Opinione

POCHE PAROLE SULL’OMOFOBIA

Ancora non s’è dissolta la nuvola di parole e pensieri espressi a proposito del ragazzo gay di Roma, suicida qualche mese fa  perché deriso e sbeffeggiato dai coetanei, che subito ne giunge un’altra pressoché identica e agghiacciante in egual maniera.

Negli ultimi mesi si fa un gran parlare di omofobia, dei diritti gay, di leggi contro la discriminazione al punto che persino il Papa tratta l’argomento.

Essendo nata e vissuta totalmente priva di pregiudizi, nonostante esperienze di vita poco gradevoli, sono profondamente turbata dal gran retaggio negativo che ancora resiste in Italia nei confronti degli omosessuali.

So di esprimere idee su un argomento difficilissimo, delicatissimo e soggetto a polemiche, critiche se non addirittura disprezzo. Consapevole di farmi nemici, perdere amici, o lettori, dichiaro di essere cosciente di quel che scrivo e di assumerne la responsabilità, anche perché, come sempre mi pronuncio su argomenti che frequento da vicino e non per passaparola.

Ho iniziato a conoscere l’omosessualità quando, nella primissima infanzia, abitavo vicino a un bar la cui proprietaria era lesbica, pareva un uomo in tutto e per tutto. Nessuno vicino a me ha mai demonizzato quella persona né mi ha mai tenuta lontana per evitarmi traumi: per me quella donna era la Signorina Elena che si vestiva come un uomo ed era semplicemente brutta, però mi regalava il gelatino quando mamma passava al suo bar per il caffè e quindi mi stava in gran simpatia, punto e basta.

In seguito ho avuto amichetti d’infanzia con tendenze omosessuali, qualcuno è diventato un adulto gay e per me non è cambiato nulla, come il mio amico Carlo che purtroppo è caduto nell’ecatombe dell’aids che ha fatto strage tra gli anni ’80 e ’90.

Successivamente ho frequentato e frequento amicizie omosessuali sia femminili sia maschili. Spesso e volentieri quando bazzicavo per discoteche mi sono divertita insieme a loro seguendoli in famosi locali milanesi come il Sottomarino Giallo o La nuova idea, restando tranquillamente eterosessuale, senza essere coinvolta dall’omosessualità né da malattie di alcun genere, né tantomeno subire molestie. Cosa che invece ho patito pesantemente sulla mia pelle già a cinque anni da eterosessuali adulti e pedofili. Sono stata oggetto di attenzioni morbose sia da parte di uomini ammogliati con figli, sia da adolescenti con l’ormone arrapato che tentavano di coinvolgermi nei loro giochi di sesso collettivo.

Disgraziatamente ho nel bagaglio di vita un buon numero di esperienze traumatizzanti regalatemi da persone più che rispettabili, insospettabili e purtroppo a volte miei superiori, come insegnanti o datori di lavoro sporcaccioni e con mani sempre pronte a darmi il tormento.

Qualche volta ho persino temuto di avere qualcosa che attrae i maniaci perché mi sembrava impossibile trovarli sempre sulla mia strada. Persino durante il ricovero in un ospedale neurologico dovetti difendermi da uno psicologo che, con la scusa di analizzarmi, mi tenne due ore nel suo studio sottraendomi al reparto al quale ero stata affidata per sospetta sindrome di Menière. Ma questa è una tra le tante avventure vissute nella mia tormentata esistenza che non c’entra nulla con il tema di questo post.

Qui voglio dire a quelle persone che disprezzano gli omosessuali di tenersi le proprie idee senza offendere né demonizzare chi ha gusti e abitudini differenti dalle loro. Soprattutto sapendo che, a volte, proprio coloro i quali gridano allo scandalo sventolando il vessillo del perbenismo bacchettone e moralista hanno sulla coscienza ben altre porcate da nascondere, come quella parte di clero dedito alla pedofilia.

E concludo ricordando, per chi è credente e praticante, che Dio ha creato la donna prendendo una costola di Adamo, quindi il maschio Adamo porta dentro di sé la femminilità e nessuno s’è mai scandalizzato per questo.

1993 Io e Carla a fare la sceme con Bistecca
1993 Io e Carla a fare la sceme con Bistecca
1993 Io e Andrea il nostro amico gay a fare gli scemi
1993 Io e Andrea il nostro amico gay a fare gli scemi
2012 Io Carla, sempre etero, e Andrea, sempre gay, sempre amici ancora insieme, sempre scemi.
2012 Io Carla (sempre etero) e Andrea (sempre gay) sempre amici ancora insieme, sempre scemi.

6 thoughts on “POCHE PAROLE SULL’OMOFOBIA

    1. Comunque la cosa più bella è la libertà di essere quello che sei e poterlo dire con la massima serenità senza dover temere giudizi di nessuno. E per noi è sempre stato così! Ehhehhe

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