Opinione · qualche pezzo di me · Scrittura

Parole o immagini?

I pochi amici che mi concedono la pazienza di leggere il mio blog, forse, avranno notato la rarefazioni dei post con parole a favore delle immagini.
Qualcuno mi ha chiesto se sono a corto di idee o, addirittura, sono incappata nel classico “blocco dello scrittore”.
Ma va là, quale scrittore.
Sono una che ha bisogno di scrivere tutto ciò che le passa in testa per necessità vitale, perciò non soggetta alla sindrome che colpisce gli scrittori professionisti. Scrivo ogni giorno da tutta la vita.
Quello che mi fa pubblicare meno parole è constatare che ormai gran parte di mondo alfabetizzato scrive di tutto, su tutto e dovunque.
Scrive e non legge, perciò le tante parole pubblicate vanno a finire in un gran calderone planetario, dove tutto si confonde e si fonde dentro un magma.
Un magma, dove si sciolgono e scompaiono pensieri e idee originali mescolate a stupidaggini trite e ritrite che, spesso, emergono solo perché sortiscono l’effetto dejà vu, quindi più facilmente assimilabili.
Ultimamente ciò che scrivo mi sembra un inutile richiamo per sordi e ciechi.
Continuo a scrivere sulla carta come ho sempre fatto da quando andavo a scuola, a riempire i cassetti di quaderni, numerandoli e ponendovi la data del primo foglio e quella dell’ultimo.
Una specie di diario senza diario, raccolte di pensieri, storie, pezzi di vita più o meno fantastica, sogni, incubi, desideri e dannazioni che col diario hanno in comune solo la caratteristica di portare la data.
Che poi, andando a rileggere i vecchi quaderni, mi accorgo che anch’io scrivo più o meno sempre le stesse cose.
Perché, in fondo, ciò che conta di più per tutti è quello che diciamo, pensiamo, scriviamo noi medesimi e poco ci importa degli altri.
Perché ognuno di noi ama pensare di essere il centro dell’universo, esattamente come faccio io.
Perciò tanto vale scrivere e tenere tutto nell’universo che sta dentro i cassetti di casa, benché, in questo modo, tutto l’universo si riduca, appunto, ai cassetti di casa nostra.

L’immagine non c’entra con l’articolo, ma è simpatica

38 pensieri riguardo “Parole o immagini?

  1. A me fa piacere quando pubblichi qualche tuo pensiero, lo preferisco alle sole immagini, credo però che tu faccia bene a seguire anche le tue emozioni e il tuo istinto. Se non ti va pubblicare devi sentirti libera di non farlo, senza pressioni. In giro in effetti c’è di tutto. Io di solito non pubblico immagini usando un po’ il tuo stesso filo logico: la gente pubblica talmente tante immagini che dal mio blog ho pensato di toglierle. Voglio che si soffermino sul mio blog solo poche persone e magari solo quelle che leggono. Comunque confermo: molti non leggono. Non solo non leggono brevi post, ma neanche gli articoli dei giornali, nulla. Forse i cervelli sono stati risucchiati da TikTok o simili, non saprei. Ultimamente mi è capitato con un certo disappunto di aver inviato un paio di offerte a dei clienti (offerte da loro espressamente richieste) che palesemente non hanno letto. In cambio, mi hanno fatto perdere tempo con vari messaggi, mail e telefonate, affinché dessi loro anche informazioni banalissime che avrebbero potuto estrapolare dall’offerta in un nanosecondo se solo l’avessero aperta. Una signora mi ha proprio risposto: “due minuti non ce li ho” (come se io invece avessi ore da perdere) e, mentre mi diceva così, mi tempestava a lungo di domande le cui risposte erano scritte a caratteri cubitali nell’offerta inviata. Niente di lungo o difficile eh (diversamente capirei, anche io non sto a leggermi mille mila pagine per esempio dei contratti di assicurazione). Si trattava solo di avere la pazienza di leggere poche righe. Posso capire quindi il tuo scoraggiamento. Non gettare completamente la spugna però 🙂 (poi parlo io che non scrivo da qualche mese……. vabbè, porta pazienza, è solo un mio pensiero). Ciao

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    1. Beh, qui scriviamo per puro piacere, però se c’è gente che specula sul tuo lavoro, facendoti perdere tempo inutilmente, ci si resta anche tanto male perché non si dà valore alla tua professione. Questa è una cosa vergognosa. 😔

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  2. Per quanto possa sembrare assurdo, detto da me, io la vedo facile:

    Ti va di scrivere ? Scrivi.

    Non ti va ? Non scrivi.

    La nostra vita non è sempre uguale: ci sono fasi di alternanza più o meno regolari, più o meno prevedibili. E poi c’è la differenza sostanziale fra lo scrivere ed il “rendere pubblico”. Non sempre quello che pensiamo lo scriviamo e non sempre quello che scriviamo lo pubblichiamo. Non è mica un lavoro… 😉

    Quanto alla “strip”, beh, Schulz aveva un cane e lo conosceva bene. Vado di aneddoto superfluo:

    Abbiamo un barattolone di vetro di quelli con la guarnizione ed il gancetto metallico dove teniamo i biscotti: è matematicamente impossibile aprirlo (anche stando attenti a non fare il minimo rumore) senza che l’attuale Amico Peloso, che magari sta dormendo come un sasso in un altra stanza, non se ne accorga. L’ho visto continuare a dormire mentre infuriava un temporale, mentre i cani dei vicini abbaiavano alla luna, mentre bestemmiavo in aramaico antico in piena notte dopo aver beccato il classico spigolo col mignolino nel percorso al buio verso il cesso… ma se apro quel barattolo me lo ritrovo seduto davanti a farmi gli occhioni languidi nel giro di due secondi netti. Udito e olfatto dei cani sono micidiali, mi chiedo come facciano a vivere tranquilli con tutte le sollecitazioni che gli arrivano.

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  3. Personalmente non posso darti completamente torto, anch’io in questo mio breve cammino da blogger mi sono accorta che non tutti leggono almeno sino in fondo, ciò che si scrive però credo, che comunque valga la pena di utilizzare le nostre parole per coloro che invece sanno apprezzare e comunque esprimere le loro opinioni sui ciò che si è scritto, diversamente non avrebbe molto senso portare avanti un blog considerando che tutti siamo oberati di impegni lavorativi e personali per cui, richiede anche una certa attenzione da dedicare al proprio blog. Pensaci Nadir, a me ad esempio mi piace leggerti eun po’ di questa tua scelta mi dispiace, ma chiaramente io valgo nessuno, la scelta è soltanto tua per cui la rispetto comunque. Buon pomeriggio cara 🤍

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  4. Un po’ ci si accorge che quanto scriviamo cade nel vuoto.
    Però il solo fatto di scriverlo – almeno per me – è un fattore che aiuta la sedimentazione di quanto sto pensando in quel momento.

    Dispiace in effetti che, dato che l’attenzione del lettore è sempre molto volatile, spesso quanto scriviamo si traduce soltanto in un “Like” o in un saluto.

    La vignetta è molto adatta alla mia situazione: mi alzo di notte per andare in bagno, faccio pianissimo per non svegliare nessuno – tantomeno la cagnolina!!! – e quando esco dal bagno alle 3 di notte me la trovo davanti che vuole le coccole.

    Ciao Nadia.

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    1. Buongiorno Andrea, è vero, spesso ci si riempie di like senza parole, però può essere che il lettore non intervenga perché è soddisfatto della semplice lettura e non ha nulla da replicare. A volte anche un semplice saluto è ben gradito. 🙂

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  5. io ascolto la musica che condividi… e leggo volentieri quello che scrivi…
    visto che non sono brava a scrivere… non sono una blogger… provo a far conoscere la bellezza poetica delle parole degli altri… e cerco sempre che le immagini diventino un tutt’uno… mi piace molto che sia come un’opera d’arte…

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    1. È un effetto della solitudine, quando vivi senza nessuno intorno o, come me, sei rimasto l’unico della tua stirpe, cominci ad analizzare i tuoi comportamenti cercando di capire come sei arrivato a sentirti così desolato.

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  6. Esprimo un pensiero personale, hai ragione quando dici che ognuno scrive per se stesso, credo che sia un assetto della società attuale, dove i rapporti umani sono rarefatti e siamo tutti chiusi in noi stessi e in difficoltà nel contatto con gli altri, penso anche però che scrivere sia buona cosa per noi e per chi legge.
    Ho scritto in un altro commento, che il mio blog aperto nel 2023 e’ rimasto fermo fino ad aprile 2024, mi preoccupavo del giudizio di chi avrebbe letto, poi mi sono lasciata andare, non scrivo per forza, scrivo quando ne ho voglia.
    Ti dico anche di aver preso attraverso la lettura di articoli di altre persone molto di più di quanto io abbia dato.
    Se ora pubblichi immagini, credo che anche quelle parlino, riguardo allo scrivere e’ anche giusto che tu lo faccia per raccontarti, ci sarà sempre chi legge, basta comprendere che leggere e’ entrare in sintonia con chi scrive.
    Il fumetto è molto carino.
    Buona serata 🌇 🐈‍⬛

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      1. Sono convinta, lo sono sempre stata che nella vita le relazioni tra le persone sono fondamentali, scrivere e’ comunicazione con gli altri ma anche con se stessi , le due cose coesistono, a meno che non siamo presuntuosi ed egoisti, in quel caso lo saremmo a prescindere dalla scrittura.
        Buonanotte ♥️♥️🐈‍⬛

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  7. Cara Nadia, quanta verità nelle tue parole! Sempre meno persone leggono, me ne accorgo anch’io e c’è un sempre maggiore ripiegamento su se stessi.. chissà perché!
    Io come te scrivo pile di quaderni da tempi immemori, e soltanto pochi sono stati conservati. Pile di pensieri, volati via, chissà dove.. 🙂

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      1. La cosa curiosa è che quando vedi la tua scrittura di un tempo, e ti rendi conto di come sia cambiata, ti sembra quasi di leggere il quaderno di un’altra persona.. e invece sei sempre tu 🙂 Io purtroppo quelli delle elementari li ho persi.. e forse qualcuno delle superiori. Altri per fortuna li ho salvati.

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      2. Tutti cambiamo scrittura a seconda del momento della nostra vita, oltre che dell’età ovviamente. Io ho trovato i diari scritti da ragazza e ho stentato a riconoscere la mia scrittura, ma ho ricordato esattamente le sensazioni e i pensieri di quel periodo della mia vita.

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