Lifestyle · Opinione

A BUON FRA-INTENDITOR…

Non bastano infinite parole.

Se dovessi basarmi sulla qualità e quantità dei commenti che ricevo nei miei post potrei dedurre che in Italia si portano avanti, soprattutto, battaglie personali per difendere opinioni riguardanti argomenti di importanza “non vitale”.

Infatti, avendo la pazienza di spulciare qua e là, scegliendo temi che toccano un po’ tutti, vi accorgerete che sono maggiormente visitati, commentati, discussi, ed eventualmente difesi, post che in qualche modo “toccano” hobby, passioni, gusti, passatempo e altro di carattere comunque leggero.

All’uopo, prendiamo ad esempio il post intitolato “La balestra è un’arma” nel quale io segnalo un comportamento spregevole di persone che avevano usato la balestra per massacrare animali. Badando bene di non mettere alla gogna né la balestra né, tantomeno, i balestrieri (verificare per credere). Da qui è scaturita una serie di commenti pro o contro, dimenticando completamente che la sottoscritta non aveva minimamente criticato i cultori dell’arte in sé, ma segnalato soltanto un comportamento indegno per chiunque.  Insomma il mio scritto è stato letto in modo distorto dando il via a polemiche aggiunte e non richieste né sollecitate, come ben illustra, nel commento sotto riportato, l’amico Stelio al quale è stato fatto più di un rimprovero in proposito:

“E’ innegabile che questo post abbia dato la stura a tutta una serie di considerazioni più o meno condivisibili, com’è altrettanto vero che sia stato completamente travisato il senso ultimo del tuo scritto.
Se tu avessi scritto in proposito di alcuni energumeni rimasti ignoti che avevano massacrato a pugni qualcuno, stigmatizzando quel comportamento violento oltre ogni logica, e da lì si fosse passati a giudicare stupida, prepotente e vigliacca ogni aggressione fisica, puoi star sicura che sarebbe saltato fuori qualche amante della noble art pronto a difendere la modalità “sportiva” di fare a pugni, praticata fin dai tempi della Grecia Antica, come se la nostra società fosse rimasta ancora ai tempi delle triremi mosse dalla forza di schiavi incatenati al remo (ah no, scusate, quella era una “antica” forma di canottaggio).
E se poi ci si fosse arrischiati a suggerire che prendersi a cazzotti non è propriamente consigliabile, se non addirittura deleterio per la salute, fino alle sue estreme conseguenze, qualcun altro avrebbe ricordato che anche altri sport hanno i loro martiri: il ciclismo, l’alpinismo, l’automobilismo, le corride, ecc., e quindi perché scandalizzarsi tanto?
Ragionando su questa falsariga, dolendosi della ferocia vigliacca di chi accoltella la moglie, l’amante, una donna, caso fin troppo frequente purtroppo, o comunque di chi estrae una lama per conficcarla nella carne di qualcun altro, sarebbero arrivate delle contestazioni puntuali dalla FILC (Federazione Italiana Lanciatori Circensi), nelle quali si sarebbe ribadito il fatto che il coltello è un’arma adatta anche all’uso sportivo, di antica tradizione, nata per la caccia e per la sopravvivenza, esattamente come tante altre armi sportive.
A tal riguardo si potrebbe contestare che se si parla di armi tradizionali, non dovremmo dimenticare la clava. Roy Lewis, nel suo spassosissimo libro “Il più Grande Uomo Scimmia del Pleistocene” afferma che la prima arma a uccidere la gente lasciando in piedi gli edifici fu la clava. Ci dovremmo pertanto aspettare oggi dei regolari campionati di “uso sportivo della clava”, con tanto di regolamenti, coppe e medaglie.
Quanto all’uso venatorio della balestra, non posso che confessare la mia ignoranza. Sull’arco non ci sono molti dubbi, esso fu prezioso strumento di sopravvivenza per i nostri antenati, ma sulla balestra non ho trovato sufficienti informazioni, se non quelle che le associano, fin dalle origini, all’uso bellico, da qui la loro sostanziale differenza etica.
Servus”

Questo è quanto scritto da Stelio ed io sottoscrivo tutto, non perché prende le mie difese poiché io ne esco illesa, ma perché si è voluto leggere parole cattive dove non ve n’era alcuna ragione.

Lo stesso posso dire di altri miei articoli poiché proprio recentemente è successa la medesima storia riguardo i tatuaggi in data 17 febbraio (S-tatuata) dove potrete costatare che non c’è, da parte mia, alcuna critica né verso i disegni sulla pelle e ancor meno verso chi li porta. E’ una semplice dichiarazione dei miei gusti personali scritta in modo chiaro e inequivocabilmente educata e rispettosa nei confronti della materia trattata, giacché a me piacciono i tatuaggi: ci ho persino scritto una storia molto romantica in proposito.

Ciò che mi lascia con la bocca storta è il fervore impiegato nel difendere quello che non ha bisogno di essere difeso (come dicevo la balestra o i tatuaggi) poiché è lampante che non viene buttato discredito né dall’una né dall’altra parte. Mentre quando tratto temi di carattere sociale, morale, filosofico o di coscienza, nessuno si sposta più di tanto per dire “la sua”, o accendere uno scambio di idee. Insomma a quanto pare ci s’impegna fino alla morte per onorare il proprio marchio di fabbrica stampato su una chiappa piuttosto che sull’immortalità dell’anima e la caducità delle cose terrene.

Giusto per rendere l‘idea: come succede troppo spesso si arriva ad ammazzare per occupare un posto auto mentre altri restano a guardare senza muovere un’unghia vedendo i due contendenti che si ammazzano.

Ops, spero di non aver provocato l’insurrezione dei parcheggiatori abusivi con le ultime righe.

 

303a_Jana_Lalova
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3 thoughts on “A BUON FRA-INTENDITOR…

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