Diritti d'autore · Opinione · qualche pezzo di me

Febbraio 2019

La luce è accecante. Succede sempre dopo tanti giorni di buio invernale, quando arriva il sole abbaglia e dà fastidio. Con la neve che riflette il bagliore l’effetto si moltiplica e gli occhi soffrono.

Per uscire servono gli occhiali scuri, bisogna attenuare questa luminosità così invadente.

Eppure nei giorni scorsi invocavamo sole luce e calore. Il calore non è arrivato, ma il sole e la luce sì.
Tuttavia io non riesco ad apprezzarla, mi piace che non nevichi più e non piova, ma tutta questa luce a che cosa serve?

A vedere meglio? Non credo.

A mettere allegria? Forse per qualcuno.

La contrapposizione tra luce e buio, tra chiaro e scuro, giorno e notte l’ho sempre sentita profondamente dentro me. Succede a chiunque lo so.

Come tante persone che vivono in modo dissociato, anch’io sono metà luce e metà buio.

Queste peculiarità sarebbero un grande privilegio se riuscissero a starmi dentro in armonia tra loro, invece non sono facilmente governabili e rendono la vita difficile.

Riuscire ad utilizzarle nel modo appropriato quando serve una o l’altra porterebbe vantaggi interessanti. Riflessione ovvia, ma d’obbligo.

Poiché sono convinta che possedere la prerogativa di essere poliedrici, variegati, versatili, eclettici, – insomma complessi – sia un vantaggio, da tutta la vita inseguo la capacità di imparare ad usare positivamente queste caratteristiche. Purtroppo ci riesco raramente in modo davvero efficace, qualche volta in modo maldestro, spesso con effetti poco rassicuranti.

Per la maggior parte del mio tempo di veglia e dormiveglia (non dormo mai profondamente) questi chiaro scuri si alternano a loro piacimento facendomi rimbalzare come una pallina di gomma da una parete all’altra della vita, lacerandomi con profondi ematomi che ormai non vedo nemmeno più.

Ad essere sincera ho una lieve predilezione per la mia parte oscura, però la porzione luminosa è più utile nella vita quotidiana.

Il fatto che asserisca questo indica una certa dimestichezza nell’uso delle due specialità, ma come detto prima non è facile.

Adesso mi trovo nella zona oscura.

Quando cado tenebre riesco a far uscire pensieri eccellenti dal punto di vista dell’originalità, ma a volte sono talmente in danno che prego un nessuno qualunque di venirmi a salvare.

Quando m’illumino vedo il bello che riesco a spargere intorno a me, ma non per me.

So che non uscirò mai da questo modo di essere perché, altrimenti, sarei qualcun altro e non me stessa.

Sono quindi destinata a vivere up & down continui.

Probabilmente fossi diversa mi annoierei a morte.

In fondo la cosa importante è non trovarsi in un grigio statico uniforme e totale che appiattisce ed avvilisce chiunque sia costretto a portarselo dentro.

13 risposte a "Febbraio 2019"

  1. beh in fondo che gusto ci sarebbe a vedere il mare sempre piatto…meglio passare dai marosi al mosso prima della quiete che preannuncia altro mutamento…e così luce e oscurità, allegria e malinconia. Gli opposti che si scontrano e alternano in continuazione e via così, tanto per ritrovarci vivi 🙂

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  2. Che belle le tue considerazioni *_* Mi ci ritrovo in molte cose…
    E anche a me dà fastidio la luce accecante, ieri avevo un sole negli occhi verso le 16 che quasi mi girava la testa da come mi faceva vedere luci ed ombre nette °_°
    Poi almeno qui c’era un caldo insopportabile, avevo il piumino e stavo impazzendo xD

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