Opinione · qualche pezzo di me

Una notte all’Ikea

L’unica volta che vi ho fatto un acquisto importante all’Ikea è stata un’autentica peripezia.
Io e il mio moroso partimmo alla ricerca di un piccolo divano-letto da una piazza e mezza.
Una volta fatta la scelta chiesi al responsabile di reparto il costo del trasporto. Lui, dopo aver consultato la tabella con tutti i paesi d’Italia dichiarò una cifra che per noi era accettabile.
Ci recammo quindi in cassa a pagare il divano. Per la spedizione ci mandarono in uno sportello esterno per saldare e comunicare l’indirizzo preciso.
Allo sportello scoprimmo che il costo della consegna era il doppio di quello indicatoci in reparto, cifra di poco inferiore al costo del divano stesso.
Non servirono a nulla le nostre proteste e richieste di ridarci i soldi.
Ormai l’acquisto era pagato e non vollero sentir ragioni, neppure appellandoci al diritto di recesso entro sette giorni.
Insomma onde evitare di arrabbiarci ulteriormente e infilarci in annose pratiche per far valere i nostri diritti decidemmo di effettuare il trasporto con la nostra macchina.
Gli addetti portarono il paccone vicino all’auto e ci abbandonarono al nostro destino. Destino dispettoso, poiché fu subito evidente che per far entrare il mobile nell’auto, pur tenendo il portellone aperto, occorreva eliminare il sedile del passeggero davanti oltre ad abbassare quelli posteriori.
Constatando l’impossibilità di effettuare l’operazione trasporto, tornai speranzosa all’ufficio accoglienza chiedendo se era possibile lasciarlo in magazzino e andare a ritirarlo il giorno successivo.
Nisba, ormai il divano era fuori e non poteva più rientrare.
Rigidi e inossidabili fino alla fine i dipendenti dell’Ikea rispettarono il regolamento ferreo: o pagate il prezzo richiesto per la consegna o vi arrangiate. Unica magnanima concessione era permetterci di lasciarlo nel parcheggio incustodito.

Mortificati e arresi io e Marco ci organizzammo nell’unica maniere che ci venne in mente.
Smontammo la parte ingombrante dell’auto e, con molte acrobazie, infilammo il divano che rimase esposto per buona parte fuori dall’auto, così lui portò a casa il divano a 90 km di distanza.
Intanto il famigerato magazzino aveva chiuso i battenti. Io come una povera derelitta rimasi sola nel parcheggio, seduta sul sedile estratto dall’auto, fino alle 11 di sera quando Marco tornò a recuperarmi.

Potrei ricavarne un racconto a scelta tra horror, comico, grottesco, vaffanculesco: “Una notte all’Ikea”/”Fanculo Ikea”.

38 pensieri riguardo “Una notte all’Ikea

  1. Sto avendo lo stesso problema, ho meglio, l’ho avuto nei giorni scorsi perchè causa Covid Ikea è adesso chiuso e non fa più consegne. Ma quella maledetta libreria prima o poi dovrà arrivare a cara n un modo o nell’altro.

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  2. Ho scoperto Ikea per la prima volta negli anni 70 a Wuppertal. Ne rimasi affascinata.
    In questi ultimi vent’anni mi sono recata alcune volte a Ikea della mia zona e non ho mai avuto problemi, nemmeno con il trasporto, prezzi chiari, fissi, e mia figlia si è arredata tutta la camera da letto e anche lo studio e il soggiorno con i vari grossi scatoloni che ci hanno consegnato a casa. Certo, abbiamo dovuto poi assemblare noi i mobili, ma è stato divertente. Prezzi convenienti, legno di abete, massello, mobili resistenti e non amati dai tarli. anche molti accessori sono gradevoli, essenziali e duraturi. Secondo me dipende sempre da chi gestisce la vendita e dalla “bravura” (o onestà) di chi è a contatto con il pubblico e deve dare le informazioni corrette.

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  3. Pensa che invece io all’Ikea non ho mai avuto fregature, e di cose ne ho comprate tantissime, davvero tante. Le cose grandi (armadi, librerie, divani) me le hanno portatore direttamente a casa loro. Sinceramente non ho mai avuto problemi con il personale. Che ti devo dire, forse sono particolarmente fortunato.

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      1. Io a 70 km … non è che ci vai per ogni cosa che mi serve. L’ultima volta abbiano preso tutto on line (librerie) con consegna a casa. Per consegna di cose grandi (ad esempio divani, letti ecc) è il metodo migliore.

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  4. Quando entri in un Ikea sei in un ingranaggio mostruoso. Noi acquistammo il divano per esterni e ce lo portarono a casa, ma al pagamento vedemmo che i cuscini erano di un altri modello. Per carità andavano benissimo. Ci dissero che quelli in dotazione erano un po’ piccoli, ma questo a mio marito paranoico suonò come una fregatura. Diede di matto, ma farlo in un ingranaggio perfetto non dà scampo. Che te lo dico a fa’… quando t’incazzi fai due fatiche: prima t’incazzi e poi ti scazzi. Io poi che non sopporto ciò ero veramente angosciata e non vedevo l’ora di andare via. Per me si poteva lasciare tutto lì ma no, lui deve insistere a litigare. Comunque i cuscini erano giusti. Da allora preferisco acquistare online.

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