Opinione

IL DITTATOR CORTESE

Più o meno tutti abbiamo sentito nominare il mitico “Passator Cortese”, figura leggendaria di un brigante che scorrazzava nelle terre romagnole a metà ‘800. Pochissimi conoscono il suo vissuto, forse nemmeno sanno che era un fuorilegge, in ogni caso una fama così altisonante avrà ispirato chissà quanti nomi e soprannomi appioppati a persone che nulla avevano a che vedere con l’immagine che è passata alla storia.

Proprio in questi ultimi tempi anch’io sono stata colta dall’ispirazione di usare l’assonanza del nome, (sottolineo solo l’assonanza, poiché la filosofia dei due personaggi è ben lungi una dall’altra), per identificare l’Onorevole Mario Monti come “Il Dittator Cortese”. Mi attrae assai questa definizione per il nostro Premier, poiché è ormai chiaro e lampante che siamo sotto dittatura. Una dittatura non conclamata, con repressioni occulte, ma concreta e profondamente percepita dal popolo italiano.

Come si può definire, altrimenti, un governo che torchia il collo dei lavoratori, vessandoli ogni giorno con obblighi, tasse, balzelli, mentre tiene spudoratamente al riparo da tutto questo i soliti noti?

Il nuovo governo, imposto e sovrapposto a decenni di amministrazioni predatrici e corrotte sino al midollo, ha saputo soltanto chiedere i famosi “sacrifici” alla cittadinanza che vive da sempre con l’obbligo di immolare quasi completamente il proprio salario alla salvezza di un paese che “per pochi altri” è più che il paese di Bengodi. Niente di nuovo sul piano di chi paga e chi se la spassa, quindi.

“Nuovo” è invece l’aplomb dell’oppressore di turno: un uomo serio e compunto, senza macchie apparenti sulla camicia linda, educato in maniera misurata, elegante e inespressivo come un busto di gesso posto nella sede dell’esercito della salvezza.

“Uno” messo lì a pretendere il massimo senza dare niente in cambio…in modo garbato però, come un ”dittator cortese”, appunto.

L’unico momento in cui s’è dimostrato vagamente deconcentrato sulla misura delle parole da dire al Paese, è stato pochi giorni fa quando si è espresso su un’ipotetica quanto utopistica sospensione del calcio giocato.

Coraggiosa, e forse un po’ demenziale, battuta fantascientifica poiché sappiamo tutti che agli italiani è più facile portar via la terra sotto i piedi piuttosto che togliere le partite di calcio.

Comunque, se veramente qualcuno avesse il potere di prendere un provvedimento del genere forse avremmo la svolta decisiva per il nostro paese.

Di sicuro ci sarebbero contemporaneamente: insurrezione popolare, rivoluzione policroma, e almeno tre colpi di stato perpetrati da tutte le mafie riunite, dai servizi segreti degli ultras governativi, e da qualche loggia che manovra le carte sottocoperta.

Nessuno vincerebbe, ma certamente l’Italia vedrebbe un terremoto, questa volta non fisico ma politico che, forse, dopo le scosse di assestamento ci farebbe stare meglio di come stiamo adesso.

 

 

 

 

10 thoughts on “IL DITTATOR CORTESE

  1. Ottima sintesi . E’ l’immagine perfetta dello staff Monti-ano . Ed infatti è vessato da tutti i ceti. Ma che dire del precedente governo? Può avere influito sulla attuale arroganza di Monti ? E l’opposizione ( sic! ) quanto ha e sta contribuendo all’ attuale dittatura? Grazie per lo spazio concessomi ! Sono debitore ,ma non potrò ripagare!

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    1. Ringrazio te Enzo, per il commento. Il nostro dramma sta proprio nell’opposizione inesistente da sempre e dalla desolante mancanza di alternative. Sperare che gente sbraitante come Grillo e simili possano cambiare qualcosa è pura illusione…purtroppo. E’ la popolazione che deve cambiare mentalità, dobbiamo essere noi per primi a voler bene al nostro paese, alla terra italiana che è meravigliosa e che ha dato e ci dà tanto (terremoti permettendo, che forse sono una comunicazione di allarme grave). Dobbiamo cominciare a difendere la nostra nazione e tutto il territorio e non solo il nostro giardinetto privato.

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  2. c’è da aggiungere una perdita progressiva dei diritti dei lavoratori e del cittaddino che ha visto la punta dell’iceberg con l’abolizione dell’articolo 18. Ma già da tempo aver a che fare con ospedali, inail, inps o equitalia equivale a andare incontro a un esaurimento.e a disservizi o vessazioni multiple. La cosa drammatica è il capire che il livello umano dei tecnici che si stanno spargendo in tutta Italia (la provincia di Genova è stata commissariata, e non ci saranno elezioni democratiche a venire) non è superiore ai loro predecessori politici

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  3. Avevo sperato in un cambiamento reale, e invece, tutto come e peggio di prima anche se, ammettiamolo, la colpa è degli ultimi venti o trent’anni, governi che si sono susseguiti e che si sono rivelati incapaci, accumulando così debiti su debiti fino a ritrovarci allo stato attuale! Speriamo solo si possa intravedere una piccola luce in tutto questo buio!

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    1. Non penso che qualcuno brontoli BimboAlieno, penso che la gente si lamenti perché pagano sempre le solite persone mentre chi ruba da sempre viene tenuto fuori da ogni provvedimento restrittivo, come succede per i parlamentari e altra gente che vive all’insegna dell speco. Se c’è da rimboccarsi le maniche gli italiani onesti ci sono sempre, mentre gli ALTRI continuano a rubare.

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