperto da Nuvole Prensili.

Su queste nuvole vive un tipo carino con gli occhi che bucano i fogli di pergamena sui quali una fatina dagli occhi celesti, con Calamoscrittorio, sparge nell’aria missive che evaporano per poi ricomporsi nella mente di un certo Seme Nero il quale acchiappa i pensieri e li incornicia per la missione che accomuna la ciurma strampalata di perfetti sconosciuti su un vascello che batte bandiera

#Scrittura28
#Scrittura28

Su questa nave dovranno attraversare la notte d’inchiostro tempestoso

Tutti qui dentro e poi agitare bene
                              Tutti qui dentro                                     Agitare bene prima dell’uso

E chissà dove si ritroveranno…se si ritroveranno!

Eehehehehehehehhheh
Eehehehehehehehhheh

3 risposte a "Rubare? E che ci vuole… #Scrittura28"

  1. M E R A V I G L I O S O. Sei uno spettacolo. Troverò settecento aggettivi per descrivere il genio che hai dimostrato in questo pezzo. Sarà dura ma ce la farò.

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    1. Ti dico solo grazie, io m’inbarazzo quando mi fanno complimenti. Ho cominciato a scrivere di incontri improbabili nel ’95 per un concorso del Corriere della sera, ovviamento non m’hanno neppure “sfiorata” di striscio, erano troppo strampalati. Però io ci ho preso gusto così ho continuato a scriverne, e son uscite coppie come Furia cavallo del West e Pino cavallo bianco della pubblicità di Pino Silvestre Vidal, Grimilde e Mammolo, Obama e 17 e poi altri che non ricordo. Devo andarli a cercare. Mi piace mescolare, forse perché io sono un ibrido e vado a miscelare cercando di tirar fuori qualcosa che mi somigli per non sentire più la solitudine cosmica.
      Ma adesso vado a pestare altri terreni e rischio di diventare noiosa.
      Meglio che mi fermi qui.
      Grazie ancora 😀

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