amici · qualche pezzo di me

Cara amica, stai tranquilla

È il caos, ma c’era anche prima, solo che non lo si vedeva perché la paura non bussava alla parta di casa.

Poco meno di due mesi fa eravamo insieme nel mio paese, era domenica e, verso sera, abbiamo appreso la notizia che bar e pub avrebbero dovuto chiudere alle 18, per una settimana almeno.
Ci siamo guardate con l’ansia negli occhi domandandoci che cosa stava succedendo. Poi abbiamo detto: vabbè dai, comunque possiamo continuare a vederci.
Dopo due settimana c’è stata la chiusura totale della Lombardia e da allora #siamotuttiacasa.

Però, ripensando alla sensazione provata quella domenica, mi torna in mente la sera in cui s’è diffusa la notizia della prima guerra del golfo.
Anche quella volta eravamo insieme. In macchina davanti al “Corto”, il mitico pub che ci ha donato due anni di vita fantastica, e ci siamo scambiate lo stesso sguardo carico di ansia.
Avevamo sentito parlare di tante guerre passate e in corso, grandissime guerre, però erano così remote da non toccarci.
La guerra del golfo invece era la grande guerra del petrolio e avrebbe potuto trasformarsi in una guerra mondiale.
Poi ci siamo abituate anche a questo tipo di guerre e sono diventate remote anche loro, benché vicine e pericolose.
Abbiamo imparato ad abituarci a qualunque guerra, a qualunque tragedia, a qualunque disastro, perché rimaneva fuori dalla nostra casa.
Dall’11 settembre ai terremoti nella nostra bella Italia, ci siamo assuefatti, ma solo perché casa nostra è solo quella dove possiamo chiudere la porta e rintanarci sentendoci al sicuro.

Però adesso c’è questa “cosa” che arriva dappertutto e, come sempre, è poco democratica perché colpisce quasi esclusivamente la parte debole dell’umanità. Perché è vero che “anche i ricchi piangono”, ma loro riescono ad asciugare le lacrime, mentre noi ci affoghiamo nelle nostre lacrime.
Invece dobbiamo imparare ad asciugarle con le nostre mani nude. Così non affoghiamo.

Siamo bombardati da migliaia di informazioni contrastanti che confondo la nostra mente spaventata, il terrore solletica i nostri piedi mentre dormiamo, così perdiamo il controllo, e quell’immagine di realtà alterata in cui eravamo abituati a vivere ci esplode in faccia.
Prima erano sempre gli altri ad essere in guerra, a subire terremoti, tsunami, pestilenze, violenza, fame e povertà.
Invece adesso siamo tutti dentro il caos, e lo vediamo bene, e ci confonde. Ma il caos c’è sempre stato, però non lo vedevamo perché non avevamo paura.

Comunque, noi animali randagi l’abbiamo sempre sentito l’odore del caos.

15 pensieri riguardo “Cara amica, stai tranquilla

  1. Hai ragione come sempre…possiamo dire di averne viste tante, ma da lontano. Questa ci ha toccato nel profondo, nelle amicizie che avevamo paura di perdere ed é stata veramente dura, non é ancora finita e chissà quando finirà. Il bene che ci vogliamo ci ha aiutate molto anche stavolta❤️

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  2. Bel pensiero che condivido. Spesso le cose sembrano lontane e non pensiamo che possano toccarci ed egoisticamente ci giriamo dall’altra parte. Stavolta invece non c’era un posto verso cui girarsi…

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  3. E come vanno in agitazione … e spesso solo pochi comprendono cosa sta per arrivare intorno … tu scrivi da dio… e mi è bastato un tuo libro per comprendere quanta gioia e sofferenza porti nel tuo animo ma questo post è molto di più … è te stessa. La tua paura … il tuo coraggio … la tua forza … e il tuo amore smisurato per le creature che attirano la tua attenzione. Sei una bella persona. Leggerti tutta d’un fiato senza fermarmi … mi ha dato respiro. Grazie. 🐾🌾.

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      1. Dico quello che sento … nel bene come nel male sempre. Sei una bella persona si! Anche la tua amica… che ti segue sempre. 😊 tranquilla io li perdo, li trovo , i commenti come tutti da un po’ qui. Basta incontrarli comunque. Prima o dopo ma trovarli conta! ❣️🙏

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