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Mia mamma collezionava vibrisse di gatto

Tra le molteplici collezioni di mia mamma c’era una sofisticata raccolta di vibrisse di gatto, le teneva dentro una scatoletta in legno laccato di vernice nera lucida.
Ovviamente non strappava i preziosi organi ai felini che circolavano dalle sue parti, ma raccoglieva quelli che trovava in giro. E ne trovava parecchi poiché la sua casa era molto frequentata dai randagi provenienti da tutto il centro storico della piccola cittadina dove abitava.
Mamma collezionava volentieri reperti appartenenti a varie creature; aveva, ad esempio, un mio ricciolo biondo, il mio primo dentino perso, tante penne di uccelli vari che bazzicavano la corte, o di cocorite e canarini che teneva in gabbia. Penne e piume di tutti i formati facevano sfoggio di sé dentro una coppa che troneggiava in tinello al posto del solito vaso di fiori.
Anche fiori e pianti erano presenti in casa, ma non acquistati, bensì recuperati agonizzanti da qualcuno che li stava gettando via. Col suo pollice verde magico, riusciva a far resuscitare anche un gambo di sedano usato per l’insalata.
Insomma l’arte del recupero era una delle sue attività preferite, tant’è che mezza città andava da lei per fare rammendare maglie, abiti, giacche e qualunque tessuto assalito dalle tarme o dall’usura.
Aveva mani prodigiose la mia mamma, esattamente il contrario delle mie che sanno fare il minimo indispensabile per la sopravvivenza.
L’unico recupero che si lasciò scappare fu quello riguardante mio padre perché lui morì giovane, però le mancò proprio poco per ottenere anche un residuo suo.
Era una tipica giornata autunnale quando andammo al cimitero per trasferire papà dalla terra all’ossario, lui era morto vent’anni prima proprio a novembre.
Il becchino ci fece vedere i resti, io e mamma guardammo ciò che era rimasto.
Il femore svettava dal legno marcio con un pezzo di stoffa appeso, sembrava un’asta con bandiera.
Dissi a mamma: “Va’ che bel femore aveva papà, vuoi portarlo a casa per metterlo tra le tue collezioni?”
Lei rispose: “Eh, ma non so mica se me lo danno”.

19 pensieri riguardo “Mia mamma collezionava vibrisse di gatto

  1. Alla fine dell’articolo mi sono un po’ perso ma per tutta la sua lettura mi ci sono riconosciuto pieno. 😉

    Conservo gelosamente (le cose più antiche sono tramandate da mia madre) tutta una serie di “reliquie” del genere: tengo in una scatola speciale almeno una decina dei miei denti da latte (che a conti fatti hanno resistito più dei definitivi 😉 ), un ciuffo di peli della coda di ogni Amico Animale abbia passato la sua vita con me e – proprio così – due vibrisse dei due Gatti che ho avuto in casa: ogni tanto le perdevano e se le trovavo le mettevo via. Poi ho anche (etichettato con la data) il mio primo capello bianco, la piuma di un pulcino che ho avuto da piccolo e tante altre cose così. C’è anche un’unghia che mi è caduta intera dopo che mi ero pestato di brutto un dito, un proiettile recuperato da una parete dove si era spiaccicato dopo avermi mancato di venti centimetri, una banconota da 10.000 Lire che mio nonno mi mise in mano tirandola fuori dalla tasca del pigiama il giorno prima di andarsene per sempre. E’ una scatola piccola, in fondo, ma è proprio per quello che sono sempre riuscito a non lasciarla indietro.

    Una cosa che si è aggiunta da poco è un piccolo barattolo (una boccetta vuota di compresse di valeriana) che contiene ad oggi sei sassolini di lettiera per Gatti. Nonostante l’ultimo ci abbia lasciato ormai da quattro anni, ogni tanto pulendo e spostando mobili mi capita ancora di trovarne un granello. Anche se ero certo non ce ne fossero più. Allora lo prendo e lo metto nella boccetta, perché mi diverte pensare che sia lui a metterli in giro e a farmeli ritrovare per non farsi dimenticare.

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      1. Oh, ma so fare anche di peggio… 😉

        In fondo, sono un tenerone. Poi con gli animali non ti sbagli. Io, come si dice a Roma, ero frocio per quel Gattino: aveva il potere di farmi sciogliere come un ghiacciolo al sole. Tieni conto che la sera non mi addormentavo se non veniva sotto le coperte con me.

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  2. Nadia non sapevo nulla della tua mamma però a pensarci sù mi sembra bello. Ora io cerco questa la collezione più stretta e mi accorgo che è andata perduta tra i traslochi. Mani d’oro no,magari d’argento, così arrugginite sono di rame . Grazie Nadia sei sempre coraggiosa e generosa, ti ammiro e ti voglio bene . Buon lunedì 🥀🥀🥀😘

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  3. Bellissimo articolo, coloro che amano fare collezioni sono indubbiamente persone affascinanti con una visione che va ben oltre la normalità e la tua mamma era esattamente così: ben oltre l’ordinario 🥀🥀🥀 Buon proseguimento di giornata Nadir carissima ❤️

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