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Una cosa bella, anzi, bellissima

Fabio, il marito della mia amica Ilaria che ha perso il padre un mese fa, oggi torna a casa guarito!

Dopo tanta sofferenza, tanta paura di non farcela, grazie alla forza mentale, all’affetto della moglie, al medico che lo ha portato in zona salvezza e al desiderio di mangiare una pizza grande come una piazza, è riuscito a sconfiggere il maledetto.

Bravo Fabio! Brava Ila!

52 pensieri riguardo “Una cosa bella, anzi, bellissima

  1. Fra il dolore e la gioia … il cordoglio e la speranza … la salvezza di un qualcosa di assai caro continua ad esistere per fortuna. La vita spesso é spietata ma anche magnanima alla fine. Meno male. Per la tua amica.

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      1. Vanno per tentativi, ma soprattutto c’è molta differenza tra chi ha la possibilità economica di curarsi a casa e chi è obbligato ad andare negli ospedali non attrezzati come quello di Voghera. Questa cosa l’ho potuta constatare molto da vicino.

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      2. Questa cosa dei medici di base va risolta. Mia madre è stata visitata giorni dopo. Per telefono è stato detto che era un ictus. Ora la settimana prima di Pasqua portare mia madre in ospedale sarebbe stato da pazzi a 90 anni. Mia sorella si è fatta dare le medicine e tra una cosa e l’altra è passato qualche giorno e mamma era paralizzata. A parte le iniezioni di eparina, le altre medicine erano compresse e lei non inghiottiva più. Il medico si è visto 4 gg dopo senza apportare cambiamenti. A pasquetta mia sorella mi ha telefonato che mamma stava soffrendo molto e avrebbe chiamato il 118. Ormai non reagiva più ma in ospedale dopo accertamenti che saranno stati un’agonia per una con la demenza senile (i medici sono stati solerti) si è ripresa un po’ con le flebo e l’ossigeno, per morire alle 22,30 circa. Ora, non è che uno pretenda i miracoli, ma morire senza dolore si può. Quel deficente non si è preoccupato neanche di attivare l’assistenza domiciliare per darle sollievo e neanche qualche antidolorifico utile o i medicinali in forma liquida. Ovviamente non sono potuta andare al funerale.

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      3. Mi dispiace tanto per tua mamma. ❤
        In questa pandemia i medici di base hanno dimostrato di essere totalmente inadatti ad assistere le famiglie indipendentemente dal virus.
        Pensa che un'altra mia amica aveva la mamma, di 66 anni, a casa con la polmonite, il medico di base le ha detto che poteva solo mettersi a pregare.
        Il sindaco del mio paese che si è curato a casa per il virus, mi ha riferito che il suo medico di base non ha saputo dargli alcuna indicazione e di rivolgersi al 112.
        Guarda in che mani siamo…

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      4. Ha dato gli antibiotici per telefono, andando a tentoni e non gli ha dato il cortisone per paura che fosse covid. Quando è passato tutto, wualche settimana dopo, ha fatto il tampone e le analisi ed era mononucleosi. Ora ha fatto l’ecografia al fegato perché il cortisone, che non ha preso, serve a scongiurare una reazione autoimmune che aggredisce il fegato.

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  2. Il desiderio di vivere, ci porta a sopportare la sofferenza più crudele con questo virus nel corpo. Il supporto di sua moglie è il supporto genuino dell’amore. Un’immagine di speranza che ci lascia questo desiderio di mangiare una pizza.
    Saluti Nadia
    Manuel

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      1. e si, una vita in cui è cambiato il mondo tra l’altro! E va beh, intanto l’hanno superata e con un po’ di fortuna e pazienza abbatteranno anche sta distanza!

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