Opinione

Mi domando e Dio

Leggo tante belle poesie, liriche, racconti che parlando di Dio.

Un Dio buono che ama gli uomini al punto da lasciar loro il famoso “libero arbitrio”, e loro cosa ne fanno? Lo usano per autodistruggersi.

Poi mi domando come mai questo libero arbitrio non è stato distribuito equamente, come mai i popoli di certi villaggi sperduti in Uganda o Sudan non l’hanno mai sentito nominare. Argomento ovvio e banale, ma nessuno sa rispondere…ah no c’è qualcuno che li ritiene fortunati perché a loro è riservato il regno dei cieli.

E chissà quanto ragazzini col culo rotto dai preti cattolici aspettano con ansia di schiattare per volare direttamente tra le braccia di San Pietro, ammesso che non abbiano avuto un orgasmo mentre venivano sodomizzati, altrimenti non vale.

C’è il Dio Islamico Allah, non lo conosco purtroppo, ma sembra che ultimamente la via più breve per raggiungerlo sia imbottirsi di tritolo e farsi esplodere in un posto pieno di infedeli di qualunque ceto, razza, estrazione, età ecc. ecc.

Anche in questo caso credo che sia sempre colpa del libero arbitrio concesso ai fedeli a creare qualche equivoco.

Ho conosciuto i Buddisti, li ho frequentati per un po’. Ho tentato di capirci qualcosa, ho letto il Sutra del Loto, ho recitato Nam-myoho-renge-kyo alle loro riunioni e anche a casa da sola.

Devo aver sbagliato qualche passaggio perché ogni volta mi addormentavo.

I testimoni di Geova sono parecchio diffusi. Capita spesso di incontrare qualcuno che cerca di piazzarti in mano un giornaletto chiamato Torre di Guardia.

Sono contrari alle trasfusioni di sangue alla donazione degli organi ed altre pratiche salvavita perché Geova lo proibisce.

Come tutti i fedeli accettano con serena rassegnazione di lasciar morire un proprio caro, piuttosto che contraddire la parola del loro Dio.

Mi è capitato di vedere intere famiglie devote e, se tutti sono d’accordo, non sembra esistano problemi, regna l’armonia e la serenità.

Il dramma sorge quando un membro della comunità o famiglia si ribella e decide di dissociarsi. In questo caso viene messo al bando, emarginato ed escluso da tutti in primo luogo dalla sua stessa famiglia, di questo ho testimonianze dirette.

Anche qui le mie perplessità sono proprio tante.

Evito di addentrarmi in religioni meno conosciute, nelle sette, nelle congreghe diffuse in modo tanto capillare da dover consultare l’enciclopedia per avere una vaga idea di quante sono.

Io sono cattolica perché ci sono nata e sono stata battezzata.

Non ho mai praticato e ancora non so se credo nel Dio che mi è stato assegnato per nascita.

Non lo so perché in primo luogo non sento la fede dentro me, e la fede penso debba esserci e basta non è possibile inventarla.

Non lo so perché non mi sento di escludere a priori qualcosa che non conosco e non ho mai sentito né vicino né lontano.

L’unico Dio che posso supporre che esista è quando mi chiedo chi è stato a inventarsi un posto così bello come la terra.

Mi piacerebbe trovare una qualche fede da qualche parte, una fede qualunque anche piccola, una fedina modesta senza pretese, tanto da poter tirare avanti senza farmi troppe domande.

Io ci provo, la volontà la metto, ma la metto veramente, però non ci riesco proprio.

Forse è la fede che non mi ritiene degna di possederla.

Cari amici credenti, che scrivete tanto bene e tanto bello di fede e di Dio, avete voglia di spiegarmi che cosa vi ha convito?

Chiedo scusa anticipatamente se qualcuno si sente ferito da ciò che ho esposto, però la mia ignoranza su questo argomento è molto vasta perciò vi prego di perdonarmi.

Desidero solo capire che cosa rende così serene tante persone nonostante tutte le brutture che vediamo ogni giorno: io da sola non ne sono capace.

69 risposte a "Mi domando e Dio"

  1. Se pensi che la serenitá sia data dalla apparenza..la Soka Gakkai non è proprio buddhismo…tutti nei momenti di difficoltà cerchiamo appigli in sicurezze e regole. Tu con occhio pulito vedi le schifezze umane e con il libero arbitrio scegli di non appartenerVi e di seguire in libertà la religiosità del tuo giusto interiore? Faticosissssimo… Every man and woman is a Star 😎

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  2. La fede nella religione come ce la raccontano è una sorte di oppio per esorcizzare la paura della morte, un mistero ben difficile da digerire. Le figure di Cristo, Maometto, Buddha ecc sono spesso provate storicamente, un po’ meno divinamente. Tutte le regole della religione cattolica, a cominciare dai vangeli, sono state scritte molti anni dopo la morte di Cristo (che non è la figura che ci raccontano) e tutto quanto aggiunto nei secoli viene da esseri umani come me e come te. Poi l’uomo ha bisogno di simboli, ma basta pensare che toccare, inginocchiarsi davanti a una statua di un santo non è diverso che fare la danza della pioggia intorno a un totem. Del resto i cosiddetti miracoli fanno il paio con le guarigioni inspiegabili che si riscontrano anche in medicina, ancora a nessuno è cresciuto un braccio che mancava. Sulle apparizioni della Madonna stenderei un velo pietoso

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  3. Guarda, è tutto molto semplice: gli dei non esistono, se li sono inventati gli esseri umani per dare risposte assurde a domande che non avevano risposta.
    Le religioni sono nate nel momento in cui un furbetto ha incontrato un credulone.
    Se vai a leggerti la storia di come si è evoluto l’essere umano ti accorgerai che ho ragione. Tutte le religioni sono nate e si sono evolute allo stesso modo, alcune si sono bloccate in un certo periodo, altre hanno continuato a mutare e non dimentichiamoci che una volta le religioni governavano i popoli, alcune, teocrazie lo sono ancora.
    L’essere umano è l’unico fra gli animali che ha bisogno di credere in qualche cosa per poter sopravvivere e ci sono quelli che approfittano di ciò.

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    1. Per quanto riguarda me stessa io credo che si nasce, si cresce, si vive, ci si riproduce e si muore. Mi piace la vita, ho preso dai vari saggi del passato alcune regole di vita, indipendentemente da che religione, filosofia o epoca queste “sagge regole” appartenessero. Rispetto le credenze altrui, purché non pretendano di imporle a me. Rispetto la legge della nazione in cui vivo. Il resto importa poco.

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    2. Appunto e, tra le tante cose che mi sono sempre domandata è, ad esempio, come mai le apparizioni della Madonna le hanno solamente i credenti e non persone come noi o popoli che non conoscono alcuna religione. Insomma, se la Madonna appare, non dovrebbe farlo soltanto con chi ci crede anzi, a maggior ragione dovrebbe apparire ai non credenti. Questa storia di avere fede cieca a me non è mai andata giù.

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      1. Conosco bene una persona che ogni tanto vede angeli, fantasmi, quant’altro. Ho scoperto che, spesso, fa pratiche di digiuno. Ho detto ai familiari (miei parenti) di controllare che mangi a sufficienza, di sicuro non avrà più visioni “mistiche”. Le storie dei santi sono piene di esaltazioni mistiche e fanatiche che andrebbero riviste con gli occhi della scienza attuale. Gli esaltati di oggi andrebbero controllati meglio, sia dal punto di vista medico che da quello del fisco.
        Le chiese, di qualsiasi religione, hanno tutto il vantaggio di approfittare del dolore, della paura, dell’ignoranza, dell’angoscia delle persone che cercano risposte dove risposte non ce ne sono.
        Ricordo la risposta di un prete ad una madre che chiedeva spiegazioni sulla malattia grave capitata a suo figlio. Le disse che dio puniva i buoni per convertire i cattivi, che attirava a sé le anime buone perché fossero di esempio agli altri. Sarebbe come se io picchiassi mio figlio innocente per le colpe di un altro figlio.
        Una demenza bella e buona.

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  4. Voglio citare solo una frase che ho trovato tempo fa e che sento molto mia:
    L’uomo è la specie più folle: venera un dio invisibile e distrugge una natura visibile. Senza rendersi conto che la natura che sta distruggendo è quel dio che sta venerando.

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      1. Si, è molto vicina al mio concetto di religiosità dove se proprio si vuol vedere un dio o un concetto similare allora è la natura, l’evoluzione e la materia stessa ciò a cui bisogna guardare e dato che noi in quanto materia ne siamo parte integrante quel dio che tanti cercano ovunque in realtà è dentro di noi, intorno a noi ovvero dio siamo noi stessi come lo è tutto il resto. Troppo semplice…troppo banale forse ma almeno è qualcosa di tangibile…

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  5. Per me la cosa più vicina al concetto di Dio è il destino: secondo me tutto è predestinato, e siamo come in un grande Truman Show °_°
    E in ciò c’è comunque il percorso personale (che tanto se è predestinato ma non sappiamo come, è come se non lo fosse, e prevede quindi i nostri sforzi e azioni ecc), le due cose non cozzano…
    Ho fatto la sintesi della sintesi estrema 😀

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  6. Dunque in buona sostanza il dilemma è se esista un Dio e, altro dilemma non meno importante, in che modo esercita il suo potere. Poiché, a quanto pare, consente un libero arbitrio e una vita “bella” ad alcuni, negandola ad altri, magari facendoli soccombere ai primi. Ovvero supremazia garantita al prepotente, a chi è forte. Debacle garantita a chi è debole e indifeso.

    Inconfutabilmente la mia di vita è ben diversa da un ugandese o keniota medio e, dunque, al netto di ogni considerazione di tipo depressivo o pessimistica o disfattista (mutuando un termine caro a qualcuno) non posso e non debbo lamentarmi nel modo più assoluto poiché di certo c’è un mio fratello dell’Uganda o dell’Alto Volta che venderebbe anche la madre pur di fare a cambio con la mia di vita. E che, verosimilmente, è disposto ad appigliarsi a qualsiasi cosa pur di mantenere la speranza di affrancarsi. Così come io sono disposto ad appigliarmici in caso, per esempio, di un accidente morboso minaccioso.

    Ovvero più si è disperati più ci si inventa un’entità in cui affidare ciecamente le sorti del proprio destino, persino quando è francamente negativo. Cioè si dà una spiegazione logica anche alle punizioni. Elemento fondamentale della religione cattolica strettamente associato al senso di colpa, e del peccato. Dogmi dai quali non si transige, ma sempre in modo squilibrato: tant’è che i peggiori criminali sono religiosissimi e protettissimi. Senza dimenticare, naturalmente, l’elemento, altrettanto basilare, del miracolo: cioè dell’evento che premia l’estrema esasperazione della speranza. Insomma il massimo della disperazione.

    Su quel che non conosco non mi pronuncio, poiché tutto è possibile. Perciò rimango anche io nel limbo di coloro che si angustiano nei dubbi. Di certo però qualcosa non quadra di fronte alle sperequazioni continuate e sempre dalla stessa parte. Ovvero anche io potrei essere Dio se riuscissi a fare a meno della materialità, dell’egoismo e della complicità e, spada in pugno, combattessi tutte le ingiustizie di questo mondo, acciocché più nessuno muoia per fame o ingiustizia.

    Lo so, sono stato prolisso e confusionario. Ma tant’è, questo sentivo di scrivere

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  7. Non so davvero che cosa rende così serene tante persone.
    Io la vedo così. Se il grande capo esiste non potremmo mai saperlo, perchè per definizione è infinito e noi finiti, quindi si potrebbe vedere riflesso nella Natura o nella compassione o in qualsiasi atto o pensiero, in ogni animale, nelle persone un pò meno.
    La fede è un proverbiale paracadute indossato nella vita per paura della morte o peggio della vita stessa.
    O almeno lo pensano. Io vado senza paracadute.
    E credo a modo mio. Che tutto quello che esiste ed è esistito è il grande capo.
    E’ impossibile avere la certezza, come in tutto.
    Ma la serenità non deve essere andare in modalità zombie, ma entrare nella vita e capire, quando possibile.
    Essere qui è già un miracolo, no? 🙂

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  8. Non ho risposte e anche io ho molte perplessità, ma il problema penso siano sempre la cultura e le persone. Figurati che per certe religioni dovrei già essere stata decapitata da un pezzo, ma dipende sempre dai singoli individui. A me spaventa parecchio quando la gente smette di pensare con la propria testa.. e mi dispiace quando vedo persone deboli farsi condizionare molto indipendentemente dal credo..

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  9. Vai, ci dai una riflessione teologica molto critica. Pensare e ripensare alla nostra fede. C’è un canale aperto per la discussione nel tempo in cui tutto è discusso. Quindi, leggi di più. Non c’è altro. Un buon argomento nella tua scrittura.

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  10. Non c’è nessuna entità suprema a togliere il libero arbitrio alle popolazioni dell’Uganda o del Sudan, è la stessa tirannia umana a negare loro diritti e possibilità di scelta. In questo senso è il libero arbitrio dei pochi a togliere libertà di scelta ai tanti.

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  11. La fede cristiana (cattolica, ortodossa, protestante ecc.) dice che la fede è un dono, una virtù teologale, cioè che ci viene da Dio, insieme alla speranza e alla carità. Quindi uno la fede non se la può dare.
    Io sono molto razionale perciò ciò che mi ha riavvicinato al cattolicesimo sono stati studi teologici condotti per quattro anni e altri due anni di etica. Ho anche studiato un certo numero di encicliche. Ciò non toglie che sia critica, anzi ho gli strumenti razionali per criticare meglio.

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    1. Mi inserisco e faccio una domanda che per me è puro esercizio di logica.Di domande ne ho migliaia a dire il vero ma in questo caso mi soffermo al “dono”.Bene, se è un dono allora si presume che per riceverlo non occorra far nulla o essere preparati quindi che senso ha imporre una appartenenza tramite un battesimo eseguito in età precognitiva? Se questo dio elargisce doni perché non lasciare semplicemente che li dia senza che nessuno venga prima coscritto sulla base sui una appartenenza geografica? Un cinese , un giapponese o un qualunque africano che avrebbero di sbagliato? Ops…no questa è già un’altra domanda…Mi accontento della prima!

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      1. In realtà il battesimo agli inizi del cristianesimo veniva impartito in tarda età perché rimetteva i peccati e ciò avveniva una volta per tutte. Per evitare di nuovo il peccato ci si battezzata quando era difficile fare peccati gravi, cioè da vecchi! Lo stesso Costantino si battezzò in punto di morte. La confessione venne dopo, storicamente. In seguito, elaborando il concetto che senza battesimo non si andava in paradiso si cominciò a battezzare i neonati i quali avrebbero confermato la loro adesione con la Cresima, detta anche Sacramento della Confirmazione.

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      2. Si, tutto ciò lo so e del resto il battesimo in realtà nasce in ambito ebraico come (semplifico) scelta di appartenenza ma il cristianesimo prima ed il cattolicesimo poi ne hanno successivamente stravolto il significato e le implicazioni.Ma, chiarito ciò che è più storia che altro, resta la domanda: se la fede è un dono allora perché ad alcuni il dono è destinato ed ad altri no?Razzismo teocratico?E se questo dio fa dei doni ad alcuni ed ignora altri perché ci si aspetta che questi ultimi dovrebbero credergli/amarlo/rispettarlo? È come se uno entrasse in un asilo e prendesse 4 bimbi e dicesse: vi faccio un regalo…gli altri ovviamente ci resterebbero male no? E di questo adulto che fa i doni non credo che nessuno potrebbe dire che si è comportato bene…a parte i 4! Insomma sta cosa del dono, come si gira si gira a rigor di logica( un po’ come tutto il resto direi!)a me pare che non stia in piedi!

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      3. Fede è equivalente di fiducia, cioè di affidamento. Non per niente il Credo è detto Atto di fede. Beati coloro che crederanno senza aver visto. Ora questa fede è suscitata dall’annuncio e dalla prima evangelizzazione. Alcuni non riescono a credere come San Tommaso che ebbe bisogno della prova della Resurrezione. Capisco che possa sembrare strana questa storia del dono che è frutto di riflessione teologica, ma se lo poniamo sul piano umano ci sono persone capaci di fidarsi è altre hanno bisogno di prove. Del resto di atti di fede ne facciamo tanti, per esempio nella scienza: ci fidiamo di quello che la comunità scientifica ci dice. Secondo te i doni dello Spirito Santo sono solo sette o i frutti dello Spirito sono dieci? Sette i vizi capitali? La teologia la fanno gli uomini e questa si è costruita in duemila anni. Gli antropologi dicono che l’uomo possiede una religiosità innata, un’apertura all’infinito ed è questo che ha generato tanti credi e religioni. La storicità di Gesù è certa, uno può credere o non credere che sia il figlio di Dio ma il suo messaggio è di amore, pace e fratellanza, il resto è una costruzione umana, bisogno di comprendere, sistematicizzare e ricondurre a schemi di comprensione. I simbolismi come possono essere i sacramenti stessi e le varie forme rituali sono processi culturali, rendere visibili concetti astratti. Come ho detto nel commento da cui hai preso spunto, ho studiato teologia ma sono una persona assolutamente razionale perciò ciò che è costruzione umana non ho problemi a farne una critica costruttiva. Come sociologa ne analizzo gli aspetti socio-antropologici.

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      4. Sulla storicità avrei da dire tanto ma sorvolo perchè rischiamo di dilungarci ed andare fuori tema! Comprendo l’atto di fede però resta sempre il fatto che posta così la cosa rimane sempre come un qualcosa di soggettivo e non oggettivo quindi, mi fa strano che un dio che dovrebbe essere universalmente lo stesso per tutti lasci ai singoli( e quindi alle varie fedi) il compito di essere…”cercato”. Cosa invece differente per quanto riguarda la scienza che al contrario non si basa affatto sulla fede ma sulla continua ricerca e dimostrazione di teorie. Invece concordo sulla religiosità innata che però, temo, sia su di un piano decisamente diverso rispetto la fede e va a colmare quelle che sono tutte domande senza risposta che ogni individuo si pone e che abbracciano un ampio spettro di ipotesi che vanno dalle più razionali alle più fantasiose possibili, spesso legate anche al grado di conoscenza dei singoli. In definitiva un uomo primitivo o poco istruito tenderà più facilmente, riguardo certi fenomeni, a trovare una spiegazione irrazionale rispetto a chi magari, quei fenomeni li ha studiati e compresi per ciò che sono. Insomma, oggi troverei difficile (ma non impossibile…vedi terrapiattisti!) che qualcuno identifichi un dio in un tuono o in un vulcano mentre, è indubbio che, la maggior parte delle fedi, sono nate migliaia di anni fa seguendo proprio quelle logiche e via via, sono poi state usate a supporto dei vari poteri per “incanalare” il popolo. Detto ciò, nonostante il mio ateismo trovo molto rispetto per ciò che chiamiamo religiosità mentre, non riesco a trovarlo quando questa diventa religione.

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      5. Beh, non è esatto che non sono disposto a cambiare idea! Diciamo che qualora, a morte avvenuta, mi trovassi al cospetto di Manitù o Giove o qualsiasi altro supremo sarò felice di prenderne atto! Non so se rarà felice lui però nel sentire le migliaia di domande che in quel caso farei! In attesa dell’evento ineluttabile diciamo che me la vivo da povero diavolo cercando quanto più è possibile di non nuocere a niente e nessuno e questo, al di la del “principale” che eventualmente troverò, non credo sia cosa di poco conto e qualsiasi giuria ne dovrà pur tener conto! O no? 😀

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      6. Se vivi una vita buona sarai il primo ad accedere al cospetto dell’Ente supremo, chiunque si rivelerà essere. Gesù disse a chi si sentiva tanto perfetto e santo, ma lo era a chiacchiere: “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio”.

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      7. Ah no, non mi sento ne perfetto ne santo però credo che ci sia di sicuro tanta gente che, quella si recita dei copioni, ma in realtà è molto peggio di me!

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      8. E veramente la flora batterica intestinale è fondamentale per la nostra vita! Il guaio è che ogni tanto tra quelli buoni si infiltrano dei terroristi cattivi! 😀

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  12. Ciaooooo.
    Come la vedo io : la fede è un dono. Il dono di vedere oltre.
    Oltre le brutture. Oltre tutto.
    Ma ce l’hai o non ce l’hai….prova a guardare oltre e vedere se vedi.
    Così scopri se hai ricevuto questo dono🙏❤
    Discorso religione così sdrammatizziamo anche…..perché secondo me è necessario, hai provato con i testimoni di La Spezia????😂😂😷😷😷
    💋💋💋💋p.s. scusa la stupid….ezza ma il cioccolato fondente mi sta dando alla testa

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