Opinione

Donare

In questi giorni mi si è aperta la vena del riciclaggio umano, ma prima di scrivere il post occorre qualche premessa: so benissimo che esiste la possibilità di donare i propri organi, anch’io ho fatto questa scelta.
So che al mondo esistono milioni di persone depresse o con problemi mentali.
So che l’articolo sarà ritenuto offensivo da qualcuno o per qualcuno che non ha il dono della salute fisica.
So di esporre un’opinione folle per la società in cui viviamo.
So già tutto quello che può venire in mente a persone contrarie o infastidite dalle mie elucubrazioni, talvolta, macabre.
Pertanto commentate come vi pare e piace, sono cosciente ma anche coerente quindi scrivo ciò che mi passa per la testa.
Le mie sono soltanto idee senza possibilità di attuazione.

Conosco, anzi conoscevo, tante persone fisicamente sane che hanno deciso di togliersi la vita senza un motivo apparente.
L’ultimo in ordine di tempo, una settimana fa, il marito trentottenne di una mia conoscente.
In precedenza il padre di Liliana prima ci ha provato buttandosi dal sesto piano dell’ospedale in cui era ricoverato per un braccio rotto, uscendone quasi illeso, tornato a casa s’è impiccato.
Il padre di Maurizio s’è dato fuoco nell’aia della cascina dove abitava con la famiglia.
Marcello s’è impiccato nel gazebo degli innamorati, Lara s’è strangolata con la corda della tapparella, il fratello di Carlo anche lui impiccato.
Il fratello di mio padre ci ha provato due volte, la seconda s’è tagliato le vene di braccia e gambe, ma lo ha fatto in modo maldestro ed è stato salvato per un pelo, in compenso ha perso l’uso di una mano.
Tanto per menzionare qualcuno che conoscevo da vicino vicino.

Tutte queste persone erano fisicamente sanissime, quindi non lo hanno fatto per evitare le sofferenze di una malattia che non dà scampo, nessuno di loro aveva problemi economici, qualcuno addirittura benestante.
Avevano malattie invisibili che ugualmente non danno scampo, si chiamano depressione, prostrazione, turbe mentali senza alcuna manifestazione esteriore.
Io soffro di patologie mentali per cui mi è stata riconosciuta un’invalidità permanente del 90%, che non mi serve a niente, però quando vado al cinema io e il mio accompagnatore paghiamo metà biglietto.
Queste patologie sono pericolose solo per me stessa, non si vedono e non si sentono, sono brava a nasconderle al pubblico, l’ho imparato dopo due T.s.o. per autolesionismo.

Sono contraria al suicidio, benché ci abbia pensato qualche volta ma, più semplicemente e tragicamente, ammetto che vorrei non essere mai nata.
I motivi sono tanti, chi mi legge ogni giorno già ne conosce qualcuno.
Ma non sono soltanto le brutture subite nei miei primi vent’anni di vita ad indurre questa affermazione, sono tutte le cose orrende che vedo da sempre intorno a me che non succedono a me.
Ogni sofferenza, ogni sopruso, ogni disgrazia che vedo in giro, me la sento addosso come se fosse mia.
Questo credo faccia parte dei miei disturbi mentali, non riesco a far finta di niente, non riesco a guardare altrove quando sento il male del mondo, me lo sento addosso.
Come sentivo, già a quattro anni, la fatica e la sofferenza di mia mamma che mi mandava a prelevare papà dal bar per portarlo a casa ubriaco.
Lui era un gran brav’uomo, ma essendo troppo piegato su se stesso per dimenticare un passato difficile e doloroso, non aveva testa per preoccuparsi di noi.
Non vado oltre con la mia storia famigliare perché uscirei dall’argomento di cui voglio scrivere oggi.

Tutto quanto detto sopra è necessario preambolo per spiegare l’idea balzana del giorno, assolutamente inattuabile perché contro la legge, e perché in qualunque nazione ci sarebbero gli immancabili speculatori che ne trarrebbero guadagni mafiosi.

In ogni caso, dopo tutta ‘sta tiritera, arrivo al punto:
Le persone fisicamente sane, ma col desiderio di non vivere più dovrebbero avere la possibilità di non sprecare il proprio corpo suicidandosi in triste solitudine.
Immagino, invece, ospedali dove poter chiedere il suicidio assistito e la contemporanea donazione di tutti gli organi utili. Servirebbe a salvare persone che invece vogliono vivere, hanno patologie gravi, necessitano di trapianti, ma non possono permetterseli.
In questo modo, chi non ha più voglia di stare al mondo saprà almeno che la sua morte salverà altre vite e quindi non sarà nato invano.

E adesso mandatemi pure a quel paese, dite pure che è vergogno ciò che scrivo, che è un insulto a tutte le persone gravemente ammalate che soffrono pene infernali per restare vive. Non preoccupatevi, sono responsabile per le mie idee.

Già che ci siete date un’occhiata a questo progetto e, se vi scappa, fate anche una donazione.

29 risposte a "Donare"

  1. Io vorrei poter aggiungere un condizionale alla donazione di organi.Ci fosse questa possibilità stilerei un lunghissimo elenco di persone a cui non donerei proprio nulla e che anzi sarei contento se crepasse tra atroci sofferenze. Per i puri di cuore col culo degli altri, mi spiego meglio…poniamo che un fdp metta fuoco ad un povero senza tetto o compia una qualsiasi azione spregevole.Poniamo che dopo un po’ questa feccia umana abbia bisogno di un intervento che richieda donazione di organi.Ecco…Io vorrei che di certo non avesse i miei. E come ho detto la lista nera è lunghissima…

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  2. Hai sollevato un tema su cui tutti dovremmo fermarci a riflettere molto e per niente banale. Servirebbero sforzi maggiori per evitare certi abusi e per trovare cure più adatte anche per le malattie mentali. Certamente sarebbe bello che tutti potessimo morire dignitosamente. Mi dispiace molto per il tuo dolore ❤ non mollare

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  3. Conosco bene l’argomento..mia madre è così da 20 anni e le ho provate tutte….la depressione distrugge chi c’è l’ha e chi gli sta vicino. Ami gli animali in modo speciale perché non provi a cercare ql associazione dalle tue parti con cui collaborare quando ti senti. Magari faresti ciò che ti rende felice e troveresti un po’ di sollievo.Non credo che non ci siano elementi positivi nella tua esistenza…forse non riesci sempre a percepirli.

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    1. Mi dispiace per tua madre, so che la convinvenza è difficile anche per chi la vede da vicino. Io essendo sola la spalmo solo addosso a me. Ho pensato tantissime volte di fare volontariato, e ci ho pure provato, ma ogni volta stavo peggio, come una spugna assorbo le sofferenze degli altri.

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  4. In un certo senso, ti capisco.
    Non dico di aver attraversato le tue stesse esperienze: ho la mia vita, che mi ha dato qualche piccola gioia e sta dando tanti enormi fastidi.
    Non mi sento depresso, ma represso, incapace di esprimere quello che sento realmente, troppo stretto nelle catene di una società che non capisco e che detesto a morte.
    Detto questo, le “fratture” della mente, a differenza di quelle delle ossa, non si possono vedere, quindi non vengono nemmeno considerate come reali.

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  5. Credo che le malattie mentali siano le peggiori. Quando son stata in depressione mi volevo buttare giù dal balcone. Davvero. Di questo ne ho già parlato. Per la testa e non per la mia malattia che ho accettato bene. Io darei tutto di me un domani ma non so quanto di sano possa esserci da prendere☺

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  6. Ciao! In breve….Sono una brava ascoltatrice.
    Per natura io sono una positiva e un’entusiasta Mi sono avvicinata a questa realtà dall’esterno perché l’associazione di cui faccio parte come volontaria si occupa di bambini abbandonati alla nascita (nido e terapia intensiva neonatale) e bambini/ragazzi maltrattati (neuropsichiatria infantile). Mi sento di dire che la cura parallela ai farmaci è l’amore. Dovrebbero quindi esistere strutture dove si preparano delle belle infusioni d’amore….in vena. Possibilmente colorate. Infusioni che teletrasportano la mente in quei paesi città villaggi dove i bambini muoiono di fame e i loro genitori non sanno come e cosa fare per salvarli dalla morte sicura. A questo punto l’infusione fa scattare qualche meccanismo speciale.
    Mi spiace per il male che hai patito e per tutta questa sofferenza. Spero tanto che tu abbia la possibilità di viaggiare. Credo fortemente sia uno dei rimedi. Ti abbraccio💋❤🌼

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  7. Il male di vivere è invisibile ma peggio di una malattia fisica. Ogni sistema per porre fine alla vita in modo assistito genera guadagni che non mi piacciono. Vedo un rischio nell’abuso, tipo costringere qualcuno a farlo… Bello sarebbe trovare la soluzione per il male di vivere, che credo abbia anche componenti chimiche complesse.

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    1. Hai ragione anch’io ho immaginato anche le possibili conseguenze della mia ipotesi: guadagni sicuramente schifosi, commercio distruttivo, e anche come dici tu indurre menti deboli a sacrificarsi. Potrebbe addirittura diventare una setta. Perciò ho scritto che è illegale e del tutto irrealizzabile.

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    2. E, credimi, ce l’ho sempre messa tutta per cercare di liberarmene, ho persino assunto droghe illegati (abbandonadole subito perché ci stavo peggio), ho subito i ricoveri, le cure sperimentali, sono stata una cavia per certi medici. Ma ho capito che non c’è niente da fare, solo io mi posso consolare. Lo accetto, ma sapessi quanto mi costa…

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