Opinione · qualche pezzo di me

Psicosi

Il periodo di clausura mi faceva sentire protetta e al sicuro, mentre, adesso che si stanno aprendo un po’ di porte, l’ansia mi assale, addirittura mi scopro preda di piccole nuove psicosi.

L’istinto di sopravvivenza mi ha insegnato a governare le vecchie psicosi e le paranoie che si presentano periodicamente, perciò riesco a tenere a bada anche le nuove, ma non è un bel vivere.

Come già scritto qui ho trovato il coraggio di uscire dalla zona sicura e avvicinarmi alla varia umanità, è stata una fatica pazzesca rimanere in mezzo alla gente anche solo il tempo necessario per cercare gli articoli di cui avevo bisogno.
Tra guanti e doppia mascherina, ero impacciata e confusa come se fosse la prima volta che mi trovavo in un luogo del genere.

Stando attenda per mantenere le distanze e guardare toccando meno possibile, ho notato con disappunto che tante gente non rispetta le norme; quella meno rispettata è fare la spesa in solitaria, ossia un membro per famiglia.
Al centro commerciale ho visto tante coppie, moglie e marito, mamma e figlia, amiche, fidanzatini in libera uscita, insomma gente al cazzeggio in luoghi dove è pericoloso sostare, soprattutto fermandosi a far salotto tra una corsia e l’altra, perché quando si è in compagnia è inevitabile stazionare per più tempo tra i prodotti facendo qualche chiacchiera rilassante.

Capisco perfettamente che si abbia bisogno di leggerezza e serenità, ma per raggiungere questo scopo servono comportamenti responsabili e adeguati alla situazione.

In sono un po’ fobica perché, anche in tempi non sospetti, prendere mezzi pubblici, toccare oggetti, frequentare bagni, cinema, e altri luoghi alla portata di tutti, mi dava fastidio, figuriamoci adesso che potremmo essere tutti portatori inconsapevoli del virus.

Però non mi comporto così proprio ovunque, per esempio quando andavo a concerti, spettacoli o altre forme di svago non mi preoccupavo, merito probabilmente della distrazione piacevole che mi concedevo…chissà quando succederà ancora di vivere in scioltezza fuori dalla tana.

 

49 pensieri riguardo “Psicosi

  1. Già già, tutti in relax 🙄 Ti capisco. Io per strada faccio lo slalom a distanza di sicurezza tra i passanti, macino chilometri a piedi per non prendere il bus, impiego 10 minuti a fare la spesa (ma questo è sempre stato) e, dopo 60 giorni di lockdown, mi accorgo che questa umanità mi disturba più del solito. Ieri mi è giunto chiaro il fastidio: auto, camioncini, folla, rumore, vociare e tutto il resto appresso. E niente, penso che mi trasferirò in un’isola deserta.

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      1. Si si che esistono! Il governo irlandese ha messo in vendita gli isolotti disabitati del Connemara. Un piccolo appezzamento di terreno, una casetta abbandonata, niente corrente elettrica ne acqua corrente. Il prezzo? 50mila euro. Ho il salvadanaio. Magari prima o poi… qualche gallina, una o due pecore, l’orto… 😍

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      1. Sono pure più bianco di un esquimese! Il distanziamento sociale devo averlo scritto nel DNA ma non è che ho paure o fobie…no è che proprio certa gente mi sta sul cazzo e la evito. Come ho sempre detto so di non essere una bella persona ma non ci posso far nulla.🤷

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  2. Non sai come ti capisco … soprattutto ora che uno Dei miei vicini a ripreso a lavorare nella zona del mantovano barra lodigiano barra Cremasco e mi hanno invitato a casa per un aperitivo sono terrorizzata non so come farò è un bel? Acceso questo per me quindi capisco il tuo post ho più paura di prima che i contagi sono anche meno si presume

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      1. Oddio Eva … con un compulsivo a casa ( e non voglio assolutamente ridicolizzare perché è mio figlio e gli devo il massimo del mio aiuto) sarà molto difficile che tenda a dimenticare io…

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  3. mi trovo nella tua stessa condizione, vedo troppa superficialità nei negozi/ supermercati, difficile in alcuni mantenere la distanza anche per problemi di spazio, in altre situazioni c’è la sfrontatezza di portare la mascerina come nastro per capelli o sottomento…ormai chi prendeva già prima sottogamba il problema si è liberato anche dalle costrizioni che ci facevano certamente sentire più sicuri. Vedremo dove ci porterà il troppo ottimismo di alcuni…

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      1. soprattutto dal 18 in poi credo che sarà ancora più importante; praticamente mi impongo restrizioni che mi sembrano ragionevoli…mi spiace per bar pizzerie e ristoranti, di cui comprendo il disagio economico, ma credo sia ancora presto per buttarsi nella mischia.

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      2. Anche a me dispiace tanto per le attività di svago e ristorazione, purtroppo per loro il problema è veramente spinoso.
        Come sempre sopravviveranno le grandi catene, mentre i piccoli imprenditori soccomberanno, come tutto l’indotto dello spettacolo. Attori, cantanti, e altra gente famosa e ricca sfondata non avrà problemi, ma tanti lavoratori dello spettacolo faranno la fame.

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  4. La cosa più difficile di questa quarantena per me è stato l’isolamento sociale, e mantenerlo quando si torna “liberi” non è facile. Purtroppo temo che dovremo abituarci a convivere con questo virus fino a che non si troverà un vacino. Ma il rischio maggiore non lo vedo adesso, ma tra qualche settimana quando ci saremo riabiutati alla libertà. perchè rimanere concentrati nel breve è possibile, ma nel lungo periodo molto difficile. Speriamo in bene

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    1. Giusto. Come succede spesso, si piangono fiumi di lacrime quando ci si trova di fronte a grosse disgrazie, salvo dimenticarcene appena cambia l’aria.
      Adesso c’è l’allarme, ben giustificato, per l’economia e perdere il controllo è un attimo.

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  5. Visto che sta arrivando il bel tempo, invece che chiacchierare dentro i supermercati potrebbero benissimo farsi quattro chiacchiere all’aria aperta… ma, visto che stiamo sempre e comunque al buonsenso della gente, in sostanza capisco l’insicurezza che tu possa provare.

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  6. Avendo perso il contatto con la realtà per così tanto tempo rinchiuso in quattro mura, senza dubbio ciò provoca incertezza quando si riprende la strada. E avere l’impressione che non tutti siano consapevoli della portata di questa pandemia è deludente. Vedremo ulteriormente quale impatto questo comportamento avrà sulle scatole di contagio.
    Un buon fine settimana per te.
    Manuel

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  7. Abbiamo tutti bisogno, credo, di riconsiderare i rapporti tra vita, sopravvivenza, sicurezza, coraggio, paura, libertà, responsabilità, obbligo… io almeno ci penso molto. Vorrei scrivere qualcosa su questo, ma ancora non riesco. E pur essendo un po’ misantropa, non ho mai avuto nessun tipo di fobia, che adesso invece mi scopro. Arrivo a casa e mi manca un po’ il respiro, poi passa. Sto bene, ma sto meglio a casa, e questo forse non è buono, Non so. Di sicuro non mi piace avere paura degli altri, non mi piace sentirmi a disagio in mezzo alle persone. Ho molte fortune, ma questo disagio, questa paura è la cosa che mi pesa di più, di tutta la situazione.

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    1. Sì, lo immagino.
      Io ho tanti problemi del genere, per esempio non salgo sulle scale mobili, e mi turba discendere quelle fisse, fa tutto parte delle mie turbe psichiche, perciò comprendo come può vivere una persona che non ne hai avute.

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