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Commenti interessanti

Quando leggo un post di altri blogger, talvolta, vado anche a leggere i vari commenti e trovo riflessioni che lo arricchiscono maggiormente.

Se questo succede a seguito di miei articoli, mi piace sottolinearli per non perderli, come ho già fatto in precedenza.
Perciò ho deciso di creare una nuova categoria nel mio blog, che si chiama, ovviamente, “commenti”.

Ieri, a seguito del post “Mi domando e Dio”, ho trovato interessante questo scambio di idee tra Elena titolare del blog “Non solo campanga” e di Klaudio Il Blog di Demonio.

Elena: La fede cristiana (cattolica, ortodossa, protestante ecc.) dice che la fede è un dono, una virtù teologale, cioè che ci viene da Dio, insieme alla speranza e alla carità. Quindi uno la fede non se la può dare.
Io sono molto razionale perciò ciò che mi ha riavvicinato al cattolicesimo sono stati studi teologici condotti per quattro anni e altri due anni di etica.
Ho anche studiato un certo numero di encicliche.
Ciò non toglie che sia critica, anzi ho gli strumenti razionali per criticare meglio

Klaudio: Mi inserisco e faccio una domanda che per me è puro esercizio di logica.Di domande ne ho migliaia a dire il vero ma in questo caso mi soffermo al “dono”.
Bene, se è un dono allora si presume che per riceverlo non occorra far nulla o essere preparati quindi che senso ha imporre una appartenenza tramite un battesimo eseguito in età precognitiva?
Se questo dio elargisce doni perché non lasciare semplicemente che li dia senza che nessuno venga prima coscritto sulla base sui una appartenenza geografica? Un cinese, un giapponese o un qualunque africano che avrebbero di sbagliato?
Ops…no questa è già un’altra domanda…Mi accontento della prima!

Elena: In realtà il battesimo agli inizi del cristianesimo veniva impartito in tarda età perché rimetteva i peccati e ciò avveniva una volta per tutte. Per evitare di nuovo il peccato ci si battezzata quando era difficile fare peccati gravi, cioè da vecchi!
Lo stesso Costantino si battezzò in punto di morte.
La confessione venne dopo, storicamente.
In seguito, elaborando il concetto che senza battesimo non si andava in paradiso si cominciò a battezzare i neonati i quali avrebbero confermato la loro adesione con la Cresima, detta anche Sacramento della Confirmazione.

Klaudio: Si, tutto ciò lo so e del resto il battesimo in realtà nasce in ambito ebraico come (semplifico) scelta di appartenenza ma il cristianesimo prima ed il cattolicesimo poi ne hanno successivamente stravolto il significato e le implicazioni.
Ma, chiarito ciò che è più storia che altro, resta la domanda: se la fede è un dono allora perché ad alcuni il dono è destinato ed ad altri no?
Razzismo teocratico?
E se questo dio fa dei doni ad alcuni ed ignora altri perché ci si aspetta che questi ultimi dovrebbero credergli/amarlo/rispettarlo?
È come se uno entrasse in un asilo e prendesse 4 bimbi e dicesse: vi faccio un regalo…gli altri ovviamente ci resterebbero male no? E di questo adulto che fa i doni non credo che nessuno potrebbe dire che si è comportato bene…a parte i 4!
Insomma sta cosa del dono, come si gira si gira a rigor di logica( un po’ come tutto il resto direi!)a me pare che non stia in piedi!

Elena: Fede è equivalente di fiducia, cioè di affidamento. Non per niente il Credo è detto Atto di fede.
Beati coloro che crederanno senza aver visto.
Ora questa fede è suscitata dall’annuncio e dalla prima evangelizzazione.
Alcuni non riescono a credere come San Tommaso che ebbe bisogno della prova della Resurrezione.
Capisco che possa sembrare strana questa storia del dono che è frutto di riflessione teologica, ma se lo poniamo sul piano umano ci sono persone capaci di fidarsi è altre hanno bisogno di prove.
Del resto di atti di fede ne facciamo tanti, per esempio nella scienza: ci fidiamo di quello che la comunità scientifica ci dice.
Secondo te i doni dello Spirito Santo sono solo sette o i frutti dello Spirito sono dieci?
Sette i vizi capitali? La teologia la fanno gli uomini e questa si è costruita in duemila anni.
Gli antropologi dicono che l’uomo possiede una religiosità innata, un’apertura all’infinito ed è questo che ha generato tanti credi e religioni.
La storicità di Gesù è certa, uno può credere o non credere che sia il figlio di Dio ma il suo messaggio è di amore, pace e fratellanza, il resto è una costruzione umana, bisogno di comprendere, sistematicizzare e ricondurre a schemi di comprensione.
I simbolismi come possono essere i sacramenti stessi e le varie forme rituali sono processi culturali, rendere visibili concetti astratti.
Come ho detto nel commento da cui hai preso spunto, ho studiato teologia ma sono una persona assolutamente razionale perciò ciò che è costruzione umana non ho problemi a farne una critica costruttiva.
Come sociologa ne analizzo gli aspetti socio-antropologici.

Klaudio: Sulla storicità avrei da dire tanto ma sorvolo perché rischiamo di dilungarci ed andare fuori tema!
Comprendo l’atto di fede però resta sempre il fatto che posta così la cosa rimane sempre come un qualcosa di soggettivo e non oggettivo quindi, mi fa strano che un dio che dovrebbe essere universalmente lo stesso per tutti lasci ai singoli (e quindi alle varie fedi) il compito di essere…”cercato”.
Cosa invece differente per quanto riguarda la scienza che al contrario non si basa affatto sulla fede ma sulla continua ricerca e dimostrazione di teorie.
Invece concordo sulla religiosità innata che però, temo, sia su di un piano decisamente diverso rispetto la fede e va a colmare quelle che sono tutte domande senza risposta che ogni individuo si pone e che abbracciano un ampio spettro di ipotesi che vanno dalle più razionali alle più fantasiose possibili, spesso legate anche al grado di conoscenza dei singoli.
In definitiva un uomo primitivo o poco istruito tenderà più facilmente, riguardo certi fenomeni, a trovare una spiegazione irrazionale rispetto a chi magari, quei fenomeni li ha studiati e compresi per ciò che sono.
Insomma, oggi troverei difficile (ma non impossibile…vedi terrapiattisti!) che qualcuno identifichi un dio in un tuono o in un vulcano mentre, è indubbio che, la maggior parte delle fedi, sono nate migliaia di anni fa seguendo proprio quelle logiche e via via, sono poi state usate a supporto dei vari poteri per “incanalare” il popolo.
Detto ciò, nonostante il mio ateismo trovo molto rispetto per ciò che chiamiamo religiosità mentre, non riesco a trovarlo quando questa diventa religione.

Elena: Diciamo che non concordo su molti aspetti del tuo discorso e trovo delle inesattezze, ma non credo che tu sia disposto a cambiare idea. Sei ateo convinto e buon per te. Ognuno vive la sua vita come può, da povero diavolo.

15 risposte a "Commenti interessanti"

  1. Con filosofi e teologi, è molto difficile entrare in discussione. ma il soggetto è padroneggiato. La cosa buona per gli spettatori è che arricchiamo i concetti trasmessi. Ciò dà più valore al tuo blog. Buon per te

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  2. Mi accodo all’interessante discussione. Per me la fede è molto di più che fiducia illimitata. Se così fosse io mi riterrei il primo fra gli atei e la mia stessa esistenza perderebbe di significato. Per me infatti si può parlare di futuro solo in un contesto d’eternità, altrimenti nell’ambito del finito noi tutti saremmo dei non vivi! Ma ritorno sulla fede: essa per me è idea grandiosa che si IMPONE all’intelligenza umana, è l’idea di un Dio così perfetto da far coincidere essenza ed esistenza come affermava Sant’Agostino

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