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ILLUSIONE DEL MERAVIGLIOSO

Ormai ci manca anche l’illusione di chiamarla illusione perché non è possibile essere ipocriti con noi stessi oltre un certo limite.

Possiamo tapparci le orecchie, gli occhi per non sentire o vedere. Ecco che cosa possiamo fare.

Possiamo fregarcene e spostare i nostri pensieri su argomenti più graditi. Ecco che cosa possiamo fare.

Possiamo sbatterci dentro nuove avventure (ammesso che si possa trovare qualcosa di nuovo) per non pensare. Ecco che cosa possiamo fare.

Cambiare macchina, cambiare casa, cambiare guardaroba, cambiare faccia, cambiare denti, cambiare moglie/marito, cambiare sesso, religione, nazione. Possiamo redimerci, ritrattare, rettificare, negare, dire, fare, baciare, lettera, testamento.

Ecco, il testamento è l’unica cosa utile che possiamo fare.

Testamento per una cosa che in realtà non ci è mai appartenuta anche se ne abbiamo fatto scempio in tutti i modi possibili e immaginabili.

Nel nostro arrogante testamento possiamo esprimere la volontà di lasciare la terra alla terra.

Perché ormai siamo tutti moribondi, noi umani.

E non vogliamo ammetterlo.

Non vogliamo ammettere che tra poco non ci sarà più niente per nessuno.  

Dai adesso scriviamo/scrivete che il mondo è bello, la vita è bella, il disfattismo non serve a niente etc. etc.

Dai cantiamo tutti insieme “Merraviglliossssoooo” perché è questo l’atteggiamento “positivo” da tenere se vogliamo “cambiare le cose”.

Così, cantando meraviglioso, stiamo lì da buoni menefreghisti a guardare che il meraviglioso di cui si parlava in quella canzone ce lo siamo fottuto da un bel pezzo. E nonostante tutto ci convinciamo che basta continuare a pensare “meraviglioso” e magicamente tutto lo diventa. 

Ma le magie e i miracoli oggi li fanno solo gli illusionisti e qualche madonna che piange ma non può piangere per sempre.

Mago Merlino e Gesù Cristo si sono rotti i coglioni e hanno cambiato universo. Pare che Alien dia maggiori soddisfazioni di noi umani.

E quindi…e…niente…tutto qui. Come dice chi non sa che cosa dire.

 

7 thoughts on “ILLUSIONE DEL MERAVIGLIOSO

  1. Eccola l’Evaporata Il suo meraviglioso, il suo stimolo meraviglioso per tutti.Piuttosto incoraggiante, anzi piacevole svago, un pò come vedere uno spettacolo, starsene un pò fuori di casa,lontano dal reale,come nà fumata d’oppio, vedere, godere ,ridere, scherzare.Pensare che l’oggi un altro giorno,pronti a godere, mangiare ,consumare, guadagnare poi ancora un bel mazzo di cazzituoi e via meravigliosamente vivere spensieratezza da trascorre a prendersi goliardia a giuoco.Bella allettante la vita una goduria i viaggi la feria la bicicletta e i bicipiti legnosi da panca,meraviglioso, che fisico ragazzi da guardarselo e goderselo da soli una meraviglia “meraviglioso”.Poi che si fa?. a voglia di ragazzotti/e passatempo una meraviglia,meraviglioso.
    Io veramente non ci pensavo proprio; ero per la capanna con cuori ,allora pluff.. dov’è meraviglioso?,meraviglia?,non c’è più..allora..!!
    Io, la Wilma l’ho conosciuta squattrinata per amore e tutto pensavo che un domani poteva diventarmi triste con tanti pensieri e senza voglia di gridare forte meraviglioso; se comunque,oggi, lo fa è perchè falsa e credula illusa di appropriarsi di quella naturale libertà carica di ottimismo meraviglioso ma a dir di Manola ,e non solo, per quello anche ch’estinto che non vuol commento.

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      1. Acuta mente da Carbon Concessa ,non posso confonder io, per l’incoscienza mia, no forte d’ingegno, confesso, perch’io mi trovo a trattar non solo a donna, ma a vigilantes mestier di rete e poi d’altura, c’ha concessa;per tal motivo m’eppe a rapir quando sentita,d’un delicato flusso m’influenza a trasporto di mie curiosità.

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  2. Domani alle nove di mattina sotterriamo il papà di Rosa, mio genero, non era un gran bel bravo genero e nemmeno un gran padre, ma tanto fa’.Ma durante il suo ultimo viaggio ci saranno forse tutte le figlie, e forse tutti i suoi figli, che sommandoli sono nove.
    Il discorso è semplice…Quanto siamo bravi?
    Assottigliamo il pensiero, quanto siamo disposti?
    Credo che di fronte alla una qualsiasi morte, dobbiamo metterci da parte.
    Poi, rispondendo a abbaschia difendo una mia amica, che ha un cuore enorme, ma tu non lo sai.

    Quando morirò, spero il più tardi possibile, ma questo sarà il mio fine, voglio essere cremato, le ceneri saranno a disposizione del crematore, ma non voglio assolutamente una tomba, semmai una tromba, che suoni il silenzio nel momento del mio ultimo saluto.
    Meraviglioso è una canzone e niente più, come l’inno d’italia è una canzone che troppo spesso viene dimenticata, e’ la stessa cosa.

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    1. Tra due settimane sarà il terso anniversario della morte di mia mamma, l’ultimo famigliare che mi era rimasto. L’ho fatta cremare, come lei voleva, e la sarò anch’io. Lei era un persona dedita alla vita, in qualunque modo la vita si presentasse. E la vita con lei è stata molto severa, molto dura, spesso cattiva. Nonostante ciò (a parte gli ultimi due anni in cui era un po’ lotana con il cervello) non l’ho mai sentita lamentarsi nè imprecare contro niente e nessuno. Aiutava qualunque pellegrino si presentasse alla sua porta, senza chiedere niente pronta a dividere con lui quel poco che aveva (quasi niente). Per sua e mia fortuna è morta in poche ore senza dare fastidio, ma in modo veramente spettacolare: è scoppiata una varice e si è dissanguata in pochi minuti. Ovviamente l’ambulanza è arrivata dopo tre quarti d’ora dall’allarme. Quando sono arrivata a casa sua (abito a venti km) l’ho trovata distesa in cucina in un lago di sangue enorme, sembrava avessero sgozzato un maiale. Mi pareva di essere sulla scena un film splatter un po’ troppo esagerato. E invece no, quella era la casa in cui sono scresciuta, e lì c’era un donnino di 45 chili con addosso due ommaccioni che le stavano sfondando la cassa toracica perché dovevano a tutti i costi farle riprendere il battito cardiaco prima di portarla in ospedale dove sarebbe morta definitivamente dopo un paio d’ore.
      Una morte da raccontare insomma, caro Antonio, una morte che non dimenticherò mai. Peccato non aver avuto la stronzaggine di fare delle foto e metterle sul web. Anzi in questo sito, magari avrei guadagnato un mucchio di lettori. Sai bene che certe cronache sono fonte di grandi guadagni in popolarità.
      Però, la mia mammma, una volte mi disse: “mia mamma (mia nonna) era figlia unica, io sono figlia unica, tu (io) sei figlia unica e non hai figli. Finita tu, avremo finito tutte di soffrire”.
      Me lo disse una volta sola, ma capii che quella vita che aveva così amato l’aveva anche tanto stancata.
      Quindi, benché adesso non abbia più alcun parente stretto, sono contenta che sia morta, perchè qualche schifezza se l’è risparmiata.

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