qualche pezzo di me

Invidiosa-mente

Talvolta, leggendo poesie di qualcuno che seguo, dico a me stessa: come vorrei averlo scritto io, come vorrei sapere scrivere così.
E invece riesco ad essere brava soprattutto quando compongo liriche alla soda caustica.
Oppure quando descrivo il mio sconfinato amore per i dolci, per gli animali, la natura e altro…(puntini puntini)
Vorrei far uscire dalla mia penna inchiostro rosa, azzurro, indaco o glicine, oppure tutte le varianti del lilla dal pervinca al meuve che adoro.
E invece il mio inchiostro ha, spesso, colori acidi o abbaglianti.
Almeno…quello che uso pubblicamente.
L’inchiostro che uso nei miei quadernetti personali, che nessuno legge, i colori li ha proprio tutti nessuno escluso. Anche quello dei confetti, del miele, e della pelle di neonato.
Però non riesco a palesarli in modo decoroso.
Quando li uso pubblicamente, chissà perché, ogni tanto virano verso stonature poco gradevoli.
Il color del miele diventa miele rancido, il verde mela…me la fa marcire, e l’amaranto si trasforma in mosto avariato.
Il meraviglioso giallo delle foglie autunnali si bagna subito di pioggia che tristemente le fa cadere a terra diventando un’orrenda pappina calpestata e magari anche scivolosa.
Le torte dorate si bruciano, il rossetto si sbava, le sublimi lacche cinesi s’increspano come pere malcotte.
Sono proprio un disastro.
E allora cosa faccio?
Scelgo una canzone piena di poesia, faccio un copia incolla, e voilà.
Ecco una poesia che non è mia…però è una bella poesia…proprio perché non è mia

Vorrei che esistesse quel negozio stupendo
dove vendono saggezza e della luna l’argento
comprerei una penna che scriva mille canzoni
una polvere che renda veri i sogni e le illusioni.

E per te e tua sorella qualche goccia d’insonnia
per pensarti una notte mentre io sto leggendo
quando polvere dalla radio mi fa perdere il segno
e le stelle ad una ad una aspettano il vento.

Per mia madre un giradischi che la faccia ballare
una causa da vincere e una vincita al lotto
per te un trapano elettrico per costruirti una casa
ed un telefono elettronico che ti parli del mio affetto.

Agli amanti ormai stanchi compro un viaggio di ritorno
gli compro un’ultima notte e una valigia di ricordi
per te che lasci una stanza compro un orizzonte
stelle da contare e un cielo che ti asciughi la fronte.

E per voi che nelle vene avete acqua di mare
un buon lavoro vorrei che non vi faccia tremare
che non cominci col buio e non finisca col giorno
e la domenica una gita e senza traffico il ritorno.

E per finire per me voglio un microfono d’argentohe trasformi in oro quello che sto dicendo
voglio un po’ di coraggio e di questa notte l’incanto
per dirti quanto vorrei che tu mi fossi accanto.

Domani ve la faccio ascoltare

8 risposte a "Invidiosa-mente"

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