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25 grammi di felicità

“25 grammi di felicità” è il titolo di un libro di cui ho sentito parlare recentemente. L’autore è il Dottor Massimo Vacchetta che è anche responsabile del Centro recupero Ricci “La Ninna” sezione distaccata del Centro recupero animali selvatici

Il Dottor Vacchetta, nella pagina FB che potete visitare cliccando sull’immagine sopra, ha scritto questa breve nota esplicativa:

“Il riccio è un mammifero selvatico, pertanto non deve essere tenuto in casa come animale domestico. Molti ricci, oltre che in campagna e nei boschi, vivono nei giardini e nei parchi cittadini vicino alle nostre abitazioni. Per questo motivo è facile imbattersi in ricci feriti, affamati o cuccioli rimasti soli. E’ quindi importante, se si vuole prestare aiuto ad un riccio in difficoltà, sapere come comportarsi. In questa pagina troverai nozioni di primo soccorso, curiosità e saremo a disposizione per ogni tua segnalazione o domanda. Per aiutare, curare e salvaguardare queste creature adorabili e utili, abbiamo un Centro Recupero Ricci a Novello, nelle Langhe in Piemonte in provincia di Cuneo e possiamo contare sull’aiuto prezioso di volontari che ospitano i ricci riabilitati in attesa del loro ritorno in natura. Questo è il nostro scopo: dare la possibilità ad animali indifesi e in difficoltà di poter essere nuovamente liberi… I nostri contatti: tel 337 352301 – ninnaeisuoiamici@libero.it”

Nell’intervista che ho ascoltato a Radio deejay, oltre a raccontare i motivi che lo hanno spinto ad occuparsi dei nostri amici ricci, Massimo Vacchetta afferma che i ricci esistevano già sulla terra all’epoca dei dinosauri e adesso rischiano l’estinzione a causa del solito noto: l’uomo.

15 risposte a "25 grammi di felicità"

  1. C’è stato un periodo in cui una famiglia di ricci abitò nel nostro giardino.
    Ultimamente non ne ho più visti in giro. Però mi è stato detto che nelle nostre campagne ancora se ne trovano.
    Lo sapevi che quando ero piccola io, c’era della gente che i ricci li catturava per mangiarseli? Erano considerati una prelibatezza !!! (Va beh, magari erano anche quelli che si mangiavano pure i gatti…)

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      1. Purtroppo non si trattava di fame ma di presunte caratteristiche particolari dell’animale che gli venivano attribuite da questi individui. Quando ero piccola avevo una gatta pezzata che era arrivata all’età di 21 anni. Era tanto forte e aggressiva da farmi quasi paura. Un giorno sparì e mi convinsero che fosse andata a morire in qualche buco, come fanno spesso gli animali alla fine della loro vita. Dopo qualche tempo, un nostro vicino di casa raccontò a mio padre di aver catturato e mangiato un gatto che era molto coriaceo e gli fece vedere la pelle: era la nostra gatta. Ebbene, quel tizio era benestante, ma mangiava a volte dei gatti assecondando una sua strana convinzione che non ho mai avuto occasione di chiedergli, anche perché gli giravo alla larga sentendo il desiderio, quando lo incontravo, di dargli una botta in testa.

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  2. Sir Baldrick e Lady Gwendolyn abitano il mio giardinetto cittadino, ogni primavera arrivano 😋😁
    Amano acqua e croccantini per mici, sono voraci e assolutamente meravigliosi 😍🤗
    Il mio terrore è che muoiano schiacciati dalle auto!
    Buon Natale 🌲💕
    Sid

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