Lifestyle · Opinione · qualche pezzo di me

In questo mondo difficile la vita è dura per i paranoici

Nella mia mente, talvolta troppo nitida, campano egregiamente tante paranoie.

Una abbastanza ingombrante è quella che mi addebito riguardo la natura e gli animali che, secondo me, non rispetto a dovere per il semplice fatto che sono umana e di conseguenza uso e abuso di loro.
La mia fissazione si esprime principalmente nell’ambito alimentare. Benché capisca perfettamente di non poter fare altrimenti, riesco a macerarmi con inutili pensieri indigesti.
Per carattere non sono mai stata una forsennata integralista e, anche se ho simpatia per i vegani, non rifiuto un branzino se mi viene offerto. Fortunatamente la carne non mi è mai piaciuta, perciò la evito da anni, lo stesso vale per salumi, selvaggina di ogni categoria (di cui non conosco nemmeno il sapore, e sono contenta), crostacei, molluschi, lumache rane ecc. mi sono sgraditi anche nei piatti altrui.

Tuttavia rispetto e non mi passa minimamente per la testa di criticare chi mangia animali, la preoccupazione riguarda soltanto me stessa. Non ho simpatia per i cacciatori, ma non li prendo a sassate quando li incontro nei boschi, mi limito a lanciargli sulla testa qualche anatema.
Sto malissimo, invece, se penso a come vengono allevati e uccisi gli animali da macello.
Quando ero piccola vivevo in una casa di ringhiera nel centro storico della piccola cittadina in cui sono nata, sulla facciata della casa c’era una macelleria equina che teneva i cavalli in cortile prima dell’abbattimento che avveniva altrove.
A quell’età non riuscivo a collegare quei bellissimi animali ai prodotti venduti dal negozio sotto casa, però nel periodo Pasquale quando venivano esposti capretti e agnelli, appesi per le zampe posteriori con la testa avvolta in carta bianca che grondava sangue, per me iniziava l’orrore e ogni volta che mamma mi portava fuori doveva coprirmi gli occhi perché iniziavo a piangere disperatamente.

Da adulta il maggior turbamento è arrivato col compromesso tra coscienza animalista e realtà, per esempio io posso evitare la carne ma quando avevo il cane gli compravo ogni giorno il ginocchio di bue da rosicchiare ed ero contenta di vedere la sua felicità.
Questa è un bel tipo di fissazione che avrei potuto evitarmi, e invece per far felice il mio compagno peloso litigavo con me stessa.

Questo post potrebbe andare avanti per altre cento pagine, ma mi fermo qui perché le paranoie vanno prese a piccole dosi.

27 risposte a "In questo mondo difficile la vita è dura per i paranoici"

  1. Buongiorno, ti suggerisco di lavorare le tue eventuali paranoie in onestà di coscienza, ricordo reale e studio reale, come hanno già commentato, ad esempio, ringraziare sacralmente gli animali, Dio, la Natura, la Vita, la Morte per i pasti che ci offrono, è buona cosa, saggia e giusta, onesta in coscienza poi se vogliamo davvero lavorare in onestà di coscienza per cambiare le cose del Mondo che ci turbano, allora dobbiamo lavorare in onestà di coscienza quando ricordiamo in realtà e studiamo in realtà che gli animali, tra cui quelli in allevamenti, non sono trattati in armonia con la loro Natura, Vita, Morte, dispiacerci e fare qualcosa di politico concreto, efficace, creativo, virtuoso e già il tuo post lo è perché mi offre l’opportunità di commentarti creativamente e virtuosamente, dunque quando il nostro organismo ha in realtà bisogno di un boccone di carne animale, non farcelo mancare, per rispetto per noi stessi, inoltre, stare attenti ad eventuali malattie che potrebbero derubarci di proteine, carne cioè precursori della forza ed anche sangue, malattie le cui più insidiose sono quelle causate da virus, ancora buongiorno, buon lavoro! ❤ … ❤

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  2. Io ho una mia idea che nasce proprio dal voler rispettare la natura e che si sposa alla perfezione con le leggi della fisica secondo cui materia ed energia sono la stessa cosa e tutto è una continua trasformazione dell’una nell’altra e viceversa.Ora, con questo dico che è naturale che esseri viventi(noi compresi) si nutrano di altri esseri viventi(magari non di noi stessi…😬) considerando esseri viventi sia quelli animali e sia quelli vegetali. Insomma le pietre per quanto ben condite non credo possano essere gradevoli ma, soprattutto non contribuirebbero a trasformare la materia in energia e, in quanto pesanti resterebbero pure sullo stomaco.Difficili anche da cacare suppongo!🤔
    In tutto questo il punto non naturale non è tanto il nutrirsi di esseri viventi( ripeto,le piante lo sono!) ma è il tipo di società che abbiamo costruito ad essere il problema. Ovvero il guaio è che siamo decisamente troppi sul pianeta per cui lo stiamo danneggiando.Inoltre la sovrappopolazione richiede che vi siano allevamenti e coltivazioni intensive il che comporta pessime condizioni di vita e crescita ed ulteriori danni all’ambiente. Per me quindi l’ideale sarebbe un mondo che tornasse ad avere non più di un miliardo di persone dove, se vuoi la carota te la pianti o te la compri dal contadino a fianco che certo non abbatte una foresta per piantarle perché non c’è bisogno.E se vuoi carne, con arco e freccia te ne vai a caccia come tutti gli altri predatori e lo fai quando effettivamente ti serve.O la compri dal cacciatore che lo fa per te ma che primo non lo fa per sport e secondo non abbatte mille animali al giorno perché non sarà più quella la richiesta. Un po’ come quando un pellerossa abbatteva un bufalo e tenendo in mano il cuore lo ringraziava perché ci avrebbe campato tutto l’inverno. Fin che era quello il mondo i bufali erano milioni…Poi arrivarono i costumi occidentali e divennero poche migliaia.Insomma, alla fine il veganesimo non coglie lo spirito della vita ne migliora nulla visto che per coltivare soia si distrugge ugualmente il pianeta. Detto ciò, mangiare meno carne ma anche meno tutto in generale può essere un inizio però se continuiamo a crescere con questo ritmo il mondo è fottuto in ogni caso.

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    1. Splendida riflessione, bravo Claudio. L’esempio degli indiani è perfetto. Gli indiano non sprecavano niente degli animali che uccidevano perché ogni parte del loro corpo diventava uno strumento utile per la loro sopravvivenza.
      Questo commento merita di diventare un post.

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      1. Grazie, senza dimenticare che solo pochi decenni fa era così anche qui e c’erano famiglie che si allevavano il maiale del quale nulla andava sprecato.Idem i cacciatori…non esisteva di certo la federazione caccia e non era uno sport per migliaia di individui annoiati ma in ogni paese ce n’era qualcuno che dava ciclicamente a tutti una lepre piuttosto che un cinghiale mantenendo inalterato l’equilibrio naturale e la carne si mangiava poco! Stessa cosa il pesce, mica esistevano flotte di pescherecci che pescavano tonnellate. In questi ultimi anni si è confuso ciò che è il benessere con ciò che è puro marketing. Insomma…fanculo a capitan findus!

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      2. Ecco, quello è contro natura perché significa che non è una caccia o pesca fatta per necessità e non riesco a giustificarla

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  3. La cosa che più apprezzo è che sai accettare le idee di tutti, sarebbe tutto più facile e forse qualche paranoia in meno ci sarebbe… per il resto, sono un po’ della teoria che “come si fa si sbaglia” a seconda di come la si guarda, ma credo dipenda anche dal fatto che l’uomo è un essere razionale un po’ egoista e un po’ sentimentale, e di per sè deve scendere a compromessi in quasi tutte le scelte di vita che fa

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    1. Proprio così, dobbiamo sempre scendere a compromessi.
      Ho imparato a rispettare le idee altrui perché non ho in la verità in tasca e so che quello che sta bene a men può nuocere ad altri. E’ un una cosa che ho provato sulla mia pelle perciò sto molto attenta. ❤

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  4. Come ti capisco sulle paranoie in generale, anche l’immagine è perfetta!
    Sul cibo a me tocca mangiare carne un po’ per forza, perché sono portatrice sana di anemia mediterranea e soffro di malassorbimento per via della celiachia: ho l’emoglobina che già mangiando carne e facendo iniezioni di B12 e prendendo ferro è orribilmente bassa…
    In più sono intollerante a latticini e uova, e i legumi mi danno problemi col colon irritabile, salvo in piccole dosi che però non basterebbero…
    Però se fossi ok cercherei di essere vegetariana almeno, ma visto che è così cerco di non nuocere al mondo negli altri modi possibili 😀
    E come te concordo in generale sul non essere integralisti in nessun ambito.

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      1. Sì infatti… e ne ho anche altri che non si capisce cosa siano, abbastanza leggeri ma costanti… sto appunto andando da un medico a Pavia come ti dicevo!
        L’unica è conviverci come possiamo, godendoci il possibile (più facile a dirsi, vedi il discorso paranoie :P), tanto nel tratto in cui siamo qua, siamo comunque destinati a essere deperibili °_°

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  5. Io sono vegano e animalista, ma ai gatti compro prodotti a base di carne e pesce (evitando rigorosamente quelli di multinazionali che finanziano la sperimentazione animale).
    Come conciliare tutto questo?
    Semplice: mi definisco prima gattofilo e poi animalista; per i gatti faccio eccezioni, per me no.

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  6. Ci sono aspetti complessi dietro il mangiar carne, il nostro apparato digerente la fa marcire internamente la carne e molte persone non digeriscono (io sono una di quelle) latte e derivati animali, il veganesimo per me è stata una scelta di benessere e so che devo integrare delle cose, altri Animali invece sono carnivori per cui devono mangiare carne, mi ha fatto piacere leggere questo tuo pezzo dove esplichi il tuo pensiero, ti do un info, io sono vegana ma detesto chi usa il senso di colpa su chi mangia carhe il senso di colpa è orribile ed è strumento del potere per cui un vegano che fa la morale colpevolizzando mi sta sulle ovaie, per me non è il modo giusto per portare le persone a comprendere una scelta anche positiva sotto diversi aspetti, buona domenica Evaporata 🙂

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