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COMINCIAMO DAL BASSO (Parole al vento)

Ieri, come da prassi obbligatoria per ogni derby che si rispetti, allo stadio di Roma si son menati per bene.

Bravi! Le tradizioni vanno mantenute, altrimenti che popolo saremmo? Le tifoserie devono onorare le guerre sante per le quali hanno ricevuto mandato divino.

Lo stesso può valere per risse e omicidi nei locali notturni, o altri luoghi di svago, che avvengono per eccesso di sballo o futili motivi.

Qualcuno dirà che un popolo in difficoltà sfoga le proprie frustrazioni dove può. Vero, ma qui succede da decenni e, comunque, un popolo incazzato può anche pensare alla rivoluzione, ma non in luoghi e occasioni in cui le “persone comuni” vanno per divertirsi senza intenzione di rischiare la pelle.

Ormai abbiamo capito che, spesso, solo uscire di casa in questi ultimi anni è come giocare alla roulette russa: può capitarti il proiettile in canna e quindi andare direttamente all’obitorio o (se va bene) al pronto soccorso. Mi ripeto consapevolmente dicendo che viviamo nel far west, perché questo “colpo in canna” può averlo il gentleman cui hai in-avvertitamente soffiato il posto Suv con la tua utilitaria, come la baby gang che ti prende di mira a scuola perché sei timido. In mezzo a questi due comuni fatti di cronaca ci sta un caleidoscopio di episodi che possono capitare a chiunque e ovunque.

Tutti indistintamente elucubriamo teorie usuali o strampalate per “capire” o “spiegare” di chi è la colpa se siamo giunti a questo declino del buonsenso.

Ovvio che i vari governi, supportati dalla collaborazione di tutte le mafie riunite, hanno spianato la via all’imbarbarimento comportamentale del popolo. Ma il popolo resta sempre sovrano e quindi decide chi e quali persone, governi e mafie supportare.

Per questo ho intitolato il post di oggi “cominciamo dal basso”.

Il basso siamo noi. Quindi direi che il nostro basso più basso sono i piedi. Allora impariamo a pulirci le suole delle scarpe non soltanto quando entriamo in casa nostra, ma anche quando lo facciamo in casa d’altri.

Il basso è anche evitare di gettare qualunque nostro materiale di scarto dove capita, come potete vedere qui:

Un sorso di plastica?

 

Un goccio d’alcool? Oppps è vuota…
Sigaretta?

 

O preferite queste
Un po di tv?
Butta pure lì, qualche santo provvederà…
Chiamasi: cassonetto, ma chissà a che cosa serve…

Rispettare i parcheggi riservati ai portatori di handicap, fermarci allo stop o al passaggio dei pedoni sulle strisce, e via elencando le più banali azioni che NON compiamo quotidianamente per pigrizia, menefreghismo e mancanza di rispetto verso ciò che NON ci appartiene, ovvero: che non ci appartiene direttamente, danneggia anche noi. Sì, perché i luoghi che sporchiamo, l’educazione che non usiamo, insomma tutto ciò che abbiamo intorno persone o cose che siano, è anche “roba nostra” benché non ne siamo diretti possessori.

E penso di non dover aggiungere altre ovvietà per raccontare il mio pensiero odierno che, in conclusione è questo:

Giacché siamo in grande sbattimento pre elettorale, se vogliamo guadagnarci un governo migliore, cominciamo a guadagnarcelo dal basso, ossia imparando a governare noi stessi in modo onesto e garbato.

 

L’evapomenata quotidiana è finita. Andate in pace.

  

Parole al vento…

 

 

 

 

 

8 thoughts on “COMINCIAMO DAL BASSO (Parole al vento)

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