Opinione · qualche pezzo di me

Di donne e bambini seviziati

Qualche tempo fa, zappingando qua e là col telecomando, sono capitata su un canale che trasmetteva filmati di bambini maltrattati in un asilo, oltre a servizi su donne che avevano subito violenze di vario genere.

Raramente guardo video del genere e non me ne dispiaccio perché in queste occasioni mi sento un po’ guardona, poiché sono convinta che il 90% di chi ha il coraggio di osservare tale scempio sia spinto più dalla curiosità che dalla pietà. Naturalmente questo non toglie nulla al fatto che tutti si inorridisca sinceramente per queste espressioni di “varia umanità”.

Quella sera però mi sono fermata là ed ho contemplato tutto, fino alla fine. Oltre ai filmati italiani ne sono passati alcuni riguardanti fatti analoghi accaduti in altri paesi, forse ancora più cruenti.

In pratica ho voluto farmi un “po’ tanto” male, non so per quale motivo.

Anzi, pensandoci meglio, forse lo so.

Da bambina ho subito molestie sessuali e, durante l’adolescenza, da 13 a 19 anni, il mio fidanzatino – più grande di me di 5 anni, psicopatico fascista maschilista, a sua volta maltrattato da una madre despota – mi ha tenuta in sudditanza fisica (picchiandomi quasi quotidianamente) e psichica (continuando a minacciarmi di morte se avessi parlato, distruggendo la mia autostima non ancora formata dicendomi che ero un essere inferiore, nemmeno degno di leccargli i piedi). Così è stata la mia vita da 0 a 20 anni, ma ne ho già parlato in altri post.

Obbligandomi ad osservare quei filmati mi sono imposta un transfer emotivo, in pratica ho caricato su di me le sofferenze che stavo guardando. E sono stata malissimo. Il mio sonno s’è riempito di incubi a tema fisso e la mattina successiva ero molto depressa.

Il transfer emotivo è un “vizietto” rimastomi in eredità dopo aver rimesso insieme (malamente) le rovine del mio ego terremotato durante il primo tratto della vita.

Solitamente, con la scusa non voler peccare di voyeurismo, salto a piè pari visioni o anche solo parole che descrivono sevizie su creature – umane e non – incapaci di difendersi, perché mi sento proprio male, un male devastante che fa sgorgare lacrime non dai miei occhi ormai incapaci di piangere, ma dal mio cuore. Lacrime che mi fanno domandare “perchèccazzosononata?” 

Non voglio più fare l’essere umano, voglio tornare a vivere tra i miei amici lupi. Morbidi caldi puliti e soprattutto leali.

Io ho imparato a difendermi e, a costo della vita, non permetto più a nessuno di maltrattarmi.
Ho comunque un ampio spazio di fragilità, che è la preoccupazione per tutte le creature che non sanno o non possono difendersi. Per questi esseri viventi sto spesso in pena, siano vicini o lontani da me non ha importanza.
Il mio cruccio è vedermi impotente di fronte ai soprusi che vengono quotidianamente perpetrati in giro per il mondo, e l’unica cosa che riesco a fare è cercare di soffiare via la nebbia di indifferenza ed omertà che avvolge tutti noi.

14 risposte a "Di donne e bambini seviziati"

  1. Non so se valga la pena guardare direttamente certe situazioni, le poche volte che le ho affrontate non mi hanno spostata di un millimetro. Cerco di fare quello che posso per dare una mano quando c’è bisogno, ma ce n’è talmente tanto che il senso di impotenza mi schiaccia. Difficile

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  2. Io penso che tu, stando in vita, fai molto di più che “soffiare via la nebbia di indifferenza ed omertà che ci avvolge”. Sei un esempio da seguire. Tu lotti. Certo non sei immune a alle conseguenze di un vissuto come il tuo, ma dal male che ti hanno fatto ne hai tirata fuori una bella persona e questo è praticamente un miracolo. Grazie per la tua condivisione.

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  3. Solitamente anche io non amo guardare quel genere di filmati perché, per auto-protezione, non ho bisogno di rabbia, odio e rancore dentro di me. Perché questo mi portano, e salgono veloci, caldi, potenti…
    Poi, altre volte, faccio una full immersion, per non chiudere gli occhi sulla realtà, per ricordarmi che il mondo ha bisogno di bene, di amore, di pace.
    E di pene severe per chi compie simili gesti…

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  4. credo sia importante, anzitutto, perdonare noi stessi per aver subito e soprattutto essere in vita coerenti con la non violenza, capita a volte d’incazzarsi ma la coerenza dice che non bisogna alzare le mani, e te lo dice uno che fin verso i cinque anni di età ha preso tante di quelle botte, che le mani di suo padre se le ricorda ancora

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  5. Come te non sopporto nulla di tutto ciò e la violenza in genere mi lascia tanta amarezza. A parte ciò che già sai mi sento solo di dire che spero la prossima notte sia senza incubi e piena di lupacchiotti!🐾

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