Opinione · qualche pezzo di me

In missione

Abito in un paese di tremila anime dove i negozi di soli generi alimentari rimasti sono il macellaio e il fornaio.
All’ingresso del paese abbiamo un piccolo supermarket abbastanza ben fornito anche di generi vari.
Per la spesa al supermercato scelgo i giorni di metà settimana e le ore teoricamente meno frequentate ma, ultimamente, anche qui c’è la coda.
Prima la gente andava nel grande centro commerciale, con la galleria piena di negozi, a quindici chilometri da qui ma, ora che gli spostamenti sono limitati, si va tutti a far spesa in paese.

Probabilmente arriva anche gente dalle piccole frazioni limitrofe dove non c’è più alcun punto vendita.

Sono piuttosto insofferente verso le code per gli acquisti pertanto, prima, le evitavo recandomi nei negozi nelle ore più accessibili.
Adesso le ore accessibili non esistono quindi mi adeguo, ma con parsimonia.
Dal momento che sto in clausura, come la maggior parte di quelli che non lavorano e ho tutta la giornata a disposizione, quando trovo più di quattro persone in attesa, fuori dal supermercato, me ne torno a casa e riprovo in altri orari.

La scorsa settimana, ho fatto la spesa al terzo tentativo.
Qui si è abbastanza rispettosi delle regole di sicurezza, ultimamente quasi tutti hanno guanti, mascherina o qualcosa che copre il viso e anche le distanze sono rispettate; ma, causa degli spauracchi che ci spalmano nel cervello, io che sono fisicamente asociale per abitudine, ho aumentanto ancor più le distanze dall’umanità, perciò andare a fare la spesa, per me, diventa una missione impegnativa.

Hai letto “Maldestra e Mancina”?

16 pensieri riguardo “In missione

  1. Io in previsione del probabile obbligo di portare le mascherine oggi sono andato a fare la spesa indossandola. Sono morto. Io ho una naturale avversione ad avere cose addosso ( niente orologio, collane, bracciali ad esempio, mi danno noia) e mettere sta cosa per me è stato un dramma. Sudavo in tutto il corpo, respiravo a fatica, il sudore mi colava si lati della bocca, gli occhiali mi si appannavano…una sofferenza pazzesca. Per fortuna, da allergico come te alle code vado o appena apre o ad ora di pranzo e mi muovo veloce tra gli scaffali tipo Pacman…imposto il mio percorso mentale e in 10 minuti sono alla cassa pronto a pagare. Mi chiedo con ammirazione come facciano quelli che devono portarla per ore…io dopo mezz’ora che ero a casa ero in un lago. Ora ho capito anche perché non sono amante del genere sadomaso e delle costrizioni…ne morirei. Spero tutto ciò finisca presto perché io con sta cazzo di mascherina proprio non ci riesco a starci.😔🥴😢

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  2. anch’io sono insofferente alle code… anche se poi quando sono in coda sono tra le persone più tranquille. Sono alquanto contraddittoria lo so ^_^°
    e che stare in coda mi sembra una perdita di tempo incredibile… di solito se mi capita leggo, almeno mi sembra di ammortizzare il tempo 😉

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  3. Beh, pare che tutta la gente a casa dal lavoro (non parlo di te) abbia preso il fare la spesa come una missione imprescindibile e magari anche quotidiana. Io mi sono organizzata con i due supermercati più vicini che fanno “drive”, così la devo solo caricare in macchina… ma anche online è una bella lotta per accaparrarsi un orario per il ritiro!

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