cambio casa · qualche pezzo di me

Quanti mestieri avrei in tasca

In questo articolo ho parlato di uno dei tanti mestieri che mi sarebbe piaciuto fare, però la mia vita è carica di esperienze lavorative veramente eterogenee: quando studiavo giurisprudenza all’università, lavoravo come impiegata presso lo studio di un avvocato, ma, dopo aver conociuto il mio ex marito, ho cambiato completamente strada.
Lui faceva il disc-jokey in discoteca e in una radio privata e, siccome ho una bella voce, m’invitò a lavorare in radio dove fui assunta e rimasi per vent’anni, prima come dj e poi come segretaria di direzione.

Quando la radio chiuse i battenti, il proprietario mi assunse nel circolo golfistico di cui era direttore e diventai il suo braccio destro con l’incarico di tecnico per la gestione delle gare di golf.
In quel circolo ho lavorato per altri quattordici anni, ora lavoro all’ufficio tecnico del mio comune di residenza.

Anche questo trasloco lascia spazio alla mia verve di arredatrice. Ho disegnato gli arredi secondo i miei gusti e le mie necessità, colorato le pareti e scelto qualche lampada per dare la luce necessaria per vivere nella casa.

Tutto il resto, divani e complementi d’arredo, lo comprerò dopo essermi trasferita e averla annusata per bene giusto per capire se può ricevere l’onore di essere la nostra nuova tana; mia e dei miei compagni di viaggio intendo: creature silenziose, ragni da compagnia e passeri affamati.

Ogni volta che cambio casa mi rendo conto che avrei anche potuto fare l’arredatrice; infatti, tre traslochi fa, la proprietaria dell’azienda  dove avevo comprato i mobili mi propose di lavorare nel suo showroom in centro città.
All’epoca ero impegnata con la radio perciò, con un po’ di rammarico, rinunciai all’incarico, però quando c’è da mettere mano alla fantasia per riempire uno spazio abitativo sono sempre accesa.

La mansarda che ho venduto era arredata così

Ho fatto anche la promoter nei centri commerciali
qui vendevo il cioccolato Lindt

21 pensieri riguardo “Quanti mestieri avrei in tasca

    1. Effettivamente non mi sono mai annoiata. Tra l’altro mi è venuto in mente che per un mese ho lavorato anche in un negozio che vendeva tendaggi e tappeti e fatto la ccomessa in un negozio di abbigliamento.
      Ah, anche assistito per un mesetto persone anziane nelle ore del pranzo.

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  1. “lo comprerò dopo essermi trasferita e averla annusata per bene giusto per capire se può ricevere l’onore di essere la nostra nuova tana; mia e dei miei compagni di viaggio intendo: creature silenziose, ragni da compagnia e passeri affamati.” E’ perché sei un essere speciale, molto golosa, e speciale 😉🐾

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    1. La poltrona uovo è stato un incauto acquisto. L’avevo vista su un giornale e me ne ero innamorata. L’ho cercata e acquistata su catalogo, senza vederla né provarla. E’ veramente bellissima, ma scomodissima. Costava una cifra esorbitante, l’ho rivenduta (nuova) per un decimo di quanto l’avevo pagata.

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      1. Questa mi ha proprio fregata. Però il morono che avevo in quelo momento diceva che ci stava benissimo.
        Lo vendono come un divanetto due posti, ma in due non ci sta.

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