Opinione

25 GIUGNO 2009

Due anni fa, il 25 giugno, quando morì  Michael Jackson, non riuscii a dire né scrivere una parola a nessuno, pietrificata dalla notizia che, credo, nessuno si aspettava.

In quei giorni le radio soprattutto (che io ascolto sempre), ma anche tv e stampa divulgarono le notizie più disparate sia sulla morte sia sulla vita dell’artista.

Non era tra i cantanti che suscitavano in me grandi sentimenti, però era impossibile per chiunque ami la musica e lo spettacolo non rimanere incantati di fronte ad un inventore di sortilegi tanto strabilianti da sorprendere anche Mago Merlino in persona.

Michael era una creatura proveniente da chissà quale mondo, sicuramente non quello dei comuni mortali.

Eppure questa creatura straordinaria ha passato tutta la sua vita disperatamente, alla ricerca di qualcosa che forse gli era stata rubata fin dalla primissima infanzia.

Michael aveva il padre peggiore che gli potesse capitare, era infatti risaputo che oltre a seviziare e violentare tutti i figli, li obbligava a tour de force devastanti sfruttandone il talento fino allo stremo delle loro possibilità.

Michael era il più dotato e quindi anche il più dilaniato dalle brutalità paterne.

Tutto il bello che ha donato all’umanità è visibile ovunque e rimarrà tale per l’eternità.

Il brutto, di cui il mondo ha tanto parlato, nessuno lo conosce veramente. Tutte le nefandezze e gli orrori perpetrati ai danni di bambini e ragazzi di cui era accusato, non hanno testimoni attendibili sino alla certezza inconfutabile.

Certo il suo comportamento ambiguo ed esasperatamente stravagante non l’aiutava ad ottenere le simpatie dei benpensanti e qualche dubbio certamente è entrato anche nella testa dei suoi fans.

Credo che lui fosse davvero convinto di poter portare fantasilandia sulla terra e godersela insieme ai ragazzi senza voler mai crescere, volle dei figli per usarli come bambolotti creando, penso, altri piccoli disagiati mentali.

Ritengo che il suo rifiuto nei confronti della propria immagine, operando su se stesso tanto male da rovinarsi ben oltre quanto aveva potuto fare il padre, fosse frutto di chissà quali tormenti davvero inconcepibili.

Non so se, ed in quale misura, Michael ha rovinato davvero giovani vite, certo è che in questo è spesso stato aiutato dai genitori stessi delle vittime che portavano i figli da lui nella speranza di cavargli denaro, le scuse della miseria e della fame non valgono in questi casi, (nessun genitore animale vende i propri figli e, se li lascia morire, è solo perché segue una legge naturale).

E’ certo invece che di male a se stesso ne ha fatto davvero tanto.

Immagino che Michael non abbia avuto neanche un momento di serenità autentica.

Solo quando entrava in scena, e poteva esprimere la sua prodigiosa maestria, era se stesso e… magari anche un po’ felice.

 

10 thoughts on “25 GIUGNO 2009

  1. alcune cose le condivido ma penso dovresti informarti un pò di più: sì, è vero, il padre era molto severo ed eccedeva nei modi ma quella che viloentasse i figli mi giunge proprio nuova. Non fare come tutti quei giornalisti che senza sapere le sparano grosse basta che sia.

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    1. Ciao Ale, grazie per il commento.
      Per quanto concerne il tuo appunto sul padre di M.J., la prova inconfutabile di ciò che lui ha subito era essere presente durante lo svolgimento dei fatti e, ovviamente, là non c’ero. Però ho lavorato in una radio per 25 anni, e ti assicuro che informazioni e ricerche ne ho fatte tante ma proprio tante, non dico cose a vanvera.
      In ogni caso dici bene tu, è meglio stare lontani dall’influenza di certe forme di giornalismo che tendono solo a sparare notizie eclatanti per fare audience.

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