ARTE · qualche pezzo di me

Due parole sul mio avatar

Qualcuno, osservando l’avatar che mi rappresenta, mi chiede da dove arriva, perciò oggi racconto la storia di questa immagine.

Si tratta del mio ritratto regalato da Silverio Riva scultore di Voghera scomparso nel 1998.
Conoscevo bene Silverio, lui era arte pura con tutta la stravaganza che questo stato comporta.
Bizzarro e irrequieto come solo le menti difficili sanno essere.
Un giorno passai davanti al suo studio, lui stava appoggiato al portone con l’immancabile sigaretta tra le dita.
Come se avessimo un accordo prestabilito, mi disse: vieni dentro che ti faccio un ritratto.
Non so che cosa gli passò per la mente in quel momento perché lui non aveva mai dipinto persone.
Dentro lo studio prese un grande foglio dove aveva abbozzatto lo schizzo di una nuova scultura, lo girò e, in pochi minuti, creò a carboncino questo ritratto che mi rappresenta meglio di qualunque fotografia.


Io ero giovanissima e portavo addosso tutti i miei affanni che lui seppe cogliere con grande maestria.
Grazie Silverio, tu sapevi leggere le anime.

21 pensieri riguardo “Due parole sul mio avatar

  1. Tengo que decir que me inquieta un poco este retrato. Supongo que me falta contexto. Seguiré leyendo atentamente la opinión de la gente que te conoce en persona. En todo caso, no me dejo llevar por las primeras impresiones. La belleza interior, a la larga, es lo único que importa.

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  2. Una experiencia que muy pocos afortunados pueden tener. Primero por el pintor y después, porque plasmó esa parte interior de uno que es difícil reflejar en palabras. Bueno, resuelto el misterio de tu avatar. Que disfrutes lo que queda de tu tarde. Buen fin de semana mi apreciada Nadia.

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  3. “Bizzarro e irrequieto come solo le menti difficili sanno essere”. Bello (e vero). “Ero giovanissima e portavo addosso tutti i miei affanni”. Bellissimo. Scrivi sempre molto bene. Spero tu ti ricordi del romano qui presente. Un abbraccio. Giovanni

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