EVAP-I-RATA (Evapirata) · Freak

BLOG E POLITICA

Nel mio blog non parlo di politica perché l’unico umano che potrebbe rappresentarmi è lui

Il mio socio in affari
Il mio socio in affari

Ma lui non pensa neppure lontanamente di candidarsi poiché è già candido di suo, perciò non gli serve quel “candidore” lì che hanno i politici.

Sì, si chiama candidore per quella lieve tendenza verso il marcio velato di ombre, foschie e oscure trame. Anche se, attualmente, ci sono giovani aspiranti parlamentari apparentemente esenti dall’immondizia interiore di cui son colmi i già titolati. Probabilmente in quell’ambiete gira il famoso virus che si chiama corruzione e assale chiunque abbia un virgola di potere o sottopotere in mano.

Ma, come dicevo poco fa, non intendo parlare di politica benché, talvolta, io ci arrivi indirettamente pubblicando immagini sulle quali non serve neppure un commento sarcastico.

Ad esempio questa

Colle di Babele
Colle di Babele

o

Dorian chi?
Magari Borian

oppure scrivendo post così

https://evaporata.com/2013/10/04/il-mondo-e-gli-umani/

https://evaporata.com/2013/01/03/meraviglioso-continua/

https://evaporata.com/2013/04/30/ho-visto-un-santo-da-vicino/

Che non sono proprio di carattere politico, ma comunque esprimono pensieri precisi che portano alle mie idee riguardo certi argomenti.

Che poi a volte butto lì anche simboli di un certo inconfondibile universo

...

con questi eventuali supporti

...

In ogni caso la mia immagine umana è

Così lo lasci andare
questa

ma io abito qui

RITRATTO COPERTINA - Copia
😀

 

 E quindi?

E quindi niente, oggi m’è uscito questo dalla testa, e questo scrivo…

5 thoughts on “BLOG E POLITICA

  1. Di politica non si parla. Di politica si agisce.
    Ne conosco fin troppi che di belle parole son larghi ma che alla prova dei fatti i loro quarti di nobiltà disdegnano di onorare. E non sto parlando di balene bianche, le quali, si sa, possono fare un po’ come vogliono, ma dei branchi di sardine che girano e girano, allineate e coperte, ognuna di loro con la personale indignazione-intenzione-ambizione-convinzione-preoccupazione ma sempre col timore di deviare di un grado dalla direzione e dal verso del branco.
    Di politica non si parla ma si agisce, rifiutando lo schieramento a priori, rifiutando le lusinghe del domani facile, rifiutando tutto e adesso, rifiutando di mostrarsi diversi per distinguersi, rifiutando di scendere in guerra già sconfitti, rifiutando di considerare il passato come immutabile, rifiutando di vedere il mondo attraverso i vetri delle chiese di tutti i generi.
    Di politica non si parla ma si agisce, accettando la propria insignificanza, accettando di sembrare ridicoli, accettando di vivere di più con meno, accettando di credere a una persona mai vista prima, accettando un favore senza sentirsi in obbligo, accettando la sfida cercando di far vincere anche il nemico, accettando di sbagliare clamorosamente ma sempre in proprio, accettando il concetto che la nostra libertà non ha confini predefiniti all’origine, ma nemmeno quelle degli altri, e allora quando queste libertà si sovrappongono dovrebbe formarsi un surplus di libertà e non un campo di battaglia.
    Dovrebbe…

    Mi piace

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