Lampostorie di Evaporata · qualche pezzo di me

La mia collezione di baffi

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La mia ormai nota mente vagabonda oggi mi ha portato a casa la parola “baffo”.
E che cosa ci faccio io con un baffo?
Beh, a parte la peluria sul labbro superiore dalla quale neppure la mia nobile carnagione è esente, in determinate occasioni mi faccio altri baffi.

Non mi riferisco a uomini baffuti perché li preferisco senza, oppure con barba corta e non invadente come quelle che c’inciampi dentro con la lingua quando tenti di leccargli il collo.
La mia collezione si riferisce ai baffi che mi faccio su tutte quelle cose di cui non m’importa un fico secco.

Quindi il baffo di oggi è il classico modo di dire “mi fa un baffo”, ossia non me frega niente. E da qui è partita l’idea di cercare varie forme di veri baffi da associare a ciascun “me ne infischio” personale.

Poi ho pensato che anche i lettori del mio blog se ne sarebbero fatti un baffo dei miei baffi, quindi credo sia meglio soprassedere ed evitare di scrivere amenità di questo genere poiché anche i discorsi vuoti devono possedere un minimo di dignità, altrimenti diventano una mancanza di rispetto verso chi legge.

In ogni caso, visto che la pagina è aperta e non posso lasciarla imbrattata con un tentato post indecoroso, vi racconto la storia di Jack l’anguilla, famoso ladro di baffi famosi come quelli di Salvador Dalì o il fascinoso Clark Gable.

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Jack aveva la più importante collezione di autentici baffi asportati con arte sopraffina a uomini di fama universale.
Persino quelli dell’uomo invisibile possedeva.

Già, non lo sapevate eh: l’uomo invisibile aveva i baffi.
E non sapete neppure che tutti questi personaggi baffuti si svegliavano una mattina qualunque trovandosi il labbro glabro senza riuscire a darsi una spiegazione.

Qualcuno di loro accettava il fatto e aspettava che i baffi ricrescessero ma, la maggior parte provvedeva immediatamente a consultare medici specialisti, barbieri curatori di mustacchi reali, maghi, fattucchiere e persino santoni indiani per svelare il mistero della sparizione.

Ogni esperto proponeva una spiegazione coerente col proprio mestiere e liquidava il personaggio dopo averlo rassicurato e alleggerito di parecchi soldini.
Dal momento che non vi era alcun virus, né sortilegio che faceva sparire definitivamente i nobili mustacchi, essi ricrescevano coprendo nuovamente il nudo sottonaso di tutte le celebrità che dimenticavano l’accaduto dopo aver ritrovato l’ispido orpello sano e fluente.

E Jack l’anguilla?
S’è trasferito in un’altra storia.

😀

P.S.: non ho una predilezione per gli uomini con i baffi e i miei baffi preferiti sono questi

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MIAO!

😉

16 pensieri riguardo “La mia collezione di baffi

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