Opinione

Non ci sono più gli uccelli di una volta

In questo articolo raccontavo la mia preoccupazione per i volatili senza cibo.
Nei giorni seguenti ho proposto loro vari menù, dal pastoncino composto seguendo accuratamente i suggerimenti trovati sul web, alle più disparate confezioni di cibo specifico per loro acquistato nei negozi.
Risultato: qualche spiluccamento schifato, e cibo tutto avanzato.
Dopo vari tentativi, rassegnata ho raccolto i piattini ed ho sparso il cibo nei boschi, qualche animale di bocca buona sicuramente l’avrà mangiato.

L’altra sera sono andata dal solito panettiere a comprare la mia scorta settimanale di pane.
Siccome sono cliente fissa mi ha regalato una brioche avanzata dalla mattina.
Io preferisco far colazione con il pane perciò ho sbriciolato la brioche sul balcone, per non buttarla via.
Risultato: dopo mezz’ora era scomparsa, nemmeno una briciola rimasta.
Altroché semi di qui, vermi di là, metti il lardo, togli il lardo, fai la zuppa, togli la zuppa…questi gradiscono le brioche.

Ho quindi comprato un pacco di brioche industriali e ogni mattina ne sbriciolo una sul balcone, sempre lo stesso risultato: sparisce in meno di mezz’ora.
Va bene, se il popolo non gradisce il pane diamogli brioche (semicit.).

Ho un solo dubbio, ed è che non siano passeri, pettirossi e altri piccolini a sbafarle, ma cornacchie, gazze, e merli.
Starò di vedetta perché, si sa, se girano grandi uccelli, quelli piccoli fanno la fame.

14 risposte a "Non ci sono più gli uccelli di una volta"

  1. Le gazze hanno fatto il nido sul bagolaro e mi urlano contro quando esco in giardino. Poi dalla finestra le vedo razzolare sulle foglie morte alla ricerca di insetti. A volte trovo gusci di noci sul vialetto di cemento. Le gazze vanno a prendere le noci sotto gli alberi che ci sono in fondo al paese, poi le lasciano cadere sul vialetto così si rompono e possono mangiarne il gheriglio. Quando restano intere le rompo io e me le mangio.

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  2. Qualche giorno fa ascoltavo un etologo che invece sulla questione aveva tutt’altra posizione ed in sintesi ammoniva di non dare cibo agli animali perché il risultato finale era di indebolirli in quella che è la loro naturale lotta nella sopravvivenza.In pratica se li si insegna a dipendere dalla città e dall’uomo si fa un danno perché un domani non sapranno più adattarsi all’ambiente. In questo caso uccelli che preferiscono brioche a semi e vermi già è un segno preoccupante del fatto che abbiamo modificato il loro ambiente e la loro capacità di trovare cibo in modo naturale. Sebbene ciò possa sembrare un atteggiamento spietato e cinico, tendenzialmente credo che sia più giusto così.Il punto semmai è che all’ambiente lo abbiamo distrutto a tal punto che gli animali sono disorientati e pur di sopravvivere si arrischiano a vivere nelle città con spiacevoli conseguenze, tipo volpi, cinghiali, lupi ed orsi che girano la dove un tempo, i loro progenitori di tenevano alla larga.

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      1. Anni fa abitavo in una casa con giardino, c’era un ciliegio che la sera prometteva i frutti per il giorno dopo. La mattina presto non c’era più nemmeno un nocciolo.

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