10 thoughts on “SARO’ BELLISSIMA Prologo della Settima parte

  1. Come disse un giorno Gottfried Wilhelm von Leibniz: “Vedete, io ho dei limiti”.
    Se nel tuo caso si può parlare di “saga”, per i miei testi si attaglia di più il termine “sagra”, e anzi, trovo più che appropriato il riferimento gastronomico a brodo e minestrone, elementi con i quali ho grande dimestichezza, anche in fase preparatoria, fin dalla coltivazione delle verdure necessarie all’uopo.
    Ho sempre ammesso che amo lavorare di sponda: guardare, trovare, raccogliere, elaborare, mescolare, riutilizzare, servire caldo con contorno di parole al forno (mai fritte!). Capita però che mi faccia prendere la mano, il polso, l’avambraccio, il gomito, su su, fino alla spalla, scapola compresa, e allora vengono fuori delle allucinazioni alfabetiche che solamente qualche masochista in cerca di overdose è in grado di apprezzare. Questo mio vecchio computer ne ha viste di cotte e di crude, ma l’ultima volta ho sudato parecchio per convincerlo a tradurre in codice binario le cazzate che stavo scrivendo; da un portatile collegato in rete ho saputo che circolano voci di boicottaggio, e si incita alla disobbedienza civile.
    Ritengo comunque interessante e propedeutica la tua intenzione di accostare i nostri testi all’interno di un unico racconto. Ogni persona di buona volontà, seriamente intenzionata ad apprendere i reconditi segreti della narrativa, potrebbe in questo modo apprezzare la differenza tra una scrittrice e un venditore di fumo. A proposito, se ti serve della roba buona, non hai che da chiedere…

    😀

    Mi piace

    1. Vorrei sapere dov’è la scrittrice, quando la incontri salutamela.Più che venditore di fumo direi che qui c’è un venditore di vapore ed effluvi profumati di aromi ricercati con pazienza certosina, esattamente quello che serve per mettere il risalto la scarna coscetta di pollo che offre levaporata concezione. Un saracca secca secca, fatta rinvenire con il sughetto speziato diventa prelibatezza per palati non fini ma ultrafini. E la sag-r-a contnua. 😀

      Mi piace

      1. Strasade coi sardoni salai (per quatro del lori)

        40 deca de strasade
        un venti o trenta sardoni salai (dipendi se i xe grosi o pici)
        1 sivola
        do’ spighi de aio
        salsa
        persemolo
        oio
        sal
        formaio

        Intanto che boi le strasade, in una farsora granda dorar l’aio in te l’oio, e po disfriser la sivola (cavar l’aio!)
        Co la sivola xe disfita, butar in farsora i sardoni (sensa spin) e un pochi de cuciari de salsa (un otavo circa).
        Darghe una bela scotada, misiando ben che no se tachi.
        Scolar le strasade e darghe una saltada in farsora (sempre col fogo taca’).
        Servir caldo con un poco del persemolo tassa’ e un poco (ma poco poco) de formaio gratado.

        😉

        Mi piace

      2. Tagliatelle con le alici sotto sale (per 4 persone)

        400g di tagliatelle
        20 o 30 alici (dipende se sono grandi o piccole)
        1 cipolla
        2 spicchi d’aglio
        Salsa di pomodoro
        Prezzemolo
        olio evo
        sale
        Parmigiano Reggiano

        Intanto che stanno cuocendo le tagliatelle, in una padella a saltare scaldare dell’olio e far imbiondire l’aglio, levarlo, e quindi soffriggere la cipolla.
        Quando la cipolla è morbida, gettare in padella i filetti di alici, e 1/8 di salsa (anche meno).
        Mescolare per amalgamere il tutto, facendo attenzione che non si bruci la cipolla.
        Scolare le tagliatelle e farle saltare in padella (a fuoco vivo).
        Servire ben caldo, con una spruzzata di prezzemolo fresco tritato grossolano, e un pizzioco di formaggio grattugiato.

        😉

        Mi piace

  2. Matzamurru:

    Su chi serbit: pani tostau, bagna burda, Cau de Brebei (unu pagu friscu), lati.

    Cumenti si fait: Segai su pani tostau a fitas unu pagu grussixedhas; sciundi donnia fita in su lati e sterri in d’una liàuna unas cantu pilladas de pani donniuna cun apitzus sa bagna (fata cun tamata frisca) e su casu.
    Pigai sa liàuna e inforrai po pagu tempus fintzas a candu su matzamurru s’indòrada.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...