Scrittura

UNA RETE PIENA D’AFFETTO

Foschia
Foschia

Oggi è una giornata carica di foschia, perciò voglio stare leggera con la parole.

Oggi rileggo una storia scritta tanto tempo fa per un caro amico, quando il mio nome era Armonia.

“Una rete piena d’affetto”

 Ad Anna non importa nulla del calcio, uno sport troppo sporco di soldi e vanità oltre a essere infarcito di violenza totalmente ingiustificata.
“Non si può ammazzare in nome di un pallone che non è finito nel posto giusto”, dice sempre a Marco che invece è tifoso juventino da fibrillazione e, a ogni discesa in campo della sua amata squadra, fa una mezza malattia.
Tuttavia Anna sa che Marco è un sostenitore sano, perciò osserva con affetto le sofferenze del suo uomo quando si giocano le partite importanti come quella di mercoledì. Per l’occasione lui vedrà l’incontro in casa, solo; lontano da lei che lavora in un’altra città ma vorrebbe tanto rimanergli accanto in questa spinosa circostanza: la squadra da affrontare è assai pericolosa!
Mercoledì 28 maggio ore 20.10
Evvai che ci siamo, finalmente Monaco!
Finale di Champions League: Juventus-Borussia
Pronostici raccolti qua e là per caso.
Un giornalista sportivo: 2-1 per la Juve.
Un d.j. radiofonico: 3-1 per la Juve.
I colleghi di Anna: vince la Juve.
Giornali vari: favorita la Juventus.
Anna: DEVE VINCERE LA JUVENTUS!
Marco: battito cardiaco 200, pressione 300/150. Seduto in punta di poltrona, una mano sulle palle, l’altra con le dita in mezzo ai denti stringe un’asta di ferro, capelli arruffati per l’eccitazione.
Inizio ore 20,30 in punto e Anna decide di guardare la partita per condividere le pene del suo amore. Purtroppo la sfida si conclude a favore degli stranieri, i tifosi italiani sono in lutto, e lei mortificata scrive a Marco per non lasciarlo solo con il suo dolore.
– Caro Marco, sono dispiaciuta per come è andata la partita. So di non poter far nulla per dissipare la tua amarezza, ma voglio tu sappia che ero con te mentre soffrivi. Anch’io ho visto la partita e ho trascorso così il tempo dell’incontro.
“Intanto cerchiamo di capire chi sono “loro” e chi siamo “noi”.
Bene: stabilito che quelli della Juve hanno la divisa blu.
L’arbitro (dicono il più famoso del mondo) a me sembra uno psicopatico.
202 paesi collegati. 500 milioni di spettatori (+ 1 non previsto: la sottoscritta).
Partiti! Primi momenti di rimbalzi e passaggi, subito “noi” all’attacco. Iniziamo col piede giusto, bravi! Decisi e determinati, è così che sia fa. Poi si sa: chi ben comincia è a metà dell’opera, perciò abbiamo già mezzo vinto. Ehehhe…
Bobo Vieri ha fatto un goal, anzi no, il pallone è andato all’esterno della rete. Siamo al 7° minuto.
Già tre occasioni per la Juve. Nessuna portata a buon fine. Non importa, siamo emotivamente superiori si vede dalla sicurezza con la quale ci muoviamo. E’ chiaro che siamo noi nella pelle del leone.
E no! Adesso stiamo perdendo troppe palle, non va mica bene.
Uffa, devo bere, l’emozione mi fa venire la bocca di cartone.
…Non bastava l’ansia che ho per i fatti miei, adesso mi coglie anche l’empatico stress da partita, roba da matti.
Bell’incontro comunque, e adesso domina la Juve a centrocampo.
…Chi è quel morettone in maglia gialla…vedere…Paulo Sousa (non garantisco sulla correttezza dei nomi), sembrerebbe carino, visto da lontano. Beh, levati dai piedi Sousa, stai giocando troppo bene per i miei gusti.
Ecco la palla è ancora nostra e…ma dai non fartela portar via così.
Ocio, ocio, ocio…Occhioooo che si stanno avvicinando troppoooooo!
NOOOOOO! Al 28° il Borussia in vantaggio…
Ma che polli, non è possibile. Quello lì: Riedle, Riedle glielo ha picchiato dentro di petto, maledetto!
Bello però, gran bel goal, niente da dire. Onore al merito, noi siamo gente onesta!
Però adesso bisogna darsi una mossa ragazzi, altrimenti mi arrabbio. Non vorrete mica dare un dispiacere al mio amore eh?
Forza, dai. E’ stata una svista, ma c’è tutto il tempo per rimediare e stravincere.
Dai fai vedere chi sei. Fai vedere che sei LA SIGNORA DEL CALCIO!
Oh, ma che fate. Ve la lascate portare via così. Reazione, uomini, reazione! Forza, accidenti mi sentite? Muovete ‘ste gambe, portate la palla di là. Di là, non di quaaaaaaa!
Ancora, siete ancora in zona rischio.
Via, via, portate via da lì quella palla, daiiii!
…2 a 0…non ho parole, ANCORA RIEDLE.
Mi vien da piangere.
Ora cambio canale perché non oso immaginare quanto dolore avvolga il mio Marco.
Rai 1 film deprimente.
Rai 2 lasciamo perdere.
Rai 3 soprassediamo.
Italia 1 tentativo di film con Ambra (panico).
Rete 4 film del 1958, in prima serata…
Tutti tranquilli, i responsabili dei palinsesti Tv, che l’Italia sarebbe stata sintonizzata su Canale 5: TV DEL DOLORE, per il momento.
Accidenti, ma che sfortuna, anche un palo, non è possibile!
No ragazzi, non ci siamo.
43° Minuto goal annullato. Ci mancava!
Vabbè ho capito, quando non gira…ne ho già viste di partite così. Però non bisogna mollare, il Borussia potrebbe avere un crollo (speriamo).
Commenti, dementi, di menti sui perdenti.
Secondo me, secondo te, giocare a tre punte, dove metteresti Del Piero…ma smettila. Io non ne capisco, però secondo me è solo questione di CULO!
FINE DEL PRIMO TEMPO
Silenzio
Pubblicità: Non importa che tu sia leone o gazzella, comincia a correre!
Allora leoni correte e battetela ‘sta rete! I leoni sono quelli della Juve naturalmente eh…
SECONDO TEMPO
Silenzio, silenzio, silenzio. Ora il gioco è nettamente in mano all’avversario.
Sousa mi stai sullo stomaco, Riedle ti detesto, silenzio.
Non guardo, dai non guardo perché ho i crampi allo stomaco.
Ecco Del Piero, Del Piero, Alessandro del Pierooooo è andato a rete!
DEL PIERO HA FATTO UN GOAL! grande, grandissimo, immenso Del Piero. La magia di Del Piero!
Ecco adesso avete rotto il ghiaccio, è il momento della riscossa. Ho fiducia in voi, non deludetemi per favore e non deludete il mio amore.
Silenzio, sofferenza, silenzio, affanno, silenzio, inquietudine, silenzio trepidazione, silenzio.
Si palleggia, si cazzeggia. Inconcludenti.
La palla al piede dell’avversario e “noi” con le palle di piombo alle caviglie.
PAURA!
TERRORE!
ORRORE!
3 a 1
Inconcludenti e perdenti.
Silenzio…
C’è ancora un po’ di tempo. Leone alza la criniera, non dormire.
Ancora una manciata di minuti, minuti che possono ribaltare le sorti dell’umanità che tifa Juventus. Da popolo in lutto a popolo gaudente.
Silenzio…
Manca poco.
Tre minuti, si può ancora fare.
Due minuti, almeno un pareggio.
Un minuto, in un minuto ci può stare il pareggio?
No eh…
No, non ci sta proprio più niente, ormai.
Silenzio e rassegnazione. Inutile piangere sul latte versato.
Ha vinto la gazzella, era talmente impaurita che ha cominciato a correre e non s’è fermata più.
E il leone? Questa sera è rimasto a bocca aperta addentando l’aria, ma sono certa che non morirà di fame”
E tu amore mio? Questa sera avevi fame di goal. Io posso tirarti solo un pallone carico di baci, che non sarà un tiro con un goal d’effetto, ma una rete piena d’affetto!
Anna tua…

Giovedì 29 maggio

Anna cara, sono stato malissimo è vero. Poi ti ho letta.

Io, in questa camera trasformata in curva furiosa, a patire.
Tu, lì, a commentare scrivendo.
Comunque insieme.
Capire che se l’amore è condivisione, non è detto che si debbano condividere interessi o eventi la cui importanza è in sincro.
Credo sia stato uno degli atti d’amore più intensi che qualcuno mi abbia donato.
Originalità e invenzione nella cronaca, telepatiche supposizioni sui miei stati d’animo.
Non dimenticherò mai questo messaggio, grazie Anna.
Ti bacio, Marco.

Intrecci sul cuore
Intrecci sul cuore

3 thoughts on “UNA RETE PIENA D’AFFETTO

  1. Ciao Eva, Poverini arbitri che sono sempre in colpi. Sebbene l’arbitro della tua storia non fosse ne solo in colpa, e che è stato anche psicopatico. Ho letto la storia e che stato veramente divertente è interessante. Bellissimo scritto!
    Ciao, M.H.

    Mi piace

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