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C’è sempre qualcosa da imparare

L’esperienza insegna, anche quando sai già le cose ma tendi a dimenticarle. Per capire questa mia avventura occorre prima leggere il “precedente”.

“Incontri sulle parole”

Quando lei è tornata dal viaggio ci siamo finalmente incontrate, era un romantico sabato di marzo, molto piovoso. Appena arrivata dalla sua città di residenza, si sarebbe fermata in paese per qualche giorno, l’appuntamento era fissato in una rinomata gelateria.
Sedute al tavolino io approfittai della sua promessa di offrirmi un gelatone mentre lei ordinò una tisana: “perché sono a dieta”.
“A me sembri in forma” Risposi.
“No, indosso abiti larghi, ma ho qualche chiletto da smaltire”.

Avevo di fronte una donna carina, tra i cinquanta e i sessant’anni, non molto alta.
Effettivamente i suoi abiti nascondevano la figura, perciò era difficile capirne i contorni, in ogni caso era tutt’altro che grassa.
L’impermeabile british le donava un’aria intellettuale accentuata dal modo pacato di porsi, la voce era quasi sussurrata per tenere intima la conversazione.

Io ero entusiasta di poter finalmente conoscere la donna che mi aveva cercata per l’interesse suscitato dai racconti delle mie passeggiate in collina, per il mio amore verso la natura, per i miei libri e, soprattutto, per la mia mente che, a suo dire, la intrigava parecchio.

La mia curiosità era tanta, perciò chiesi subito della sua vita, dei viaggi, e di tutto ciò che serviva per conoscerci.
Disse di avere due figli più o meno trentenni, un divorzio alle spalle, un ottimo lavoro che le aveva permesso di andare in pensione proprio tre mesi prima, di aver fatto tanti viaggi in giro per il mondo, di amare le nostre colline che percorre spesso da sola a piedi quando viene dal fidanzato che abita proprio nel mio paese.
E, chissà perché, immediatamente uno zanzapensiero mi ronzò per la mente.

A quel punto chiesi come aveva avuto il mio biglietto da visita.
“A dir il vero non l’ho avuto io direttamente…”
“Ah no?” Il tono della sua voce e l’imbarazzo col quale pronunciò le parole accese una lampadina nella mente, ma non manifestai la mia intuizione.
Cominciai però a rimuginare: “e te pareva che una viene a cercarmi da lontano perché sono una persona interessante, temo di conoscere già lo scopo del suo approccio”.

“Sai, ho trovato il tuo numero sul telefono di B., lo conosci vero? E’ lui il mio fidanzato, frequenta la tua stessa palestra, mi ha fatto vedere lui il biglietto da visita e…volevo conoscerti personalmente…”
“Ah, capisco”.
“Ti ho già conosciuta un po’ attraverso il blog e mi sei piaciuta, sei una donna molto intrigante”.
“Già, e temevi che intrigassi anche il tuo uomo eh…”
“Beh, sai…ho visto che vi siete scambiati messaggi su Whatsapp”.
“Allora avrai anche visto che mi ha mandato un paio di messaggi immediatamente smontati da me con risposte cortesi ma gelide”.
“Sì, ma lui potrebbe avere cancellato altra roba”.
“No, ti assicuro che quello che hai letto è stato l’unico contatto avuto in privato.
Ci siamo conosciuti in palestra perché lui viene nei miei stessi orari, non gli ho mai rivolto la parola finché non ha posto domande all’istruttore col quale collaboro.
Per pura cortesia abbiamo scambiato due battute, ed iniziato a salutarci, da lì in poi lui ha cominciato ad avvicinarmi per far quattro chiacchiere tra un esercizio e l’altro, niente di più. Ha trovato il biglietto da visita sul desk della palestra e mi ha chiesto informazioni sui miei libri.
Non li ha mai comprati ma mi ha inviato i messaggi che hai letto e che io ho stoppato. Tutto qui”.

“Ma allora…”
“Allora niente, non so che intenzioni avesse lui, a me non interessava prima e ancor meno adesso.
E’ un bell’uomo, ma non mi attrae mentalmente, perciò puoi stare tranquilla con me non corri il rischio di essere tradita, se è questo il cruccio.
Mi meraviglio che una donna come te, bella intelligente e colta, si perda in fastidi adolescenziali e ci soffra parecchio da quanto ho capito”.

“Quando vengo qui per qualche giorno vorrei che facessimo tante cose insieme, cose che piacciono a entrambi ovviamente.
Lui ha una figlia, ma non è sposato, e una madre a cui tiene molto, tutti i giorni va da loro perciò a me rimane poco spazio.
E’ un tipo sfuggente, ombroso, devo far fatica per ottenere qualcosa”.

“Da quanto tempo siete insieme?”
“Da tre anni.”
“E tu hai questo disagio da tre anni?”
“Più o meno…”
“E che ci stai a fare con uno che ti trascura, non mi pare si sprechi in manifestazioni affettive e in più hai il dubbio che ti tradisca.”
“Sono innamorata.”
“Ottima motivazione. Allora io credo di non essermi innamorata di alcun uomo col quale ho avuto una relazione, e dopo il divorzio ti assicuro che ne sono passati tanti.
Forse sono severa, ma se una storia continua a barcollare nonostante i tentativi di tenerla in piedi non aspetto che mi crolli in testa, me ne vado.”

“Comunque io sono veramente interessata alla tua persona, perché mi piace parlate con te. Possiamo rivederci.”
“Certo, ma se lo fai solo per tenermi sotto controllo risparmia la fatica, il tuo uomo non m’interessa proprio.”


E avrei voluto aggiungere: “Preoccupati piuttosto di controllare se c’è qualche altra “amica” in circolazione perché prima o poi si stancherà pure del tuo spirito di sopportazione e ti lascerà.”
Ma ho evitato, mi faceva tenerezza quella donnina tanto graziosa e così priva di autostima da restare appesa a un uomo che non le dà il valore che merita.

Naturalmente non s’è fatta più vedere né sentire.
Li ho incrociati un paio di volte insieme, io ho salutato allegramente, loro sembravano piuttosto imbarazzati e, guarda caso, non ho nemmeno più visto lui in palestra.

Ammetto che inizialmente ero lusingata dall’interesse di lei e ci sono rimasta un po’ male.


Essendo io il genere di donna che, qualora venga tradita o fortemente delusa, non subisce annose sofferenze per acchiappare un uomo da tenere stretto a qualunque costo, tendo a dimenticare che tante persone accettano compromessi pesanti pur di avere qualcuno accanto.
Io preferisco la compagnia di Gedeone il corvo che abita sul tetto della mia mansarda.

12 risposte a "C’è sempre qualcosa da imparare"

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