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Recupero da cestino

Una delle tante considerazioni che ho scritto e poi buttato nel cestino.
“Una simbolica lacrima ha manifestato il mio dispiacere mentre ascoltavo notizie riguardanti il nostro paese: la bellissima Italia come una povera creatura ferita a morte con tanti cannibali che la stanno smembrando voracemente. Mi domando quanto ci sia ancora da masticare poiché, tra divoratori esterni e autocannibalismo, da anni ci stanno mangiando da ogni parte, e quanto ancora resisteremo, e che sarà di questa penisola così ricca di attrattive da richiamare ammiratori in ogni parte del mondo.
Non s’è ancora spenta l’eco dell’esclusione dai mondiali di calcio che l’Europa ci propina la beffa del sorteggio con la monetina per scegliere la città ospitante l’Agenzia europea del farmaco. Certo non è che il governo italiano abbia fatto molto per guadagnarsi la stima degli altri stati, così il bel paese continua la sua corsa verso una voragine dalla quale non si sa come uscirà. Essendo io una semplice osservatrice esperta del nulla, evito giudizi ma non riesco ad eludere il pensiero che essendo i nostri eroi preferiti i vip del Grande Fratello o i malviventi di Gomorra, un po’ ce le siamo guadagnate le disavventure in cui naufraghiamo senza salvagente”.
La mia profonda ignoranza su questi temi m’induce a trattarli soltanto in superficie, ma in ogni caso ne resto toccata, se volete leggere considerazioni più edotte ed approfondite vi propongo questo articolo di Anna Lombroso per Il Simplicissimus

21 thoughts on “Recupero da cestino

  1. Mi pare evidente che la monetina sia stata eterodiretta.
    Di fronte all’eventualità di perdere più della metà del personale in quanto indisponibile a trasferirsi a Milano, è capitato “casualmente” che la scelta cadesse su Amsterdam, dove solamente il 20% del personale attuale ha intenzione di non trasferirsi.
    E come dar loro torto?
    Anche se il costo della vita della capitale olandese è leggermente più alto di quello di Milano, fattore non decisivo per delle persone che dispongono di stipendi abbastanza sostanziosi, a favore di Amsterdam gioca la maggior vivibilità e la presenza di servizi migliori.
    E non parlo solamente di trasporto pubblico (Amsterdam settima in Europa, Milano dodicesima), ma anche di scuole (triste capitolo italiano, e con la Fedeli poi…), di eilizia convenzionata, di servizi per la famiglia, di verde, ecc.
    Mettetevi nei panni di una famiglia di ricercatori con bimbi piccoli. Da noi è un problema, come, dove, quando, tutto è complicato, mentre lì (visto con i miei occhi) per esempio la scuola è aperta anche la domenica, come punto di aggregazione, studio, e libertà. E se poi non piove, tutti a fare una bella pedalata in bici, per svago, per andare al lavoro, per trovare gli amici, anche in centro, mentre a Milano e hinterland o muori per investimento o per intossicazione.
    Ahoj

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