Ieri in palestra, tra una serie e l’altra, è nato un discorso che mi ha fatto pensare. Parlando con una ragazza, è saltato fuori il tema della caccia. Io sono sempre stata contraria, ma la sua risposta mi ha un po’ spiazzato: “Dopotutto, non è meglio la caccia degli allevamenti intensivi? Almeno gli animali vivono liberi fino all’ultimo, invece di passare la vita in una gabbia.”
Beh, effettivamente…
L’orrore degli allevamenti industriali è una realtà agghiacciante; anche volendo evitare l’argomento, è impossibile dimenticare le immagini relative alla peste suina, scoppiata nel 2024, quando in tv si vedevano i maiali vivi buttati con la ruspa dentro contenitori per gasarli.
Se confrontata con la crudeltà sistematica degli allevamenti intensivi, la vita selvatica sembra un’alternativa dignitosa.
Tuttavia, faccio fatica a considerarlo un punto a favore della caccia. Il fatto che un animale abbia vissuto libero non rende la sua uccisione più etica ai miei occhi, soprattutto se la caccia è considerata uno sport.

Argomento complesso…
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