Ormai sta diventando una saga questa, visto che il mio amico fraterno ama dividere con la sottoscritta gioie e dolori. Quindi diamogli ‘sta soddisfazione dolorosa così quando ho un po’ di materiale ci tiro fuori un libro e lo pubblico… 😀
Questa sarebbe la settima parte. Il numero sette mi piace molto benché non abbia la caratteristica di portafortuna, in ogni caso ho più simpatia per i numeri dispari. A me la fortuna non rivolge mai parola dal punto di vista prettamente materiale (soldi ecc.), la fortuna più grande che ho è certamente la salute. Fisica eh…quella mentale pare sia discutibile qui tra gli umani, ossia tanti ne fanno un vanto dichiarandosi tali in tutti documenti possibili, mentre chi lo è veramente tace e fa danni, oppure (come nel mio caso) trasforma la follia in genialità e allora viene dichiarato ufficialmente pazzo o squilibrato. Insomma non è facile vivere con queste creature che qualcuno ha voluto infliggere al pianeta terra come calamità contro la natura.
Ma, in questa sede, vorrei far notare con quanta facilità il mio socio allunghi il brodo della (devo dire “ormai”, visto che s’è preso il proprio ruolo e io credo gli stia a pennello) nostra storia. Infatti mentre io elargisco idee concentrate, spettacolari gocce di ambrosia in formato preziosamente ristretto, specialissimi effetti microcippati ai minimi termini, insomma liquido tutti con 4 parole 4. LUI prende il succo prelibato e ne fa un bel brodo da minestrone utilizzando senza risparmio intrecci machiavellici, intarsi certosini, trame contorte ed elaborate da far invidia al più fertile dei romanzieri di grande fama. Persino gli stronzi è andato a pescare! Sia sotto forma di cacca, sia umani vivi e vegeti di cui la terra, e l’Italia in particolare pare siano molto ricche: basta aprire una porta, un giornale, qualunque strumento di comunicazione (compreso il cornetto del nonno) per raccogliere vagoni di materiale da sbattere dentro le arzigogolate parti che gli competono.
Insomma è un mondo sempre più difficile per chi, come me, ha la genialata fulminante che fa restare tutti a bocca aperta….eeee…qualche volta anche asciutta 😉
La vostra Evaporata ultmamente assai svagonata.

ri-P.S.: a proposito di correttore… casu de brebei, non “cau” 😀
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Vabbè, abbiamo capito tutti che è meglio buttarci sui libri di cucina che pare rendano di più eh… 😀
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P.S.: vedo che ci siete arrivati da soli, alla pubblicazione. Mi posso proporre come correttrice di bozze? 😉
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Matzamurru:
Su chi serbit: pani tostau, bagna burda, Cau de Brebei (unu pagu friscu), lati.
Cumenti si fait: Segai su pani tostau a fitas unu pagu grussixedhas; sciundi donnia fita in su lati e sterri in d’una liàuna unas cantu pilladas de pani donniuna cun apitzus sa bagna (fata cun tamata frisca) e su casu.
Pigai sa liàuna e inforrai po pagu tempus fintzas a candu su matzamurru s’indòrada.
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Comincia col proporti come traduttrice 😀
La ricetta è per un piatto a base di saracca (pesce sotto sale del tipo alici, sardelle o aringhe) ?
🙂
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Come disse un giorno Gottfried Wilhelm von Leibniz: “Vedete, io ho dei limiti”.
Se nel tuo caso si può parlare di “saga”, per i miei testi si attaglia di più il termine “sagra”, e anzi, trovo più che appropriato il riferimento gastronomico a brodo e minestrone, elementi con i quali ho grande dimestichezza, anche in fase preparatoria, fin dalla coltivazione delle verdure necessarie all’uopo.
Ho sempre ammesso che amo lavorare di sponda: guardare, trovare, raccogliere, elaborare, mescolare, riutilizzare, servire caldo con contorno di parole al forno (mai fritte!). Capita però che mi faccia prendere la mano, il polso, l’avambraccio, il gomito, su su, fino alla spalla, scapola compresa, e allora vengono fuori delle allucinazioni alfabetiche che solamente qualche masochista in cerca di overdose è in grado di apprezzare. Questo mio vecchio computer ne ha viste di cotte e di crude, ma l’ultima volta ho sudato parecchio per convincerlo a tradurre in codice binario le cazzate che stavo scrivendo; da un portatile collegato in rete ho saputo che circolano voci di boicottaggio, e si incita alla disobbedienza civile.
Ritengo comunque interessante e propedeutica la tua intenzione di accostare i nostri testi all’interno di un unico racconto. Ogni persona di buona volontà, seriamente intenzionata ad apprendere i reconditi segreti della narrativa, potrebbe in questo modo apprezzare la differenza tra una scrittrice e un venditore di fumo. A proposito, se ti serve della roba buona, non hai che da chiedere…
😀
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Vorrei sapere dov’è la scrittrice, quando la incontri salutamela.Più che venditore di fumo direi che qui c’è un venditore di vapore ed effluvi profumati di aromi ricercati con pazienza certosina, esattamente quello che serve per mettere il risalto la scarna coscetta di pollo che offre levaporata concezione. Un saracca secca secca, fatta rinvenire con il sughetto speziato diventa prelibatezza per palati non fini ma ultrafini. E la sag-r-a contnua. 😀
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Strasade coi sardoni salai (per quatro del lori)
40 deca de strasade
un venti o trenta sardoni salai (dipendi se i xe grosi o pici)
1 sivola
do’ spighi de aio
salsa
persemolo
oio
sal
formaio
Intanto che boi le strasade, in una farsora granda dorar l’aio in te l’oio, e po disfriser la sivola (cavar l’aio!)
Co la sivola xe disfita, butar in farsora i sardoni (sensa spin) e un pochi de cuciari de salsa (un otavo circa).
Darghe una bela scotada, misiando ben che no se tachi.
Scolar le strasade e darghe una saltada in farsora (sempre col fogo taca’).
Servir caldo con un poco del persemolo tassa’ e un poco (ma poco poco) de formaio gratado.
😉
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Tagliatelle con le alici sotto sale (per 4 persone)
400g di tagliatelle
20 o 30 alici (dipende se sono grandi o piccole)
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
Salsa di pomodoro
Prezzemolo
olio evo
sale
Parmigiano Reggiano
Intanto che stanno cuocendo le tagliatelle, in una padella a saltare scaldare dell’olio e far imbiondire l’aglio, levarlo, e quindi soffriggere la cipolla.
Quando la cipolla è morbida, gettare in padella i filetti di alici, e 1/8 di salsa (anche meno).
Mescolare per amalgamere il tutto, facendo attenzione che non si bruci la cipolla.
Scolare le tagliatelle e farle saltare in padella (a fuoco vivo).
Servire ben caldo, con una spruzzata di prezzemolo fresco tritato grossolano, e un pizzioco di formaggio grattugiato.
😉
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