Cinema · Opinione

Perplessità

Da come è stato presentato, e osannato, vuole essere un omaggio al cinema neorealista, ma rischia di piombare nel surrealismo malriuscito il film che ho visto poche sere fa.
So di suscitare qualche disapprovazione dicendo che l’opera a cui mi riferisco è “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi; lei mi piace come artista, ma questa sua opera prima da regista non mi convince, più precisamente non lo trovo quel capolavoro di cui tutti hanno tessuto le lodi.
Mi dà l’idea di un’operazione commerciale ben confezionata resa nobile dai temi trattati e proposti in chiave agrodolce.
Non mi piace il bianco e nero forzato, trovo poco credibile per l’epoca tutta quella complicità tra donne, specialmente tra madre e figlia.
La madre che convince il militare americano (casualmente di colore) a demolire il bar del fidanzato futuro marito despota, la figlia che alla fine capisce tutto e supporta la genitrice nella ribellione verso il padre.
E poi la grande scena finale dove le donne colpite da improvvisa emancipazione sembrano quelle che cambieranno le sorti delle femmine del futuro.
Tutto questo mi sembra un po’ troppo, considerando come siamo messe adesso.
Mi domando, (e lo faccio perché proprio non l’ho capito), che cosa vorrebbe insegnare questo film ai ragazzi di oggi e, soprattutto, che cosa ha in comune con i film dei maestri del cinema neorealista.
Non ha neppure il bianco e nero ben fatto perché è stato girato a colori e poi modificato digitalmente.
Lo avrei apprezzato di più se la regista lo avesse offerto come suo pensiero personale e non come autentico pezzo di storia italiana scaturita dall’immaginazione dettata dai racconti degli avi
.

Tuttavia non escludo di non aver capito niente eh…

43 pensieri riguardo “Perplessità

  1. Premetto che a me non è nemmeno passato nella mente di accostare al neorealismo.
    Nel mio caso è andata così: una carissima amica che aveva bisogno di uscire mi ha chiesto di vederlo con lei. La volta precedente che siamo andate al cinema io e lei era per Montage of Heck, tanto per renderti l’idea.
    Era per Halloween, forse è stato quello 🙂 😉 😀
    Mi aspettavo una tra virgolette commedia amara, no, non lo so cosa mi aspettavo, ma speravo solo di non dover vedere la partenza con il meccanico come epilogo. Forse è stato quel sollievo, forse il fatto che non avrei pensato al voto, io l’ho trovato una sorpresa, il finale, intendo.

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    1. Sì, il finale è stato un sorpresa. Però sembra appiccicato con lo scotch, insomma pare una scusa per aggiungere peso ai diritti delle donne e c’entra poco con la storia. E’ una genialata un po’ forzata (scusa la rima… 😉

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  2. No he visto la película pero me detengo en tu opinión de ella. Allí radica lo interesante de tu punto de vista y haces una reflexión muy de acuerdo a tu manera ver la vida.
    Disfruto cuando te leo Nadia. Que tengas un dulce despertar.

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  3. L’ho visto ( premetto che non ne capisco molto di cinema )…ho apprezzato le scene di ” violenza domestica ” coreografate. Però questa celebrazione del suffragio universale l’ho trovata un po’ troppo sopra le righe.

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  4. Non avendo visto il film direi che parlo senza cognizione di causa però, dalla mio punto di vista lavorativo, mi ha dato enormemente l’impressione che sia stato piuttosto pompato a mo’ di prodotto commerciale, stessa impressione che hanno avuto tutti i miei colleghi sia chi lo ha visto e chi no come me. Per quanto riguarda la fotografia b/n dai provini che ho guardato mi sono subito resa conto che in realtà il film era stato girato a colori e poi convertito in b/n per me è palese ma come sai, lavorando nell’ambito della pubblicità ho piuttosto lo sguardo allenato e anche piuttosto critico. Buona serata cara Nadir 😘

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  5. Posso essere un pelino volgare ? 😉

    Se io fossi il Cinema Italiano e dovessi rivolgermi alla Cortellesi con riferimento alla sua opera, userei un’espressione tipica romanesca che recita:

    Pè stavòrta grazzie, ‘a prossima fatte li cazzi tua“.

    Tradotto: “Apprezzo il tuo sforzo e ti ringrazio, ma sappi che mi ha portato più danno che beneficio, quindi ti prego per il futuro di astenerti da simili imprese”.

    Il tutto senza aver visto il film, lo ammetto, ma è troppo anche per me. Da quel che leggo straborda eccessivamente su temi “woke” che fanno cassa ma a me non piacciono per niente.

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  6. L’ho visto da un po’ ed è da quando l’ho visto che ci penso su: ancora non sono riuscita a qualificarlo. Il paragone con il neorealismo non è fattibile, nemmeno per scherzo, neppure nel bianco e nero, come dici giustamente tu; è una trovata della critica, ma non credo che neppure la Cortellesi pensasse di ispirarsi al neorealismo. Al massimo può essere un omaggio, ma non c’entra niente. Il film mi è piaciuto soprattutto se paragonato con certo cinema italiano molto pretenzioso, che sembra essere concepito apposta per presentarsi a qualche festival, e poi magari ne esce clamorosamente sconfitto. Il film della Cortellesi mi è sembrato molto semplice, senza grosse pretese, sincero e schietto, un po’ come è lei, che apprezzo tantissimo come attrice e come donna. Ha affrontato un tema drammatico usando lo strumento dell’ironia, un po’ come fece Benigni con La vita è bella. Tuttavia non mi ha convinto fino in fondo, perché quegli sprazzi di umorismo, che ha disseminato qua e là per alleggerire la tensione, mi sono sembrati irriverenti nei confronti delle donne che hanno vissuto sulla loro pelle quelle situazioni. Per me, che pure non appartengo a quella generazione di donne, è stata una visione angosciante, perché di sberle ne ho prese parecchie e non era come ballare il tango. Perciò ancora adesso mi chiedo quale fosse il messaggio di questo film, anche se riconosco che molte delle situazioni descritte erano veritiere: mia suocera, che pure non è mai stata picchiata, ha vissuto tutta la vita a servizio non solo del marito, ma di tutta la sua famiglia, ha accudito i suoceri e persino la cognata quando è rimasta vedova, assistiti, puliti e riveriti, senza neppure ricevere un grazie, perché così si faceva. E guarda caso, dava sempre ragione a suo figlio. Scusa se mi sono dilungata 🙂

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    1. Certo Raffa, se lo paragoniamo alle porcate che ci propinano ultimamente la Cortellesi è a un altro livello. Io temo che lo abbiano pompato troppo vendendolo come capolavoro del nuovo neorealismo ed ha creato aspettative che poi sono state deluse. Tuttavia, da una grandissima parte del pubblico, soprattutto donne, è stato considerato proprio un capolavoro. Tant’è che un paio di mie amiche, mi hanno zittita bruscamente.

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      1. Sono state scortesi e sciocche, perché ognuno ha diritto alle sue opinioni. Ti dirò che io ci ho messo un po’ a decidermi a vederlo, a parte per l’argomento, proprio perché quando la critica è praticamente unanime nell’osannare un film, mi puzza…

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      2. A proposito delle amiche. Vista la loro foga, mi è passato per la testa di provocarle spudoratamente chiedendo se avevano apprezzato anche le 50 sfumature, ma ho evitato per non creare situazioni imbarazzanti 😆

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  7. è un film scarsetto in realtà, che sa di minestrina neorealista sciapa e riscaldata, ma nel deserto del cinema italiano fa la sua porca figura: un esempio, Enea di Castellitto, un film raro per vuoto e pretenziosità, intanto gli spagnoli fanno con spirito rinnovato quel che facevamo noi 50 anni fa e centrano il bersaglio

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