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Parlo di sogni

Osservando la grande messinscena delle polemiche e dei rimbalzi sulle responsabilità riguardo Genova, con la speranza (temo vana) che qualcosa possa cambiare in questo nostro martoriato paese, evito di metterci sopra altre parole ininfluenti e torno ai sogni.

Quello di stanotte è talmente originale che mi sono fatta i complimenti da sola mentre dormivo.
Ammesso che sia io quella che sogna, ossia quella che sono adesso mentre scrivo.

Sapete, non sono certa di essere sempre la stessa.
Ossia: c’è questo contenitore, il corpo, che fa tutte le cose come un comune essere umano. Vive, lavora, parla con gli altri umani ecc. ecc. Però a volte dentro ci stanno diverse entità di altra natura, credo…

Non intendo come quando si dice che qualcuno è posseduto. No, no io sono esente, data la mia provenienza nebulosa. Quelle sono le stronzate che raccontano i preti per far paura, oppure fugnoni truffatori che S-fatturano o esorcizzano per rubare soldi.  Solo certe menti deboli possono farsi del male autonomamente lasciandosi influenzare da brutta gente, perché si permettere di entrare nel cervello e manipolarlo, quindi vengono formulati mali pensieri e costruite autentiche sofferenze basate sull’autosuggestione. Sappiate soltanto che le negatività le costruiamo e le alimentiamo da soli, se c’è qualcuno che vuol far credere di avere potere su di voi statene lontano, significa che è una brutta persona e può influenzare negativamente solo perché più prepotente e arrogante.

Dicevo dei miei sogni così extravaganti (questo era particolarmente originale, ma ogni notte mi capitano cose di altri mondi o paesi) da indurmi a pensare che non arrivano dalla vita in cui sono adesso poiché da nessuna parte ho mai potuto vedere o assistere (nemmeno al cinema) ad ambientazioni così particolareggiate, precise al punto da non poter essere inventate. A meno che, ogni notte, io mi faccia un viaggio nel paese di “fantasia” e porti a casa tutto quello che trovo, lo metta insieme con il minipimer e poi lo sparga contro il muro per farne un quadro dinamico che scorre sulla parete come un film.

Se fossi un regista famoso mi chiamerei Alexander Jodorowsky e se fossi scrittore sarei Michail Bulgakov.

Certo dietro ogni loro opera c’è tutta la loro filosofia e il loro pensiero, peculiarità che io non ho, ma dietro i miei sogni chissà chi c’è?

Già…

5 risposte a "Parlo di sogni"

  1. Nadia..articolo bellissimo…ricco di colori come sempre….non so se registi e scrittori citati abbiano questa tua innata capacità di evidenziare il concetto ed esprimerlo ..invogliando alla condivisione.. Per cui..visto che una percentuale di te…scrive e lo fa anche molto bene…opterei per l’opzione con più sprint…possibilmente racconterai in versione romanzata questi tuoi sogni…un po alla king – un po alla muccino e se proprio vogliamo esagerare un Almodovar…cosi unisci…il sogno e…il talento che hai nella comunicazione quella vera …. P.s. sono a metà dell’ opera…oggi concludo..

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    1. Ti bacio virtualmente per l’attenzione che mi concedi. Almodovar e King mi stanno a pennello, Muccino però non è proprio nelle mie corde. Nel panorama attuale non vedo registi italiani a cui poter associarmi, il mio amore per il cinema italiano s’è fermato agli ’60/70 sia per attori, sia per registi. Vittorio De Sica, Pasolini, Rosi, ecc. non sono stati sostituiti da nessuno.

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  2. Anch’io faccio sogni stani, sembrano quasi dei film, ma non sono mai incubi. Faccio questi strani sogni soprattutto da quando prendo una certa pillola per l’ipertensione.

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