Ambiente · Opinione

15 ANNI DOPO IL 2000

Ce l’abbiamo fatta?

Sembra di sì!

Sette giorni senza internet e mi sembrava di essere naufragata su un’isola deserta dentro casa.
Ho approfittato per portare a termine alcune incombenze sospese nel tempo. Intanto ho letto più libri, ma parecchie mie letture provengono spesso dal web quindi mi son mancate anche quelle.
Non guardo mai la tv, ascolto molto la radio ma posso farlo anche rimanendo collegata, stesso discorso vale per la musica che è parte integrante della mia vita.
Mi mancava tutto ciò che ero abituata a trovarmi sotto gli occhi con un clic, informazioni, contatti, controllo della mia triste situazione economica, notizie varie, ecc.
Vero che tutto ciò avrei potuto farlo con un tablet o un telefonino, ma essendo ormai disoccupata da due anni, il mio “lavoro” non remunerato si svolge sempre da casa e, quando lavoravo stipendiata, dall’ufficio, pertanto non sono attrezzata per collegarmi fuori dalle mura domestiche. In ogni modo la comodità non sarebbe la stessa, pertanto questa assenza “essenziale” e prolungata mi ha oltremodo infastidita.

GRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
GRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Innanzitutto perché ho rilevato la già in precedenza malcelata dipendenza da internet e quindi la mia non libertà di muovermi come mi pare e piace, e la tendenza a subire la mancanza di qualcosa/qualcuno; ho sempre detestato le dipendenze.
Ovviamente per tutto il resto, amici, sport, svaghi ecc., la vita s’è svolta normalmente e senza intoppi, è solo la mia quotidianità che ha sbattuto contro la caduta della linea ormai vitale per mezzo mondo.
Stendo un velo pietoso sull’efficienza della Telecom che ho tartassato di telefonate cozzando sempre contro l’operatore xyz ogni volta diverso, ogni volta innocente, ogni volta con una scusa differente pronta a calmare le mie bellicose rimostranze. Certo è che chiederò il rimborso dei giorni di servizio non goduti. Punto e la chiudo qui.
Oltre a svolgere il mio lavoro di scrittrice di belle speranze (ancora tenacemente vive), ho recuperato innumerevoli riflessioni datate, che vagavano latenti dentro le ipotesi di post per il mio blog, come quella che segue.

Sempre in volo
Sempre in volo

Non credo nei predicatori e nei chiaroveggenti, sono molto scettica nei confronti di ciò che è stato scritto secoli fa in linguaggio criptico e che tanti hanno voluto interpretare adeguando le “profezie” ad avvenimenti e fatti salienti della storia umana.
Credo invece in quello che vedo, che sento con le orecchie con l’intuito e l’istinto.
Soprattutto l’istinto che ho imparato ad affinare, per ragioni di sopravvivenza, sino a farlo assomigliare a quello animale.
Non voglio inoltrarmi in discorsi riguardanti lo stato della situazione politica e sulle condizioni di vita mondiali.
Proprio a causa della pratica dei governi e delle varie ragioni di stato vediamo in giro per il mondo guerre, gente che muore di fame, le ricchezze (tante perché la terra è un pianeta ricco e generoso) in mano a pochi a scapito di tanti.
Ma, ripeto, non voglio parlare di politica perché è una parola che non mi piace, non per il suo significato intrinseco, ma per quello che manifesta in ciò che ho scritto sopra.
Quello che mi preoccupa di più e che vedo, sento, e intuisco, come succederà a tanti come me, è il degrado mentale, comportamentale umano, il disinteresse e la totale naturalezza con la quale ormai ci siamo abituati a qualunque genere di nefandezza (per le quali non servono esempi, basta leggere un quotidiano a caso) che ci viene sbattuta sul muso.

Opera dalla mostra "Il pelo nell'uovo" Stresa 2015
Opera dalla mostra “Il pelo nell’uovo” Stresa 2015

Le ragioni hanno migliaia di origini differenti ovviamente, non tutti rubano ammazzano stuprano usurpano per divertimento, qualcuno lo farà per necessità, abitudine o malattia mentale pertanto non serve disquisire su questo.
Il fatto è che ogni minuto che viviamo è costellato da un’ampia scelta di disgrazie e misfatti squisitamente umani.
E’ vero che storia e leggende, nel corso dei secoli, ci hanno fatto conoscere personcine come Erode, Attila, Torquemada, Jack lo squartatore, Hitler, Idi Amin Dada e compagnia bella ma, teoricamente, da prima della nascita di Cristo ad oggi qualche avanzamento positivo (non solo scientifico) l’umanità dovrebbe averlo fatto. A quanto pare non è così, è cambiato solo il modus operandi: ora i neonati si lasciano morire per strada, le epurazioni e i massacri si fanno davanti alle telecamere, stragisti e assassini diventano divi che appassionano il pubblico molto più di film epocali da Via col vento a Harry Potter.

Opera di Gianni Cella - Stresa 2015 "Il pelo nell'uovo"
Gianni Cella – Stresa 2015 “Il pelo nell’uovo”

Altro discorso riguarda la nostra attenzione nei confronti del territorio che circonda il nostro immediato quotidiano, ossia il nostro paese e zone circostanti.
Porto ad esempio una questione che sta massacrando l’opinione pubblica proprio nella circoscrizione del paese dove vivo che interessa migliaia di persone: gli abitanti di tutto l’Oltrepò Paseve terra di vini pregiati, frutteti e splendide colline dove tanti milanesi hanno stabilito il loro “buen retiro”.
In un paese distante pochissimi chilometri dal mio “qualcuno” ha deciso di costruire un inceneritore, che funziona con la pirolisi, per distruggere copertoni. Tecnica che pare sia stata rifiutata da qualunque comune, e sia in uso soltanto in uno sperduto paese del Giappone. La pirolisi creerebbe inquinamento devastante ovunque, perciò in una zona verde privilegiata come la nostra sarebbe addirittura catastrofico sia per l’agricoltura, sia per l’eccellenza dei vini, sia per il turismo. Insomma, come si suol dire “metterebbe in ginocchio” il nostro amato Oltrepò Pavese.

No pirolisi!
No pirolisi!

Ormai da mesi la popolazione si prodiga in proteste e manifestazione anti pirolisi, ma la ditta costruttrice del famigerato impianto sembra non voler desistere anche in forza degli accordi presi (pare) con gli amministratori locali che però si dichiarano innocenti. Come sempre i colpevoli sono fantasmi. Inoltre qualcuno difende strenuamente questa tecnica che, a suo dire, non sarebbe così dannosa come gli indigeni temono.

Stresa 2015
Opera vista a Stresa 2015

Anch’io ovviamente, senza conoscerne la natura, sono contraria alla costruzione dell’impianto. Però ho il tormento di una riflessione che non può essere ignorata: l’inceneritore da qualche parte bisognerà farlo per forza, quindi ce ne liberiamo noi per portar danni altrove?
E’ il solito discorso, lasciamo pure avanzare il progresso purché non faccia danni a casa nostra.
Questo dilemma mi strazia parecchio, come mi straziano altri problemi che dilaniano proprio in questi giorni tante parti di mondo: gli incendi che ogni estate eliminano grandi spazi di flora vitale per il nostro pianeta.
E poi ci sono i segnali che più o meno garbatamente ci manda la natura. E’ vero che uragani, terremoti, tsunami ecc. ci sono sempre stati ma, non mi sembra, in modo frequente come sta succedendo in questi ultimi anni. E’ di sabato scorso il disastro di Firenze!
Milioni di anni or sono si sono estinti i dinosauri, è forse giunto il momento dell’estinzione umana? Non credo…il mio pensiero è che gli umani dovrebbero prendere in considerazione il fatto che tra poco tempo potrebbero accadere uno o più eventi (causati dall’uomo o dalla natura sempre per istigazione umana) che modificheranno profondamente lo stile di vita di chi sopravvivrà.

...

Ma un mio caro amico dice saggiamente che se vogliamo le comodità dobbiamo pagarle a caro prezzo, è la legge dei corsi e dei ricorsi, è successo in passato succederà adesso. Ciò che deve scomparire sparirà, e chi resta dovrà accontentarsi dei “resti” di una società in mutazione/evoluzione continua, ovviamente non sempre positiva.
E intanto Obama dichiara: “Abbiamo solo una casa, abbiamo solo una terra”. Chissà se ci crede veramente…
Perciò cari lettori, teniamoci in contatto e prepariamoci a far tesoro di chi e di quel che resterà al mondo. E lo scrivo sapendo che tanti di voi già lo pensano.
Dopo giorni di silenzio un bell’evapoRpettone ci voleva proprio sul mio blog.

Polpettone Evaporato
Polpettone Evaporato (Immagine gentilmente concessa da Stresa 2015 “Il pelo nell’uovo”)

O No?

😀

7 thoughts on “15 ANNI DOPO IL 2000

    1. E’ vero, però se la scegli è meno dirompente. Invece così, imposta mentre stai facendoti i fatti tuoi dà ancor più fastidio. Grrrrrrrrrrrrrrrrrr. Ho capito perhcé hanno milioni di operatori: in questi giorni li ho chiamati 50 volte al giorno. Se ci fosse sempre lo stesso si suiciderebbe.

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      1. No io sinceramente ci vado per non spendere e per andarmene dal caldo. In realtà sto già concupendo una scheda vodafone per il mio portatile, so che lì vodafone prende bene. Insomma sto pensando alla mia dipendenza e al modo per alimentarla lo stesso u.u

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