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Il paradosso della tolleranza

Un paio di settimane fa ero al bar e, sfogliando l’inserto culturale de “Il Giornale”, ho trovato la recensione di un libro interessante, con un titolo che ha catturato la mia attenzione

Questo trafiletto riassume bene il concetto sul quale sono pienamente d’accordo

Se avete voglia di leggere tutto l’articolo, ecco le pagine


Il libro è questo

 

22 pensieri riguardo “Il paradosso della tolleranza

  1. Io invece la penso diversamente.
    Un po’ di autocritica l’uomo moderno deve farsela, perché è evidente – a mio avviso – che molte cose non funzionino.
    E se non funzionano, la colpa non è della “sfortuna”, ma è nostra.
    O vogliamo dare la colpa al “caso”?

    Riguardo il contante: se vai all’estero, nelle nazioni più socialmente ed economicamente evolute, non lo usi praticamente mai.
    E quando dico mai, significa mai.
    Nemmeno per il caffé.

    Sono stato qualche mese fa 10 giorni alle Maldive. Ho usato il contante solo all’aeroporto per portarmi a casa qualche moneta e banconota locale, come ricordo. Mai usato, nemmeno nei negozietti.

    Riguardo che siamo in troppi: beh, forse non in Italia. Ma nel mondo siamo in troppi, e lo saremo ancora di più tra qualche decennio, visto il tasso di crescita esponenziale che stanno avendo le nazioni africane, e nazioni come India e Pakistan.
    E poiché da loro manca tutto, i flussi di emigrazione saranno giganteschi.

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    1. Certo Andrea, non si può essere d’accordo su tutto. Per quanto riguarda l’uso del contante penso che l’Italia sia un paese a parte rispetto ad altri paesi. Nel 1995 ero a Londra e nelle bancarelle che vendevano stupidaggini si poteva già pagare con le carte di credito.
      Per quanto concerne la sovrappopolazione mondiale, credo che il discorso non si possa ridurre alla lettura di due righe.
      Questo libro non credo intenda sminuire i problemi, ma evidenziare ciò che la narrazione mediatica sotto qualunque forma cerchi di uniformare il pensiero comune.

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      1. Senza dubbio, e certamente alcuni dei punti sottolineati fanno riflettere, perché non è mai “tutto bianco” o “tutto nero”, spesso ci sono delle zone del sapere dove, più che la conoscenza, vale il buon senso.

        Ciao Nadia.

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    2. In questi giorni la gente si sta scannando sulla forma dei funerali di Berlusconi, ma nessuno fa una piega quando va al supermercato e vede che lo stesso prodotto aumenta di prezzo ogni settamana, non dice nulla mentre stiamo combattento una guerra non nostra, e lo stesso per altre cose che ci stanno rovinando.

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      1. Infatti io sono incaxxato nero, perché la spesa la faccio, i soldi sono quelli che sono, ed i prezzi aumentano di mese in mese, se non peggio.

        Proprio sabato ho sono sbigottito nel vedere le banane aumentare nuovamente di altri 10 cent al Kg. Da dicembre sono passate da 1,09 a 1,19 a 1,29 a 1,39 ed ora sono a 1,49.
        Aumentate di 40 cent, circa il 37% in 6 mesi!!!

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      2. Sai cosa mi hanno detto al supermercato?
        Che per le mele, i prezzo non sono aumentati (lo confermo) perché il prezzo di acquisto viene definito (dalla nostra catena di supermercati) verso settembre-ottobre, e poi rimane fisso per 8-10-12 mesi. In questo modo possono mantenere fisso anche il prezzo di vendita, senza aumenti.

        Diverso per i prodotti di importazione (banane, ma anche pere, meloni, ciliegie, etc) il cui prezzo di acquisto/vendita dipende da altri fattori e viene discusso di volta in volta.

        La cosa bella è che NON CALANO mai, nemmeno quando il carburante diminuisce, per capirci.

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