Opinione

UN SOLO RE

Vivaddio per qualche giorno abbiamo le Olimpiadi, argomento di cui s-parlare che non sia spred sprod sput ecc.

La seconda giornata non ci ha dato l’esaltazione delle medaglie come la prima, quindi è obbligatorio difendere, criticare, santificare o sputtanare l’atleta di turno sino alla fine dei giochi. Oggi tocca a Federica Pellegrini sulla quale ognuno spara opinioni secondo gusti e simpatie/antipatie personali.

La vita di questa ragazza mi è totalmente indifferente, ne sento parlare da tempo più come testimonial di prodotti vari e vicende personali quindi non è una novità che possa disamorarsi dello sport per il quale, probabilmente, ha sacrificato l’adolescenza, visto che ha guadagnato notorietà (e certamente tanti soldi in più) altrove. Il nuoto, come tutti gli sport considerati “minori” dal punto di vista mediatico, paga poco e chiede molto.

La classifica mondiale degli sportivi più pagati vede ai primi posti il pugilato, poi basket, golf, football americano e solo all’ottavo troviamo il calcio con David Beckham. In Italia al primo posto c’è Valentino Rossi, due cestisti, a seguire calciatori sino alla decima posizione. Non vado oltre, ma penso che dopo calcio e automobilismo la distanza da tutti gli altri sport sia notevole.

Oggi però vorrei porre l’accento sul fattore umano di campioni più o meno famosi, e lo faccio seguendo il mio naso, conoscendo poco o niente dei vari sport che vado a toccare.

Istintivamente e per orientamento personale, in generale ho interesse per gli atleti che faticano a contatto con la natura, senza mezzi sofisticati o rumorosi, perciò ammiro fondisti, maratoneti, ciclisti, gli arrampicatori, gli alpinisti, oltre agli arcieri ma anche i pattinatori, e gli atleti acrobati, insomma di tutto un po’. Il calcio non mi attrae anche se ho simpatia per qualche squadretta meno fortunata, in ogni caso non lo seguo e, per tutto il resto, le mie informazioni si fermano alle cronache giornalistiche perché le competizioni di qualunque genere mi appassionano poco o niente.

Funzionando il mio carattere a: “mi piace”, “non mi piace” senza altri interessi, è ovvio che guardo e sono attratta da ciò che mi colpisce attraverso gli occhi in qualche parte sensibile: anima, cuore, cervello. Nel mio quaderno dei preferiti ci sono tre nomi di campioni lontani tra loro per carattere, sport e atteggiamento in ogni settore della vita.

Il primo è Valentino Rossi, ricco, famoso, idolatrato da mezzo mondo. Quindi invidiabile e anche criticabile, fosse solo per l’evasione fiscale di cui è stato protagonista, ma io lo perdono. Innanzitutto perché è umanamente perdonabile: al suo posto avrei fatto lo stesso con il regime fiscale molto severo, poco equo, e troppo cieco secondo necessità, che abbiamo in Italia. In secondo luogo lui è riuscito a mantenere una decorosa genuinità, senza falsa modestia, né esagerazioni anche nei momenti di maggior successo. Non si è mai negato in alcuna maniera, non s’è mai nascosto, non ha mai rifiutato una stretta di mano, è positivo, simpatico e ha dato l’anima per la sua moto senza mai risparmiarsi, dimostrando di non temere confronti e cambiamenti vincendo e perdendo sempre con onore e grande dignità.

Valentino Rossi è il mio campione preferito.

Il secondo è Marco Pantani, letteralmente divorato vivo da un “sistema” che non perdona la fragilità e la sensibilità. L’ho sempre ammirato perché vinceva di cuore benché costretto ad adeguarsi allo stile degli eroi chimicamente modificati.

Ho partecipato psicologicamente al suo patire fino alla morte, perché conosco bene certe sofferenze. Marco Pantani sarà sempre un grande campione.

Sorprenderà qualcuno sapere che il terzo si chiama Diego Armando Maradona. Nonostante mi sia odioso per molteplici atteggiamenti, lo ritengo un super uomo. Soprattutto fisicamente credo abbia doti più uniche che rare, le rare volte che l’ho visto giocare sono rimasta estasiata da quello che riusciva a fare con il pallone. Quel piccolo uomo con una gran massa di capelli sopra un corpo tozzo e brevilineo, sul campo diventava un imbattibile folletto che nemmeno le cannonate riuscivano a fermare. E ancora non l’ha fermato la vita dissoluta e autolesionista che continua a condurre nonostante abbia più volte ricevuto l’avviso di chiamata dall’Altissimo. Lui continua a spaccarsi dentro, fuori e spaccare tutto ciò che gli sta intorno perché convinto di essere lui al di sopra di ogni cosa. Insomma crede di essere Dio. E come può non considerarsi tale un ragazzo nato in assoluta povertà, cresciuto nel fango e colto giovanissimo da una favola improvvisa, troppo grande per chiunque.

Maradona era una creatura fatata caduta nelle mani dell’umanità che lo ha strasformato in uno spiritello cattivo e rognoso, ma sempre ricco di magia…oltre che di soldi.

Le mie competenze sportive non mi permettono di andare oltre questi argomenti puramente discorsivi e personalissimi pensieri.

Volevo semplicemente rendere omaggio a tutti gli atleti che si stanno impegnando nelle Olimpiadi di Londra, vincenti o perdenti che siano loro adesso ce la stanno mettendo tutta e purtroppo saranno presto dimenticati perché tra poco si ricomincia con il re usurpatore di tutti gli sport: il calcio.

Grandi uomini quando il calcio era ancora degno di rispetto.

8 thoughts on “UN SOLO RE

  1. Il mio eroe ha lavorato per cinque anni per un’azienda la cui responsabile è scappata oggi in Messico lasciandosi dietro il vuoto e fregandosene altamente dei quindicimila euro che gli deve, e nemmeno mio cugino, uno dei migliori avvocati italiani per non dire IL migliore, può farci nulla. Il mio eroe insiste a voler pagare le tasse fino all’ultimo centesimo, anche se non guadagna nemmeno lontanamente abbastanza per farlo. Il mio eroe se si mette in proprio, con le sue idee, dura un giorno o poco più. Il mio eroe ha sopportato, sopporta e sopporterà i postumi di un intervento di cui non conosciamo ancora il livello di recupero. Il mio eroe porta avanti una casa di 300 metri quadri di cui è sfruttabile solo un quinto, e cinquemila metri di terreno da decespugliare, bonificare ecc. Il mio eroe aggiusta tutto, dalla lampadina alla lavastoviglie al condizionatore. Continua a fare il suo lavoro di grafico pubblicitario, così bravo che non ne vedo non dico di meglio, ma nemmeno di uguali. E insiste nel voler pagare le tasse sul nulla. Il mio eroe non beve e non fuma, figurarsi se si consola con qualche droga… Per questo mi fa un baffo Valentino Rossi, Maradona e chi più ne ha più ne metta: il loro valore viene annientato dallo splendore umile del mio eroe. Che si chiama Marco ed è mio figlio.

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      1. Gli eroi sono i campioni preferiti, quelli che ti colpiscono, come dici, in “anima, cuore e cervello”. Secondo me. E permettimi, essere sola al mondo ti risparmia tante preoccupazioni… non sto a spiegarti cosa vuol dire un figlio, un marito, un ex, se tutto non va secondo i canoni: a volte avrei preferito una pugnalata nella schiena. Credo che tu abbia superato tanto, per riuscire a sentirti “sola”, che poi non ha sempre un’accezione negativa. E non essere sola al mondo – mi dispiace per me – non è sempre il massimo. 😀 Grazie per gli stimoli di riflessione.

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      2. Soli al mondo non è mai un problema, specialmente se ci si sa arrangiare e non si ha bisogno di nessuno. Il problema è la solitudine cosmica, che è un’altra cosa.

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