AMORE · Opinione · qualche pezzo di me

L’abbandono in poche parole

E’ risaputo che gira la malsana abitudine di portare a casa animali, in determinate occasioni – Natale, compleanno, regalo a sorpresa – tenerli sino a che fanno comodo per divertirci, intenerire la fidanzata o far felice un bimbo stufo dei soliti giocattoli e poi sbarazzarcene nel modi più svariati quando non abbiamo più voglia di occuparci di loro. I cani crescono (ma chissenefrega: quando li prendiamo sono così carini sembrano dei pelouche) e diventano ingombranti quindi urge liberarsene senza preoccuparci minimamente della fine che faranno.

Siamo tutti d’accordo che è un’azione deplorevole che ci fa rabbrividire quando ne sentiamo la cronaca anche se non siamo proprio appassionati di animali. Siamo pronti ad intenerirci per ventisette secondi e poi passare ad altro…con tutti i problemi che ci sono al mondo, l’abbandono degli animali non è certo il più cruciale.

Sicuramente peggiore è il problema dell’abbandono di anziani e bambini, quando non si arriva all’estremo limite della soppressione fisica. A volte succede che l’umano ingombrante in questione non viene lasciato in mezzo ad una strada come succede con gli animali, ma viene sistemato bene o male in qualche struttura che se ne prende cura. Così la sopravvivenza del soggetto da alienare è in qualche modo assicurata e la nostre coscienze possono dormire tranquille.

I danni di questa pratica squisitamente umana però non si esauriscono con il deposito perenne del soggetto scomodo in un dimenticatoio c’è, infatti, un aspetto meno evidente ma ugualmente funesto: è l’effetto che l’abbandono ha sulla psiche e sull’anima sia umana sia animale.

Non intendo sostituirmi allo psicanalista ma posso permettermi di parlare, con cognizione di causa, delle conseguenze dolorose che si verificano in chi subisce un abbandono. E non mi riferisco solo a vecchi e bambini, anche un improvviso distacco della persona amata o semplicemente amica che senza spiegazione alcuna o apparente motivo ti volta le spalle e non vuole più saperne di te. Al di là del perduto amore o amicizia, il sentirsi abbandonati fa sprofondare in un vuoto che lascia incapaci di reagire, di comprendere.

Ci si sente in colpa, si pensa di aver sbagliato qualcosa e ci si domanda il motivo di questa privazione.

Improvvisamente arriva un senso di infinita solitudine, anche se non si è soli, giacché l’abbandono è una delle amarezze più profonde che ci possano colpire, è un dolore subdolo perché non è manifesto come uno schiaffo o uno sfregio.

Il cuore s’increspa come carta dentro una pozzanghera e fatica a spingere la vita nelle vene.

Certo non siamo obbligati a tenerci accanto chi non vogliano o non amiamo più, ma quando diventa necessaria una separazione definitiva impariamo ad assegnarla con dignità e soprattutto “compassione”.

35 pensieri riguardo “L’abbandono in poche parole

  1. Qui ho trovato molta più riluttanza a mettere gli anziani nelle strutture. Forse per questioni economiche, celate da altre psicologiche o sentimentali. Ma ho anche visto (e vissuto) anziani in difficoltà e difficili da gestire. Una mia conoscente fa una vita da cani per assistere la madre invalida anziana ma non contempla neanche remotamente l’idea di metterla in una casa di cura. La vedo sempre distrutta e in lacrime, tra un’emergenza e l’altra della madre, che affida a un’amica quando ha degli impegni ma sempre con il cellulare sotto il naso per essere sempre pronta ad accorrere in caso di emergenza. Proprio osservando questa persona mi sono convinta che occuparsi di famigliari molto malati 24/7 non sia positivo. La persona sana e la famiglia praticamente non vivono più e sono annientate dalle esigenze del famigliare invalido. Ho letto anche di casi eclatanti (bambini autistici molto violenti che vanno guardati a vista) e credo che in quei casi ricorrere a un’assistenza professionale a tempo pieno sia un diritto e un dovere.
    È un pensiero da un lato cinico ma da un lato inevitabile.

    "Mi piace"

  2. Io sono stata fortunata: da bambina dieci anni in orfanotrofio, ma non mi sono sentita abbandonata, mia madre era vedova e doveva lavorare per mantenersi e mantenermi e lì, in quell’istituto ho potuto studiare, mentre fuori non mi sarebbe stato possibile. Da adulta, avendo la casa collegata, da una porta interna, a quella di mia madre, ho potuto assisterla in tutti e 15 gli anni della sua malattia e lei è morta nel suo letto. Non a tutti è possibile poter fare questo. E quando si è obbligati a mettere un anziano in una residenza per anziani, anche la più semplice, i costi sono talmente alti che i figli devono fare miracoli per poter pagare la retta, c’è anche da dire che le assistenti familiari, le badanti, non costano poco e non sono tutte pazienti e gentili.

    Piace a 1 persona

  3. Premetto che gli animali della famiglia arrivano da abbandoni o salvati dal macello (non tutti, eh!) e gli altri li abbiamo voluti.
    Sicuramente, non abbandonerei mai un animale, ma se fossi costretta da situazioni avverse, mi assicurerei che la nuova casa sia confortevole quanto la mia.
    Per gli anziani con demenza senile o varie patologie in crescita è un discorso delicato e personale. Ci sono anziani che sono pericolosi e che vanno in pericolo perché la loro malattia mentale è talmente grave che non si può nemmeno andare a comperare il pane senza temere che prendano il cancello e si perdano nel nulla. Le case di riposo servono a questo, (anche qui c’è da scegliere bene) e non è un abbandono, ma bensì un proteggere. Parlo per esperienza personale. Non mi sento in colpa anzi, penso di aver scelto l’unica soluzione possibile.

    Piace a 2 people

    1. Sì, so bene come funziona. Ho amici che fanno una vita estenuante per poter lavorare e badare al genitore anziano con forte demenza senile. Mia mamma negli ultimi anni di vita era completamente fuori di testa, io figlia unica lavoravo e abitavo a 20 km di distanza per poter aiutare anche lei.
      Viveva sola, non voleva gente in casa, benché avesse il locali per ospitare, e non ha mai voluto andare in nessuna struttura né venire ad abitare con me, ogni volta che gliene parlavo minacciava di buttarsi dal balcone.
      Aveva tre badanti che la sorvegliavano durante il giorno, ma di notre era sola e talvolta scappava di casa.

      Piace a 2 people

  4. un tema molto delicato e complesso quello degli anziani, anche perchè le strutture presso cui sono affifati sono di fatto l’anticamera della morte; e si sa che in quei frangenti diventa necessaria una presenza familiare che li tranquillizzi e li faccia sentire meno soli.
    Altra questione quella degli animali che sono considerati alla stregua di un soprammobile, di cui non ci si prende cura e ci si disfa alla prima occasione in cui diventano un impiccio; quella è gente da galera!

    Piace a 2 people

      1. Nel paese dove abito c’è il Centro Fondazione Don Gnocchi e arrivarci è un’impresa quasi impossibile. Intorno sono fiorite decine di case famiglia alcune sono inarrivabili come costi, altre sono vergognose.

        Piace a 2 people

  5. Sì, abbandonare una persona come se fosse una “cosa”, denota il livello di bestialità che ha raggiunto la società contemporanea. Se questo è lo specchio di cosa siamo diventati, la nausea non basta a definirci. Eppure il tutto è considerato “normale”, perché lo fanno tutti, perché “è la soluzione migliore per tutti”. E invece è pura vigliaccheria!! E che non mi si racconti che lo si fa perché “così anche l’anziano sta meglio perché è in mani competenti”, che ho visto anch’io gente legata ai letti e imbottita di morfina perché non rompesse i coglioni! Non si vuol vedere e non si vuol capire, perché fa comodo, ma questo non cambia le cose. Idem per gli animali!!! La bestialità sta prendendo il sopravvento sull’umanità, da tempo oramai.

    Piace a 2 people

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.