Freak · Insofferenza · Opinione

PIANO B.

Ieri sera, con una amico, si parlava della mia situazione lavorativa attualmente infelice poiché sono in cassa integrazione totale sino a dicembre e poi, (benché il mio datore di lavoro stia dissimulando per tutelare i propri interessi), sarò disoccupata.

L’amico mi domandava se ho già predisposto un piano B per cercare di non affondare nella melma dei giochi sporchi di certi imprenditori disonesti. Ho risposto che ci sto pensando, ma non è semplice trovare un lavoro per i giovani che costano poco e possono essere assunti come apprendisti, figuriamoci per una come me che ha una figura professionale di buon livello e quindi con un costo più elevato per chi volesse assumermi. Se mi proponessi come badante o collaboratrice famigliare sarei surclassata abbondantemente dai lavoratori dell’est. Per lavapiatti o lavabicchieri nelle discoteche sono troppo vecchia, preferiscono far girare le ragazzine in microgonna a chinarsi per raccogliere il ciarpame.

Perciò, ferma restando la mia aspirazione di sempre: diventare scrittrice, assurda quanto infelice dato che in Italia esistono più scrittori che lettori, sto cercando di elaborare qualche piano B.

Date le considerazione sopra citate credo che sia più facile per me seguire altre vie che ho preso in considerazione proprio questa mattina ascoltando la radio.

Possibilità n. 1: visto che adesso se ne parla tanto potrei tentare di farmi dichiarare “Patrimonio dell’umanità” come unica donna al mondo evaporata ma tangibile.

Possibilità n. 2: essere considerata “minoranza etnica” o “esemplare in via d’estinzione” sono l’ultima discendente della mia stirpe.

Possibilità n. 3: diventare “razza protetta” per essere sfuggita più volte alle manipolazioni degli psicanalisti che mi volevano come cavia da laboratorio.

Credo che queste tre eventualità siano più accessibili di un lavoro qualunque poiché le altre attività considerate : gattara e homeless pare non siano retribuite.

Se avete suggerimenti sono a disposizione, tanto il vaffanculo l’ho già incassato.

Mi sta tenendo il posto
Mi sta tenendo il posto

8 thoughts on “PIANO B.

    1. Fino a poco tempo fa vivevo per lavorare e rendere servizio ad altri ed il riconoscimento è stato un calcio in culo, nonostante abbia impiegato il mio talento per dare il massimo. Ora userò il mio talento lavorando per me stessa, mal che vada eviterò di prendere calci.

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  1. Eh già, pare proprio che il valore dell’esperienza lavorativa sia sceso sotto quello delle azioni Parmalat. Le conseguenze le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: giovincelli di belle speranze e di minimo costo che non hanno idea di cosa sia prendersi una responsabilità, spaventati annche dalla loro ombra oppure incoscienti a vita persa, zero autonomia perché il capo ha sempre ragione, zero immaginazione perché tanto a fine mese non gli rinnovano il contratto. Poi ci sono i soliti raccomandati, quelli che hanno agganci in alto e perciò se ne fregano di tutto e di tutti, il lavoro in primis. E così la qualità del lavoro fa a farsi fottere.
    Non ti racconto le mie esperienze lavorative, episodi nei quali mi trovo a scontrarmi con ectoplasmi che hanno bisogno di una procedura scritta anche per andare al cesso, oppure con giovani dirigenti che, da come evitano di prendere una decisione, sembrerebbero alla soglia della pensione. No, ti racconto queste due facezie.
    1 – Un pò di tempo fa mi recai in un negozio di materiali elettrici (un negozio specializzato, non un centro commerciale) e chiesi una presa multipla comandata (la classica ciabatta), e per la mia sicurezza aggiunsi che preferivo una IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità). Risposta del baldo giovanotto: “Mi spiace, non teniamo questa marca”… (sic) 😦
    2 – L’altro mese mi trovai a passare da Decathlon, perché mi avevano detto che c’erano delle city bike a prezzo stracciato. A parte il fatto che le bici erano una vera ciofeca, io e Rossana, unici clienti nel raggio di cinquanta metri, rimanemmo a gironzolare nel reparto cicli per una ventina di minuti circa senza che si avvicinasse nemmeno la sagoma di cartone di un commesso. Non che ne avessi bisogno, a occhio avevo già valutato la scadenza dei materiali, ma loro non potevano saperlo in quanto noi non abbiamo né il fisico e né l’atteggiamento da sportivoni, e quindi potevamo essere gli allocchi perfetti. Ciò che mi disturbò di più è che ero a conoscenza del fatto che per essere assunti in quel magazzino era stata svolta una selezione rigorosissima, con tanto di testo psicoattitudinali. Allora, se le amebe che vagavano senza meta nel magazzino sono i dipendenti migliori che hanno selezionato, mi pare evidente che chi ha preparato quei test è assolutamente fuori dalla realtà e non ha mai verificato la bontà del suo lavoro, anche perché forse è stato anche lui selezionato da un test simile. 😦

    P.S. Neanche questa volta S. King è stato originale. Già qualche anno prima T.A.Edison aveva detto che il successo è 10% ispirazione e 90% traspirazione. 😉

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    1. Conoscere i proprio limiti, ma anche le proprie qualità non aiuta amangiare in questa società corrotta, però aiuta l’autostima che ti porta a non soccombere davanti all’inettitudine di chi per fortuna di “bassa origine” o assenza totale di scrupoli ha trovato il tesoro preconfezionato.
      In ogni caso vivere un po’ dentro un ambiente umano a me totalmente estraneo mi è servito per capire come funzionano gli incapaci con il potere in mano e che basta in piccolo organismo tarato per far crollare anche i castelli con le fondamenta più profonde.
      Ho comunque sempre qualche passo di vantaggio nei con fronti di queste persone. 😉

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  2. Che ne dici di chiedere la grazia a Napolitano? Perché? Mah, con tutti quelli che la chiedono a vanvera, vuoi vedere che una ragione la trovi anche tu?
    Stelio, credo che ai commessi non gliene possa frega’ de meno del cliente: io qui da Mauris me lo sono andata a cercare tra gli scaffali, ne ho scovato uno che mi ha fatto l’onore di rispondermi sistemando alcuni oggetti (meglio le sagome di cartone), sostenendo che quello che cercavo io non c’era più. Invece poco dopo ci sono andata letteralmente a sbattere…

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    1. Oggi non gliene frega niente, appunto.
      Anni fa comprai dei miscelatori Grohe bianchi per il bagno (restauri do it yourself, come al solito). Quando arrivò il pacco a casa vi trovai dei componenti che non avevo ordinato. Telefonai al negozio e questa fu la risposta del commesso: “Senta, mi pare di aver capito che lei si fa il lavoro da solo, ma non è un idraulico di mestiere. Per completare il lavoro con gli accessori bianchi come i miscelatori le serviranno anche filtri, copriforo, tappi, e qualche altro dettaglio. Ho supposto pertanto che lei abbia dimetincato di procuraseli e, siccome questi componenti sono difficili da trovare in colore bianco, io intanto gleli ho inviati lo stesso, se poi invece li avesse già può tranquillamente restituirmeli e io li diffalco dalla fattura”.
      Ecco, questo è un commesso che sa fare il suo mestiere, gli interessi del cliente e, ovviamente, quelli della ditta. Trovane uno così, oggi. 😀

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