Opinione

Insofferenza realista

Ormai fanno parte dei blocchi pubblicitari e non faccio più caso a parole come “quarantena”, “io resto a casa”, “a casa con”, “dona a”, “fase 1-2-3-4”, ecc. ecc. ecc.

Però c’è una frase che proprio non digerisco: “andrà tutto bene”, perché è vero che serve ottimismo, ma è utile anche una bella dose di realismo altrimenti diventa un’illusione e sbatteremo la faccia contro una grande delusione.
Lo scrivo perché, ieri, chattando con la mia amica che ha perso il papà due settimana fa e ha il marito ricoverato da oltre un mese in condizioni critiche, le ho detto proprio “andrà tutto bene” e lei mi ha risposto così.

38 pensieri riguardo “Insofferenza realista

  1. A me … fa venir su i nervi. Sai che in risposta ad un mio sms ad una persona che ho amato e a cui dopo 3anni ho chiesto se stava bene … nel rispondermi … “ vedrai che andrà tutto bene” l’ho bloccato? Ma si può dire una banalità simile ? Come se avesse la sfera di cristallo fra le mani ! Ma mi faccia il piacere! Reputo quella frase una “smanceria a poco prezzo”

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  2. Concordo su tutto quanto hai scritto e lo sappiamo tutti che non solo non sta andando tutto bene ma non andrà per nulla bene nemmeno in futuro, Covid a parte. Troppo lungo e deleterio il discorso che vorrei fare. Ma si sa, ce n’è tanta di gente in giro che, prima evita di vedere la realtà, poi si meraviglia di essa.

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  3. A volte si ha bisogno di parole che danno la carica, chi più chi meno le utilizziamo tutti per convincere noi stessi e gli altri. È anche vero che possono apparire banali, ma se dette con il cuore, ci si fa meno caso. Capisco la tua amica, ma credo anche che avrà apprezzato ciò che c’era dietro ad una frase dall’apparenza banale

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  4. è una frase che non ho mai condiviso, fin dall’inizio, proprio perché ho sempre pensato alle vittime!
    Certo che chi rimane si darà da fare, non possiamo fare altro.
    Certo che i più di noi rispettano e rispetteranno le regole per evitare che il virus si diffonda di più e faccia altre, troppo, vittime!
    Però, chi ha perso delle persone care… in un modo atroce, senza magari potergli stare vicino, senza poterli salutare: via su un ambulanza e più… finito! Anche loro si rialzeranno… ma sinceramente non ho capito: in che senso “andrà tutto bene?”
    A mio avviso, si poteva anche trovare una farse migliore…

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    1. Sara, io sono in casa da 50 giorni e mi sta bene perché, dal momento che ho avuto la fortuna di rimanere sana, sono la prima ad avere cura di me stessa. So di essere fortunata ad avere la salute, però questo privilegio non mi impedisce di vedere chi sta messo male, per questo certe cose m’infastidiscono.

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      1. concordo pienamente con te!
        Chi si lamenta perché si annoia o perché è stufo di stare in casa io dico sempre: ritieniti fortunato!
        C’è chi ha perso genitori, zii, compagni (come del resto racconti tu) e non credo sia bello per quelle persone sentire chi si lamenta per cose futili…
        Certo non fa piacere a nessuno e sicuramente il “portafoglio” ne risente, ma…
        la vita è un bene prezioso e davanti a una mancanza,non si può fare altro che chinare la testa in silenzio!

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    1. Ho avuto l’accesso a parecchie indiscrezioni su persone che hanno contratto il virus. Ti garantisco che tutti, e quando dico tutti significa tutti, tutti quelli con possibilità economiche sono stati curati in casa e sono guariti. Cazzo!

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      1. Guarda, ne sono purtroppo consapevole anche io. Ho polemizzato anche con molti proprio sul fatto che i luoghi di contagio maggiore fossero proprio ospedali e strutture per anziani e come per contro nella gente si sia instillata la paura nei luoghi aperti con relativa spettacolarizzazione di interventi( spesso inutili e anche violenti) verso chi, magari in solitaria stava all’aperto. Tutto folle e sbagliato. I punti su cui bisognava intervenire dovevano essere sul rafforzamento della sanità garantendo agli operatori ed ai pazienti cure adeguate. Stop. Questo non è stato fatto e tanta gente non ce l’ha fatta. Per contro si, chi ha potuto ne è guarito. Che dire…sto mondo va così e a quanto pare non cambierà mai.

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  5. Andrà tutto bene, si certo, poi trovi le immagini di mascherine e guanti utilizzati e gettati per strada,( plastica e infetta ) e capisci che non impariamo nulla. Non so. Comunque sia, continuo a dare aiuto a chi posso, anche con una semplice telefonata o sorriso.

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  6. C’è un signore sopra che si è lamentato degli infermieri che ridono e danno spettacolo, gli stessi infermieri che da un lato hanno morti da mettere in conto e dall’altro persone che possono farcela, appunto con un sorriso e una stretta di mano amica, visto che non possono avere parenti vicino. Impariamo tutti a rispettare il lavoro di chi ci sta aiutando più che può.

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  7. Condivido in pieno il pensiero del tuo post, e dei commentatori. Ma non dimentichiamoci che ci sono persone che pur non essendo state colpite in pieno dal dramma, stanno subendo un altro tipo di mancanza, primo fra tutti il lavoro. Ecco, ora e per sempre dobbiamo imparare a vivere sapendo che la strada non sarà facile, ma a volte un piccolo aiuto sincero, come una promessa che andrà tutto bene può aiutare persone più deboli. 🖤

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      1. Eva cosa avresti dovuto dire alla tua amica? Devi farti forza e credere che tuo marito ce la possa fare, oppure, vabbè tanto se ne va pure lui. Certo non è facile, ma la prima cosa che parte dal cuore è sempre la speranza. È anche vero che andrà tutto bene è ormai diventato uno slogan, ma è una strada che non possiamo abbandonare. 😉

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      2. Comunque “andrà tutto bene” è una bugia, in ogni caso, perché andrà bene solo per i privilegiati. Lo vedo, molto da vicino, nelle persone che sono state contagiate e si sono ammalate. Solo pochi hanno avuto le cure adeguate e si sono risrtabiliti in fretta. Nella ma lattia non siamo trattati tutti allo stesso modo, c’è chi ha privilegi e non credo servano esempi.

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  8. All’inizio tutti ci siamo fatti forza con slogan che ci invogliavano a tenere duro, ad impegnarci per una pronta ripresa. Ora, dopo due mesi, quegli stessi slogan non ci fanno più sognare, anzi ci creano disturbo. Credo che sia la normale consseguenza dei bomardamenti mediatici

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  9. I striscioni fuori dai balconi con questa scritta, è patetico. Proviamo a dirlo ai familiari delle 27000 mila vittime. Poi basta flash mob, selfie degli infermieri e dottori che ridono. Ma cosa c’è da ridere:é una tragedia!!! Meglio che lavorate e impegnatevi a non far morire la gente che ci sono 27000 morti che non siete riusciti a salvare. Vergognatevi!! Vergognatevi voi assessori della sanità e dirigenti USL della regione Lombardia, che per allergerire gli ospedali, avete mandati infetti nelle rosa, causando altri infetti e morti fra i più deboli. Ci vuole la galera per strage di innocenti, invece andrà tutto a tarallucci e vino. Siete sullo stesso piano di cazzaniga. Avete usato lo stesso protocollo.

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