animali · Cronache collinari · qualche pezzo di me

Riprendo a camminare

Ieri ho approfittato della giornata di sole per una camminata leggera sulla strada di Altacollina. Non facendo quel percorso da qualche mese a causa dei miei problemi alle gambe ho notato, come sempre, “mutamenti e movimenti” del paesaggio circostante.

Già all’inizio della salita s’è presentata una nuova e graziosa casetta in mezzo a un campo, nata all’improvviso come un fungo, comunque ben inserita nel contesto paesaggistico perciò mi ha fatto quasi piacere notare questo nuovo arredo.

Poco più in là il mio entusiasmo è stato smorzato dalla visione di un paio di grossi televisori con tubo catodico sbattuti dentro un fosso a marcire e far marcire un pezzo di natura.

Vabbé funziona così, mi dispiaccio ma non meraviglio, purtroppo ne vedo spesso di porcate del genere.

Proseguendo osservo una vecchia cascina malandata recuperata da una giovane famiglia che, senza grandi trasformazioni né restauri, l’ha popolata coltivando i campi intorno in modo artigianale per vendere direttamente i frutti del lavoro. Nella cascina vivono anche un paio di vitelli e qualche mucca che stanno sotto una baracca, ora completamente protetta da pareti di legno recuperato da vecchi portoni per riparare gli animali dal freddo. Non esiste alcun tipo di recinzione, se non quella fornita dagli arbusti selvatici che delimitano il confine con il fosso, perciò ieri ho potuto notare anche un corposo gruppetto di galletti e faraone che se la razzolavano allegramente vicino alla strada.

“Guarda un po’” mi sono detta, oggi il pollame è in libera uscita, è la prima volta che lo vedo così vicino alla strada. Ma…pochi passi più avanti ho visto dentro l’aia un furgoncino con sopra alcune gabbie, e la mia serena considerazione sul pollame in libertà ha virato verso un dubbio meno felice: “temo che questi pennuti stiano fumando l’ultima sigaretta prima del patibolo natalizio”. Ognuno ha il proprio destino dal quale è impossibile fuggire, penso rassegnata, mi solleva lievemente il fatto che non sarò tra i fruitori di questo sacrificale popolo piumato.

Mi porto questo rammarico quasi fino in cima alla salita dove il panorama scioglie tanti nodi grigi dell’anima. Là, in prossimità della chiesetta di San Bartolomeo si arriva al bivio che ti fa scegliere tra proseguire verso il piano alto, oppure scendere per chiudere il giro. Le mie gambe sono ancora in convalescenza perciò devo scendere, quindi mi rivolgo verso la meraviglia che illumina gli occhi: ho davanti a me il castello di Nazzano, la pianura con tutte le città e laggiù, benché lontana oltre duecento chilometri, imponente e fiera quasi tangibile la lucente catena delle Alpi Piemontesi. Una visione godibile nelle giornate limpide come queste, ma sempre di quella sorprendente bellezza alla quale non ci si abitua mai…per fortuna!

11 pensieri riguardo “Riprendo a camminare

  1. Questa mattina sono uscita anch’io. Sono andata in paese a vedere una mostra di Massimo Levati. Trovi i suoi paperworks (o papercraft) in internet.
    Qui il paesaggio è piatto, privo di vere attrattive, così esco poco.

    "Mi piace"

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