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Dal dossier della Divina

Ieri cercando vecchie fotografie ho trovato questa storia di cui avevo dimenticato l’esistenza. L’ho riletta e, anche se ormai troppo è carica di fiducia per le mie esperienze, mi piace ancora.

La sera che ci siamo incontrati mi hai chiesto come mai una carina come me è sola, o single, io ti ho risposto semplicemente “perché non mi accontento”, poi mi è venuta voglia di aggiungere altro.

Nel corso della mia brillante carriera di donna indipendente, ho constatato quali sono le principali categorie di uomini presenti sul mercato, molto interessati alla mia azienda ben posizionata logisticamente e con prodotti attraenti.

Le categorie più consistenti sono quattro o cinque.

La prima: rappresentanti, liberi professionisti o uomini d’affari spesso in viaggio per lavoro, comunque uomini più o meno stancamente sposati o “separati in casa” che amerebbero molto trasformare la mia dimora nel loro personale albergo a ore dove trascorrere piacevoli momenti rilassanti con la padrona di casa.
Su questo esemplare ho anche pubblicato una simpatica storiella dentro uno dei miei libri. 

La seconda quella dei ragazzi under 30, che amano molto avvalersi dei servizi di belle donne sistemate bene sotto ogni punto di vista e con comoda casa a disposizione (di questi si sa subito che cosa vogliono e dove vogliono fermarsi, perciò non ci sono sorprese, basta decidere se si desidera la stessa cosa).

La terza, la categoria degli sfigati esigenti di tutte le età che cercano disperatamente una donna bella e interessante con cui stare e, possibilmente, farsi sopportare, disposti a sposarsi, convivere, diventare amanti, qualunque cosa pur di avere una donna che, però, deve essere “speciale”.

Poi ci sono i balordi, la categoria peggiore, quella degli uomini che si attaccano come vampiri per poter assorbire tutto quello che trovano in lei e intorno a lei, senza disdegnare i soldi e senza preoccuparsi dei danni che si lasciano dietro.

Ci sono anche quelli che s’innamorano e vorrebbero costruirsi un futuro con la tipa, immaginano una vita idilliaca da sogno perfetto; di solito sono ragazzi piuttosto giovani e molto ingenui che vivono ancora nel mondo delle illusioni, e che passano allegramente ad altri sogni appena si accorgono che quello scelto non è realizzabile.

Un’altra specie incontrata è fatta di uomini dai 30 ai 45 anni, molto interessanti, intelligenti, indipendenti, di aspetto gradevole, sensuali, che iniziano la relazione pensando di vivere una bella avventura intrigante e stuzzicante sotto tutti i punti di vista.
Ma, a volte, succede che per distrazione o, per inspiegabile alchimia, s’innamorano della tipa…vanno in panico totale, temono di perdersi e di perdere tutto ciò che di piacevole hanno conquistato nella loro carriera di amanti disimpegnati, perciò scompaiono all’improvviso senza nemmeno salutare, spariscono e basta.

A seguire esistono infinite sottocategorie che puoi immaginare e che non sto ad elencarti.

Ora sono qui a domandarmi, visto che ancora non so chi sei, a quale categoria appartieni.

Dubbio ovvio e spontaneo visto che siamo “umani” e che tutte le esperienze precedenti mi hanno portata a conoscere esemplari già in catalogo oltre, naturalmente, a quelli che ho amato.

A volte spero di incontrare una specie “mitologica”, che io personalmente non ho mai trovato: “il miracolo”.
Ossia l’uomo che riesce ad essere sé stesso, dare il meglio di sé senza sentirsi frustrato, incastrato, depredato, legato, ecc…che riesce a far uscire il “miracolo” che c’è in me (e questo sono sicura che esiste perché lo porto dentro, ma non salta fuori facilmente) e che, quando la storia finisce, ne parla francamente e se vuole andarsene lo fa elegantemente e si degna di salutare.

Chiedo troppo? Forse sì, perciò lo chiamo miracolo.

Comunque, per adesso sto ad “annusarti”, tanto se mi piaci non c’è ragione che tenga sono pronta a prendermi tutte le fregature del caso consapevole che può succedere di tutto…compreso il “miracolo”.

So che certi pensieri sarebbe meglio non manifestarli, però è più forte di me non riesco a stare ferma, devo comunicare quello che mi passa per la testa anche se lascia il tempo che trova.

Tutto quanto sopra l’ho pensato, volevo dirtelo subito l’altra sera, poi ho cambiato idea ed ho pensato che era meglio tacere.
In questi giorni ho ricambiato idea altre volte, comunque scrivo tutto proprio per fermare uno stato d’animo che potrei occultare in altri momenti.
Probabilmente prima di vederti cambierò idea altre 130 volte, perciò questa missiva potresti non leggerla mai (in ogni caso resterà per sempre nei miei archivi).

Adesso che sei qui, ho deciso di renderti partecipe scrivendo anziché parlando (le parole verranno probabilmente immediatamente dopo che tu avrai finito di leggere) solo per vedere la faccia che farai!

                            HI MAN! HAVE A NICE TIME…WITH OR WITHOUT ME

7 risposte a "Dal dossier della Divina"

  1. Il miracolo …
    ovvero l’uomo con i piedi per terra, la testa sulle spalle, senza complessi e senza grilli per il capo, che ha voglia di farsi una famiglia, condividendo alla pari le proprie giornate con sana tranquillità, senza gesti eclatanti, ma attento, non troppo esigente, disponibile e collaborativo…
    siamo stati insieme per trentacinque anni…

    Mi piace

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