Ambiente · Opinione

E venne il giorno della segale cornuta

Qualche mese fa ho visto un film del 2008 intitolato “E venne il giorno”, tipo misto horror fantascienza drammatico, piuttosto agghiacciante e a tratti splatter per le scene raccapriccianti. Comunque fatto bene, a mio avviso, e anche abbastanza logico considerando il genere dove spesso vengono buttati lì eventi catastrofici senza capo né coda, né un minimo rispetto per la coerenza e la credibilità della trama benché fantastica o surreale.

Non sto a spiegarvi il film poiché, se vi interessa, potete trovare comodamente la trama on line, comunque il tema trattato è la natura che si ribella ai soprusi umani e comincia a mietere vittime in modo spaventosamente subdolo e pressoché ineluttabile.

Non so per quale strana associazione di idee questo film mi ha portato a ricordare la segale cornuta che, qualche secolo fa, avvelenava le mense di varie popolazioni provocando effetti allucinogeni devastanti al punto da originare il famigerato e ormai mitico periodo delle streghe di Salem che tutti conosciamo.

Nel film “E venne il giorno” gli accadimenti sono frutto di pura fantasia (per adesso), ma il periodo della segale cornuta c’è stato veramente ed ha provocato tanti morti e tanti morti ammazzati a causa delle suggestioni paranoiche che aveva su quelli che ne sopravvivevano.

Il fondamento di questi storie più o meno fantasiose è la natura che si ribella e che, in modo diversamente devastante, ritroviamo nel susseguirsi sempre più frequente di cicloni, tornado, terremoti, maremoti e tsunami, inondazioni, frane ed altri disastri, come sta succedendo ormai da tempo in ogni parte d’Italia.

Questi accidenti sono frequenti al punto da diventare quasi fatti di ordinaria amministrazione nel nostro mondo sempre più schiavo del petrolio, del consumismo, del superfluo e di tutto quanto produce denaro, tutto ciò che muove “giustamente” l’economia mondiale, crea bisogni che non esistono e inventa ogni giorno nuove forme di inquinamento, inseguendo un progresso che corre inesorabilmente verso la distruzione di ciò che dovremmo tenere più in considerazione: l’ambiente in cui viviamo, la cui salute permette a noi di continuare ad esistere.

Il cammino del genere umano e il progresso fanno parecchie vittime, ma credo che tanti di queste vittime siano evitabili usando maggior accortezza nell’utilizzo dei mezzi a nostra disposizione e, soprattutto, meno avidità e speculazioni vergognose. Sono altrettanto consapevole di aver scritto pagine infinite su questo argomento, ma non mi stancherò mai di farlo perché, ogni volta che vedo un pezzo di mondo morire per mano umana, mi sento direttamente responsabile e desolatamente impotente.

Quando sento il soffio del vento e il fruscio delle foglie entrare nella mia mente, non posso evitare di pensare a “quando verrà il giorno”.

 

9 risposte a "E venne il giorno della segale cornuta"

  1. Intanto non conoscevo (o se la conoscevo l’avevo dimenticata) questa vicenda della segale cornuta che approfondirò.Per il resto son d’accordo e penso che il mio nemico principale sia proprio quell’avidità che sembra rendere ciechi e sordi taluni individui…

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  2. E venne il giorno da’ da pensare
    soprattutto per la faccenda della moria delle api e degli alberi che decidono di produrre anziché ossigeno anidride carbonica facendo impazzire tutti…
    adoro come racconta quel registro.
    😊

    Piace a 1 persona

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