qualche pezzo di me

Chi non muore si risente

Questa mattina ero in ufficio e il mio cellulare ha suonato mostrando un numero mai visto.
Di solito non accetto chiamate da sconosciuti, ma in questo periodo rispondo sempre perché potrebbe esserci qualche necessità particolare.

Aperta la comunicazione ho sentivo un uomo appellarmi confidenzialmente senza presentarsi, la sua voce mi ricordava qualcuno, ma non capivo chi: “Ciao Nadia, allora come siete messi lì. Gli sportelli sono aperti, oppure ci siete ma non fate entrare nessuno, se ho bisogno che cosa devo fare?”

Presumendo che l’uomo mi conoscesse molto bene e ci fossimo sentiti abbastanza di recente, per non fare brutta figura visto che sono in un ufficio pubblico, ho risposto con le adeguate informazioni, ossia che gli uffici sono chiusi al pubblico, però il personale lavora regolarmente ed è a disposizione per tutte le esigenze del caso, previo appuntamento telefonico o via mail.

“Ah bene – continua lui – quindi lavorate, come va lì, tutto a posto?”

“Sì, sì, tutto a posto” Rispondo.

“Perfetto, allora per favore comincia a darmi il saldo del mio conto corrente”.

Ed ecco svelato il motivo per cui stentavo a collegare quella voce: io lavoro in un ufficio comunale, non in una banca. Probabilmente l’interlocutore voleva parlare con una mia omonima e, per chissà quale recondito motivo, aveva il mio numero.

A quel punto mi sono sentita autorizzata a chiedere il suo nome che ho immediatamente collegato all’immagine che mi ricordava quella voce.

Per farla breve: chi chiamava era il proprietario dell’azienda nella quale ho lavorato dal 2000 al 2013, quindi il mio ultimo datore di lavoro che, ovviamente, ha ancora il mio numero di telefono in memoria e ha una referente bancaria mia omonima.

Ho quindi chiarito “quale Nadia” ero e lui, senza fare una piega, ha risposto: “Ciao Nadia, come va? Che piacere sentirti. Stai bene? Quindi adesso lavori in comune. Bene son contento…”

Sono passati sei anni dall’ultima volta che ci eravamo sentiti per telefono e, pur abitando nello stesso piccolo paese, l’avrò visto in giro non più di tre volte e mai nell’ultimo anno.

Considerando l’andazzo del 2020 è proprio il caso di dire: chi non muore si risente.

18 pensieri riguardo “Chi non muore si risente

  1. Anche a me tempo fa è capitato un fatto analogo, e la persona dall’altra parte aveva la voce molto simile a quella di un mio amico, e mentre mi parlava io annaspavo tentando di capire e ricordare a cosa si riferisse … finchè mi sono arresa e ho chiesto: ma chi è? E ho avuto il conforto di capire che il mio povero neurone non si era sbagliato

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  2. Potevi chiedergli nuovamente le credenziali d’accesso. Tante volte, qualche credito non saldato. Tante volte, una somma qb per decollare in paesi più caldi. E possibilmente covid-free. Ma scherzo, non troppo forse

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